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collegati

Giangilberto Monti
Maledette canzoni |

Alessio Lega
Resistenza e amore |

Tetes de bois
Ferré, l'amore, la rivolta |

Mariposa
Domino Dorelli |

Les Anarchistes
Figli d'origine oscura |

GianMaria Testa
Montgolfieres |
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I
pantaloni di pelle, la fragranza e i pugni dei Moka
di
Fabio Antonelli
Con(tributo) su “Sotto il pavé la spiaggia”,
ossia Brassens, Brel, Ferré, Leprest, Renaud, interpretati
da Alessio Lega e Mokacyclope
Ho immaginato
per l’occasione di guardare al disco come ad una nuova fragranza…
ecco cosa ne è venuto fuori.
Comunicazione
Diciamo che
lo slancio con cui è avvenuto il lancio (scusate il gioco
di parole) del disco è stato notevole, il tutto è
avvenuto in occasione dell’inaugurazione della nuova rassegna
AcrobaticiAnfibi, presso la nuova sede alla Scighera in zona Bovisa.
Presente un pubblico numericamente notevole e anche molto attento,
band al completo ossia i Mokacyclope con Luca Giusti alle tastiere,
Rocco Marchi alle chitarre e basso, Mimmo Mellace alle percussioni,
Alessio Lega in gran forma (vocalmente parlando) e tanto di rassegna
dei dipinti originali utilizzati nel libretto del disco a precedere
e seguire il concerto.
Voto: 8
Note stonate:
i pantaloni in pelle nera di Alessio stavano proprio stretti, è
vero che come ha detto lui stesso durante la serata, la canzone
francese è sofferenza, ma l’impressione che davano
era più da omino Michelin che da rocker.
Packaging
Il disco si
presenta come un mini book con la copertina molto colorata dallo
stile fumettistico e, sfogliando l’intero libretto, ci si
accorge che lo stile è comune all’intero libretto.
Saltando a piedi pari all’ultima pagina si scoprirà
tra i “crediti in forma di p(rosa)”, penso si tratti
di un rimando alla famosa raccolta poetica “Poesia in forma
di rosa” di Pasolini, che l’autore delle tavole realizzate
appositamente a commento visivo di ogni singola canzone è
Lorenzo Sartori, artista milanese doc, che lavora da anni
come illustratore per l’editoria scolastica, la narrativa
e l’enigmistica e che ha realizzato fumetti per il Corriere
dei Piccoli e per varie testate ed iniziative minori. Sempre qui
l’autore precisa le motivazioni che lo hanno spinto ad un
lavoro di cover di mostri sacri della canzone d’autore francese,
spiega che non si tratta come avviene nella maggioranza dei cantanti
di un preludio ad un proprio disco d’esordio personale, ma
di un percorso all’inverso, cioè il successo di critica
avuto dal suo primo lavoro “Resistenza e Amore” (targa
Tenco come migliore opera prima nel 2004) gli ha permesso questo
tributo ad artisti che ha studiato ed affrontato faticosamente per
anni.
Voto: 8
Note stonate:
non sempre i testi riportati sul libretto sono fedeli al cantato
di Alessio e il cartoncino con cui è realizzato, se da un
punto di vista visivo e tattile è molto bello, non offre
però molta protezione al contenuto (un cd con sopra una bella
bomba anarchica che germoglia idee) ed io che sono un maldestro
sono riuscito a romperne il prezioso contenuto (sigh!)
Fragranza
Testa
Il disco si
apre con la canzone “Sul palco (Sur la scène) di Ferrè,
so che Alessio la utilizza da tempo come brano d’apertura
nei propri concerti, io però continuo a ritenerlo un brano
valido in sé ma troppo forte per iniziare un disco, un testo
troppo svelato e una musica che forse, per la versione aggressiva
dei Moka, dà il senso di un pugno allo stomaco appena saliti
su un ring.
Cuore
Lo stordimento
però passa subito, si fanno avanti sensazioni piacevolissime
struggenti, con splendide canzoni d’amore come Amori marinai
e Straniera, personalmente passerei giornate intere a riascoltarle.
Il trittico centrale poi, Sulle punte, Tango funebre e Con eleganza
vale l’intero disco, la prima tratta ancora di un amore forse
perduto con un senso di malinconia straziante, le altre due della
morte ma in maniera antitetica, la prima con un uomo morente ancora
strenuamente aggrappato a ciò che lo circonda, la seconda
con un uomo che pienamente in vita si sente già morto.
Tra le altre sottolineerei anche Naturale e Tolleranza zero, due
canzoni fra loro diversissime, fiabesca con musica dolcissima e
una realtà cantata tristissima come nelle migliori fiabe
la prima, attualissima (almeno nella traduzione-adattamento di Alessio)
per tema e interpretazione sia vocale che musicale la seconda.
Fondo
E’ forse
la parte meno riuscita, invece che restarmi impressa in testa a
lungo, paradossalmente è quella che tendo più a dimenticare.
Non so spiegarmi bene il motivo perché Né Dio né
Stato è una bella canzone di Ferré, anzi forse una
delle più belle e mature e Grano d’anarchia, nella
sua brevità e genialità, così semplicemente
cantata senza accompagnamento dà anche un certo respiro al
disco, però il senso generale, sarà forse per l’intermezzo
solo musicale che mi dice poco, è di una certa pesantezza.
Voto: 8
Note stonate:
nel complesso il disco pecca forse di eccessiva generosità
da parte di Alessio, il suo voler dare sufficiente spazio agli autori
scelti, ha portato forse a qualche pezzo di troppo o almeno evitabile,
ne avrebbe tratto giovamento in migliore fruibilità l’intero
lavoro.
Infine, ma è tesi del tutto personale, io continuo a preferire
Alessio in versione non dico acustica, ma meno rock, ma è
meglio che Alessio non mi senta perché penso si sia già
affezionato ad orecchino e pantaloni di pelle…
Alessio
Lega
"Sotto il pavé la spiaggia"
Nota - 2006
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