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Balcani
comici: quando l'allegria non è molesta
di
Leon Ravasi
Fosse tutto all'altezza di "Spaghetti balkan"
mi strapperei le vesti di dosso e implorerei perdono fustigandomi
per aver mancato di rispetto in più occasioni ai patchankisti
italiani, accusandoli di essere brutte copie di un fenomeno nato
altrove e con ben maggiori radici culturali. L'illusione dura lo
spazio di due brani (anche "Theme from paradise" è
ottima) e poi gradatamente sfuma in un vicino orienta, i Balcani,
un po' da fumetto di Lothar e Mandrake. Esoterismo musicale, una
bella dose di fiati, un ritmo bandistico che non ti abbandona e
la necessità di essere divertenti a tutti i costi ("Daddy
Lollo", perché rima con rockandrollo!).
Questo non toglie che "Fez club",
oltre a godere di una magnifica grafica di copertina, sia un album
divertente e gredevole beva. Non si finge nemmeno di volere fare
altro. Siamo al divertimento un po' goliardico e fine a se stesso
di chi allinea una serie di stereotipi e si diletta di giocarci
sopra. "Nema problema tourist"
simboleggia al meglio quanto detto e contemporanemente riesce a
essere un brano gioioso e simpatico. Sotto certi aspetti l'impressione
è quella di godersi una commedia all'italiana degli anni
d'oro, ambientata in località esotiche. Se si cerca di farci
sopra un discorso serio si rischia il trombonismo. Non resta che
l'ascolto e il ballo.
Peraltro anche "Fantasma del mattino"
conferma che le doti ci sono: Zorro ha una bellissima voce e i cori
dei Figli di Madre Ignota (non scordiamoci il nome del gruppo quando
parliamo di goliardia) sono potenti e incisivi: poi parlare di Calcinculo,
montagne russe, frittelle e zucchero filato, di punching ball e
del magico mondo del luna park ottiene lo scopo. La canzone, vagamente
felliniana, ha una sua nostalgia di fondo che la nobilita e che
la stacca dal resto delle proposte.
"Falafel express" però
ricade subito nel generico, interessando pochissimo, col suo svariare
per cibi esotici, senza approdare da nessuna parte. "Dago
shoes" cerca invece strade vicine al Dean Martin
degli anni '60, ma con una fedeltà eccessiva al modello.
Un lungo parlato di Stefano Vergani "nobilita" il brano
che però resta un giochino all'acqua di rose. Insomma, loro
suonano e io tengo il ritmo col piedino, questo è innegabile,
però spesso il meccanismo delle canzoni sembra celibe: gira
su se stesso e non porta da nessun altra parte che ad aver ascoltato
4 minuti di puro divertimento. E il divertimento, se imposto o proposto
come unica ricetta, a gioco neanche tanto lungo, stanca.
"Fanfara Mocvara" non ha niente
in sè che non va, ma viene dopo "Falafel
Express" e "Dago Shoes"
ed è il classico eccesso che non paga, anzi stanca. A questo
punto, dopo 30 minuti di disco invariabilmente tirato, questi ulteriori
4 minuti di sola musica hanno l'effetto di una mazzata. Peraltro
non escludo nemmeno che il piacere che mi deriva da "Spaghetti
Balkan" sia proprio originato dalla sua posizione
in apertura di album, quando ancora le orecchie non risentono del
pieno di suoni successivo.
"Ole ole" è pur piacevole,
ma arriva a giochi scoperti e fuori tempo massimo, ma non le si
può non riconoscere stamina. Solo 3 minuti, che sembrano
30, prima di accedere al brano finale: "Fantapolitika".
Ampio spazio alla musica per chiudere, lasciandoci con un senso
di dolce amaro in bocca. Il brano non è male nonostante la
collocazione terminale e lascia intendere che le doti questi Figli
di madre ignota le hanno pure. E' che cercando di tenerle nascoste
giocando troppo. Resta comunque, in quest'ambito, tra i dischi leggeri
ascoltati quest'estate uno dei migliori, assieme a quello del professionista
del divertimento leggero degli anni 2000, lo stakanovsta Roy Paci,
che, non a caso, mette uno zampino anche dentro quest'album.
Figli
Madre Ignota
"Fez Club"
SapharyDeLuxe - 2007
Nei negozi di dischi
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Tracklist
1.Spaghetti Balkan
2.Theme from Paradise
3 .Sadoman
4.Daddy Lollo
5.Incipit
6.Nema problema tourist
7. Fantasma del mattino
8.Falafel express
9. Dago shoes
10. Fanfara Mocvara
11. Ole ole
12. Fantapolitika
Testi e musiche: Zorro & Pampa, tranne 2 di L. Russell Brown,
Jeol Diamond, 3 di CIrcus Contraption, Pampa, Zorro, 4 di Chick
Ganimian e 11 tradizionale
Musicisti
Federico "Jacklimone" Abbiati (tromba, corno, cori);
Luca Botturini (chitarre, ukulele, steel guitar, cori);
Fabio "Ullo" Cardullo (sax tenore, baritono, soprano);
Davide "Perkins" Mazzocchi (tromba);
Pampa (chitarre,
charango, cori);
Ale Parietti (batteria, percussioni, sedie, cori);
Mauro Rota (basso);
Zorro (voce)
Ospiti
Roy
Paci
Banda Osiris
Circus Contraption
Iasko, Stefano Vergani,
Jospeh Vito Albanese,
Sabrina "Fritzlang",
Francesco Pitillo,
Davide Santi, Prof Carlone Jr.
Produzione artistica:
Figli di madre ignota, Marco Bonanomi, Poncho Pontiroli
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