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Le BiELLE RECENSIONI
I Luf: "Paradis del diaol"



Ascolti collegati


I Luf
Ocio ai luf

I Luf
Bala e fa balà

I Luf
Il fiore del sambuco

Gang
Il seme della speranza

Massimo Priviero
Dolce resistenza

Cisco
La lunga notte

I lupi ululano quando hanno qualcosa da dire
di Giorgio Maimone

Basta ascoltare 8" e 43 centesimi del disco per capire che si tratta dei Luf. Marchio di fabbrica inconfondibile. Impulso rock su cui si innesta un riff di baghet o cornamusa, tipico del folk. Sono ormai tre dischi, più i due episodi del Sambuco, che confermano con forza questa identità. I Luf non si possono confondere. E allora, visto che amo i Luf e che sono amici, per poter giudicare questo disco mi sono sottoposto a una sorta di prova tortura: un'ora di ascolto quotidiano per venti giorni, in ordine sparso dei brani o nell'ordine del disco. Tanto è l'esatta durata del mio viaggio in bicicletta per andare e tornare dal lavoro. Li ho amati, detestati, amati ancora. Forse capiti. Insomma, nonostante non ci sia più l'effetto sorpresa, "Paradis del diaol" è un grande disco, il migliore ascoltato finora.

Classico folk-rock, ibridato di combat, cantato con grinta e vissuto con alto impatto emotivo e sonoro. I Luf fanno muovere le gambe e parlano al cuore. Possono scivolare nella retorica, ma lo fanno sempre con sincerità estrema e se "Bala e fa balà" aveva qualcosa delle danze sull'aia, "Paradis del diaol" è più serio, più introverso, forse anche più incazzoso. Si inizia con una conta ("Cunta e canta") e si finisce con un invito al ballo ("Vivi la vita ballando"), ma si passa attraverso storie di Resistenza, di disertori, di preti con la tonaca nera, ma il cuore rosso.

E poi i Los Lobos brianzoli (o camuni?) hanno una grossa qualità: conoscono ancora il gusto del riff strumentale. Non me la si venga a contare. Quasi più nessuno aderisce alla massima d'oro del rock, che oltre a strofa, bridge, inciso è necessario che una canzone abbia anche una frase musicale ripetibile e ripetuta che si faccia ricordare e serva come gancio per la memoria. Ecco i Luf fanno tesoro di questa massima e la grossa differenza che sente tra le prime versioni grezze delle canzoni e il prodotto finito è proprio in questo
: ogni brano ha un suo gancio strumentale. A volte se ne fa carico il violino, altre le bagpipe, altre ancora la fisarmonica o le chitarre ma quel che conta è che c'è sempre qualcosa da ricordare. E questo senza ancora aver parlato dei testi.

Perché non ci sono dubbi, come diciamo nel titolo, che i Lupi ululino solo quando hanno qualcosa da dire. Può anche essere solo un invito al ballo o a prendere la vita con una risata, possono essere storie antiche o filastrocche per cantare (o per contare), ma non esiste brano nella discografia in crescita di Canossi e soci che non abbia una sua intima o esplicita necessità. E peraltro, altro punto di lode, i lupacchiotti non fingono mai di essere altro che quello che sono: fieri di venire dalla provincia e di portare suoni di diverse tradizioni popolari intrecciate tra loro e storie che ancora alle radici popolari fanno riferimento o alla vita quotidiana. Che è un magnifico modo di fare politica cantando.

Delle 12 canzoni dell'album almeno otto sono sopra la media (di cui almeno tre che viaggiano sulle cinque stelle), due sono molto buono e solo due rientrano in una produzione media. Il che vuol dire che per tutti i 59'12" dell'album l'attenzione resta alta, altissima per capire le storie, i rimandi, il dialetto (tre brani sono nel camuno di Lozio, paese natale di Dario Canossi). Dal folk rock del brano iniziale ("Cünta e canta") si passa al country rock di "Donna di fiori", dal folk puro delle gighe di "Paradis del diaol" (melodia tradizionale) dove sembra di ascoltare i Lou Dalfin, si passa al lento di "Che freddo fa". Dall'epica di "Turna mia 'ndrè", dedicato al comandante partigiano Giacomo Cappellini.

Si torna al country-folk con "Ciao bella" (attenzione, sembra Guccini quello che canta, ma è Canossi, a cui si aggiunge nel finale l'ottimo Massimo Priviero. Ma la somiglianza con Guccini, vi giuro è altissima). "Padre Pedro" è tex-mex, con una spezia latina in più. "Fiore amore disertore" è ancora un lento epico, anzi anti-epico. "Crescerò con te" è un fresco rock giovanile. "Signor Dio" una bella ballata che sa di folk.

A sorpresa "La revolucion" scopre inaudite (nel senso di mai ascoltate nei dischi dei Luf) sonorità elettroniche che si vanno a michiare a un ritornello latino con un gradevole effetto patchanka. "Pensieri di tritolo" è un altra ballad folk-rock con Massimo Priviero alle voci (che rende la visita a Canossi, ospite a sua volta ne “La strada del davai” nella "Dolce resistenza" di Priviero). "Comandante" la conoscete tutti: il pezzo dei Gang e i fratelli Severini anche qui sono presenti al canto (Marino) e chitarra (Sandro). Grande versione. Infine "Vivi la vita ballando" è ancora una volta puro folk, di quello da danzare sull'aia. E, se si vuole, il disco si chiude come si era aperto.

Insomma, non si può proprio dire che non ci sia varietà di atmosfere. Ma dall'inizio alla fine un tiro rock che non deflette un secondo, una passione cantautorale a tutta prova, una sincerità di intenti da premio. Signori, i lupi sono scesi di nuovo a valle, passato l'inverno e dimenticata la neve sui monti; sono scesi a portare allegria, danza, pensieri e storie. Forse le stesse storie che nelle sere d'inverno si raccontavano attorno al fuoco. Il fuoco è ancora acceso. E' quello della passione. Lunga vita ai lupi! E che siano sempre meno solitari.

I Luf

"Paradis del diaol"

PerSpartitoPreso - 2007
Ai loro concerti e nel circuito di Botteghe nel mondo

Tracklist

Cunta e canta
Donna di fiori
Paradis del diaol
Che freddo fa
Turna mia 'ndré
Ciao Bella

Padre Pedro
Fiore amore disertore
Crescerò con te
Signor Dio
La revolucion
Pensieri di tritolo
Comandante
Vivi la vita ballando


Musicisti

Dario Canossi: chitarra e voce
Sergio "Jejo" Pontoriero: basso, chitarre acustiche, djambé, shaker, darbuka, legnetti, campanelli, cembalo, timbales, triangolo, batteria (Ciao Bella, Padre Pedro, Pensieri di tritolo) e voce
Ranieri "Ragno" Fumagalli: baghet in do, sib e sol; musa in re, flauti bergamaschi in sib e sol, ocarina in sol, flauto sopranino in do.
Fabio Biale: violino, mandolino e voce
Sammy Radaelli: batteria
Davide "Billa" Brambilla: fisarmonica e tromba
Marco "Mitic" Maggi: roba elettronica
Pier Zuin: highland bag pipe, bombarda in sol e in sib, flauto traverso irlandese in re, thin whistle in re, bodhran
Cesare Comito: chitarra acustica, banjo e voce

Ospiti graditi: i bambini della 2a e della 5a elementare di Front (to) in "Crescerò con te"
Massimo Priviero: voce in Pensieri di tritolo e Ciao Bella
Marino e Sandro Severini: voce e chitarra in Comandante
Moreno Pirovano: voce in Signor Dio

Testi e musiche di Dario Canossi, eccetto Paradis del Diaol (musica tradizionale), Turna mia 'ndré (musica tradizionale), Comandante (testo e musica dei Gang), Signor Dio (testo e musica di Moreno Pirovano), Crescerò con te (testo scritto in collaborazione con la maestra Flo e i bambini della 5a elementare di Front (To).

Produzione artistica e arrangiamenti Sergio Pontoriero

Sul web

Sito ufficiale
 
Ultimo aggiornamento: 21-05-2007
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