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Le BiELLE RECENSIONI
Cristina Donà: "La quinta stagione"
Leggerezza di settembre
di Giorgio Maimone


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Musicisti:
Cristina Donà (voce, chitarra, cori)
Stefano Carrara (basso, vibes, pianoforte)
Lorenzo Corti (chitarra elettrica, mellotron, slide, rhodes)
Philip Sheppard (violoncello)
Piero Monterisi (batteria, percussioni)
Francesco Moneti (chitarrae, mandolino, violino, bouzouki)
Peter Walsh (programmazioni, arpa synth, fischio, vox organ, hammond)
Cristiano Calcagnile (batteria)
Davide "brasca" Covelli (borlock)
Quartetto d'archi (Filippo Chieli, Federica Percalli, Elitza Demitrova, Antonio Braidi)

Tutti i brani prodotti da Peter Walsh
Arrangiamenti: Peter Walsh, Cristina Donà, e Stefano Carrara (con Cristiano Calcagnile e Lorenzo Corti in 1,3,6)

Testi e musiche: Cristina Donà
tranne 4 (Donà/Davide Sapienza), 6 (Donà/Cristiano Calcagnile) , 7 (Donà/Stefano Carrara) e 8 (Donà/Peter Walsh)

Tracklist

1. Settembre
2. Universo
3. L'eclisse
4. I duellanti
5. Migrazioni
6. Come le lacrime
7. Niente di particolare
(a parte il fatto che mi manchi)
8. Laure (Il profumo)
9. Non sempre rispondo
10. Conosci

"L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera / il giorno sprofonda nei colshi bruciati di questa distesa / tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore / basta solo farlo guarire, basta solo lasciarlo entrare / è tempo di imparare a guardare / è tempo di ripulire il pensiero / è tempo di dominare il fuoco / è tempo di ascoltare davvero". Inizia così con un brano quasi solo cantato, accompagnato da vibes, basso, chitarra e "il suono del vento" il nuovo album di Cristina Donà. Il brano è "Settembre" ed è emblematico dell'intero disco.

L'atmosfera resta quasi sempre rilassata. I suoni molto curati, ma quasi sempre appoggiati sullo sfondo, quasi a formare una scenografia sonora. Di fondo traspare una serenità, quasi un ottimismo, con piccolo guizzi di ironia, nuovo fondale della Cristina 2007. "La quinta stagione" suona davvero come una giornata di settembre, ma di quelle belle che ti lasciano "ancora vestire leggera". Clima fresco, ma bello, aria leggera a sua volta (il tema della leggerezza ricorre spesso nel disco) e al tempo stesso stimolante. Settembre come stagione anche della vita, per un artista che il 23 settembre compirà 40 anni. "Tempo di dominare il fuoco /tempo di ascoltare davvero", come dice lei stessa.

Non è del tutto una sorpresa "La quinta stagione" (titolo collegato alla medicina cinese, dove rappresenta il momento di passaggio tra l'estate e l'inverno), però è un album che potrebbe non accontentare i vecchi seguaci, perché è levigato, suonato in punta di dita, molto pacato, poco energico, anche se trova una sua energia di fondo nella grazia che lo permea. Esce dopo quattro anni di attesa dal "Dove sei tu" (2003, che peraltro veniva ad altrettanto tempo dal precedente, "Tregua"); in mezzo c'è stato il disco in inglese, diverse partecipazioni, un trasloco in Valtellina e le tradizionale pigrizia di Cristina Donà in sala di registrazione.

Ne deriva comunque un disco rilassato che sa prendersi i suoi tempi e che non sembra avere fretta di arrivare a una conclusione, per quanto poi il tempo effettivo dell'album sfiori appena i 40', confermando quella che sembra un po' essere la tendenza della stagione, in particolare per i buoni dischi. Praticamente è come se si stesse recuperando la dimensione long playing (i 20' per lato di antica memoria) quasi come se la possibilità di usufruire su un cd di 70' circa si riveli uno svantaggio per la creatività.

Cristina gioca di fioretto e infila i 2'24" di "Settembre", una delle perle del disco, e i 3'13" di "Conosci", che dell'album rappresenta la chiusura e un altro dei punti alti, mentre la canzone forse migliore che è "Non sempre rispondo" si chiude in soli 2'44" e, quasi a confermre questo elogio alla brevità, due delle canzoni più lunghe ("Come le lacrime" 4'18" e "L'eclisse" 4'30") non stanno in testa alle mie preferenze.

Trame tenui? Direi di no. In fondo un sottile vento elettrico percorre sia "L'eclisse" che "Niente di particolare (a parte il fatto che mi manchi)
" e "I duellanti" e anche i brani più tranquilli si trascinano dietro frammenti di inquietudine. D'altra parte lo dice Cristina stessa: "se succede che qualche argomento / rimane silente, / o qualche risposta sia un poco sfuggente, / sappi che a volte nella mia testa / cade una grandine molto violenta./ Forse è passeggera, /ma poi ritornerà". ("Non sempre rispondo")

Ma tutti i testi sono molto curati e pure in un'encomiabile economia di parole c'è lo spazio per lasciare tracce consistenti disseminate qua e là, a dimostrare che le strade del cantautorato italiano al femminile in questo 2007 hanno confermato i buoni fermenti che si osservavano sparsi qua e là nelle scorse stagioni.

"Dentro a una vertigine che danza / e ci porta al di la del tempo /sino a ritornare sulle labbra / l'incanto è lo stesso ("Universo"). "Nel caso un giorno il cielo esplodesse / tu mi terresti le mani calde / almeno sino a quando il peggio sarà passato?" ("L'eclisse"). "E nel tempo che ci rimane / poco tempo che ci rimane / dovremmo ripensare / all'ultima conversazione / per capire chi si è fatto più male". ("I duellanti"). "Pensa leggero, come un foglio leggero / assecondando anche le curve violente / Vola leggero su di un foglio leggero / la paura appesantisce la mente" ("Migrazioni"). Ti ho ferito con un bacio per metà / ma l'hai capito / che non ho fatto apposta. / Sulle vetrine bagnate / colano prezzi da dimenticare / Ma non c'è niente di particolare / a parte il fatto che mi manchi. / E non c'è niente di particolare, vorrei essere con te / Ma non c'è niente di particolare / com'è strano raccontarti / che non c'è niente di particolare. ("Niente di particolare"). "Conosci i miei occhi quando guardano verso di te / i giorni normali senza un gesto da ricordare./ Conosci i colori e la parte più scura di me / difficile da raccontare". ("Conosci")

Un canzoniere che, se non è massimo, non è nemmeno minimo. Buoni testi e canzoni che hanno tutte un'anima. Settembre è la stella polare, quasi un mantra per voce soltanto: settembre come mese del ripensamento, alla Guccini, o come Quinta stagione, alla Donà. Un mese
in cui è facile, provando ad ascoltare davvero, incontrare buoni, anzi ottimi dischi. Come questo.

Cristina Donà
"La quinta stagione"

Emi - 2007
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Ultimo aggiornamento: 15-09-2007
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