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Le BiELLE RECENSIONI
Alessio Lega: "Sotto il pavé la spiaggia"

 

 

 

 

 

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Con(tributo) su “Sotto il pavé la spiaggia”, ossia Brassens, Brel, Ferré, Leprest, Renaud, interpretati da Alessio Lega e Mokacyclope

Ho immaginato per l’occasione di guardare al disco come ad una nuova fragranza… ecco cosa ne è venuto fuori.

Comunicazione

Diciamo che lo slancio con cui è avvenuto il lancio (scusate il gioco di parole) del disco è stato notevole, il tutto è avvenuto in occasione dell’inaugurazione della nuova rassegna AcrobaticiAnfibi, presso la nuova sede alla Scighera in zona Bovisa. Presente un pubblico numericamente notevole e anche molto attento, band al completo ossia i Mokacyclope con Luca Giusti alle tastiere, Rocco Marchi alle chitarre e basso, Mimmo Mellace alle percussioni, Alessio Lega in gran forma (vocalmente parlando) e tanto di rassegna dei dipinti originali utilizzati nel libretto del disco a precedere e seguire il concerto.

Voto: 8

Note stonate: i pantaloni in pelle nera di Alessio stavano proprio stretti, è vero che come ha detto lui stesso durante la serata, la canzone francese è sofferenza, ma l’impressione che davano era più da omino Michelin che da rocker.

Packaging

Il disco si presenta come un mini book con la copertina molto colorata dallo stile fumettistico e, sfogliando l’intero libretto, ci si accorge che lo stile è comune all’intero libretto. Saltando a piedi pari all’ultima pagina si scoprirà tra i “crediti in forma di p(rosa)”, penso si tratti di un rimando alla famosa raccolta poetica “Poesia in forma di rosa” di Pasolini, che l’autore delle tavole realizzate appositamente a commento visivo di ogni singola canzone è Lorenzo Sartori, artista milanese doc, che lavora da anni come illustratore per l’editoria scolastica, la narrativa e l’enigmistica e che ha realizzato fumetti per il Corriere dei Piccoli e per varie testate ed iniziative minori. Sempre qui l’autore precisa le motivazioni che lo hanno spinto ad un lavoro di cover di mostri sacri della canzone d’autore francese, spiega che non si tratta come avviene nella maggioranza dei cantanti di un preludio ad un proprio disco d’esordio personale, ma di un percorso all’inverso, cioè il successo di critica avuto dal suo primo lavoro “Resistenza e Amore” (targa Tenco come migliore opera prima nel 2004) gli ha permesso questo tributo ad artisti che ha studiato ed affrontato faticosamente per anni.

Voto: 8

Note stonate: non sempre i testi riportati sul libretto sono fedeli al cantato di Alessio e il cartoncino con cui è realizzato, se da un punto di vista visivo e tattile è molto bello, non offre però molta protezione al contenuto (un cd con sopra una bella bomba anarchica che germoglia idee) ed io che sono un maldestro sono riuscito a romperne il prezioso contenuto (sigh!)

Fragranza

Testa

Il disco si apre con la canzone “Sul palco (Sur la scène) di Ferrè, so che Alessio la utilizza da tempo come brano d’apertura nei propri concerti, io però continuo a ritenerlo un brano valido in sé ma troppo forte per iniziare un disco, un testo troppo svelato e una musica che forse, per la versione aggressiva dei Moka, dà il senso di un pugno allo stomaco appena saliti su un ring.

Cuore

Lo stordimento però passa subito, si fanno avanti sensazioni piacevolissime struggenti, con splendide canzoni d’amore come Amori marinai e Straniera, personalmente passerei giornate intere a riascoltarle. Il trittico centrale poi, Sulle punte, Tango funebre e Con eleganza vale l’intero disco, la prima tratta ancora di un amore forse perduto con un senso di malinconia straziante, le altre due della morte ma in maniera antitetica, la prima con un uomo morente ancora strenuamente aggrappato a ciò che lo circonda, la seconda con un uomo che pienamente in vita si sente già morto.
Tra le altre sottolineerei anche Naturale e Tolleranza zero, due canzoni fra loro diversissime, fiabesca con musica dolcissima e una realtà cantata tristissima come nelle migliori fiabe la prima, attualissima (almeno nella traduzione-adattamento di Alessio) per tema e interpretazione sia vocale che musicale la seconda.

Fondo

E’ forse la parte meno riuscita, invece che restarmi impressa in testa a lungo, paradossalmente è quella che tendo più a dimenticare. Non so spiegarmi bene il motivo perché Né Dio né Stato è una bella canzone di Ferré, anzi forse una delle più belle e mature e Grano d’anarchia, nella sua brevità e genialità, così semplicemente cantata senza accompagnamento dà anche un certo respiro al disco, però il senso generale, sarà forse per l’intermezzo solo musicale che mi dice poco, è di una certa pesantezza.

Voto: 8

Note stonate: nel complesso il disco pecca forse di eccessiva generosità da parte di Alessio, il suo voler dare sufficiente spazio agli autori scelti, ha portato forse a qualche pezzo di troppo o almeno evitabile, ne avrebbe tratto giovamento in migliore fruibilità l’intero lavoro.
Infine, ma è tesi del tutto personale, io continuo a preferire Alessio in versione non dico acustica, ma meno rock, ma è meglio che Alessio non mi senta perché penso si sia già affezionato ad orecchino e pantaloni di pelle…



Alessio Lega
"Sotto il pavé la spiaggia"

Nota - 2006
Nei negozi di dischi


Tracklist

Sul Palco
Amori Marinai
La straniera
La birra
La medaglia
Le cose schifose hanno un gran bel nome
Sulle punte
Tango funebre
Con eleganza
Filistei
Quando si va dove?
La scimmia
Chissà
Naturale
Tolleranza zero
Grano di anarchia
Il disordine è uguale all'ordine meno il potere
Né Dio né stato



Sotto il pavé la spiaggia: E se fosse solo una canzone?

Commento canzone per canzone

Intervista ad Alessio Lega su Sotto il Pavé la spiaggia


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Sul web

Sito ufficiale
 
Ultimo aggiornamento: 17-02-2007
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