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Musicisti:
Adriano Celentano: voce
Neil Subenhaus: basso
Vinnie Colaiuta: batteria
Celso Valli: pianoforte e tastiere
Massimo Varini: chitarra classica e acustica
Micheal Thompson: chitarra solista
Stefano Di Battista Quartet in "Anna Magnani"
Testi e musiche di Gianni Bella e Mogol,
Carmen Consoli, Jovanotti, Neffa, Domenico Modugno
Copertina pittorica: Wainer Vaccari
Arrangiamenti: Fio Zanotti e Celso Valli
Produzione Clan Celentano, coordinamento Claudia Mori
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Tracklist
1. Hai bucato la mia vita
2. Aria ... non sei più tu
3. Dormi amore
4. La situazione non è buona
5. Ragazzo del Sud
6. Vorrei sapere
7. Anna Magnani
8. Fiori
9. Fascino
10. I tuoi artigli
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Precisiamo
subito: l'ipotesi che io mi stia rincoglionendo è tutt'altro che
peregrina. L'ho contemplata e l'ho prevista. Troppi anni, troppa
musica alle spalle, troppo vino, troppo di tutto. Facendomi forte
di questa ipotesi di partenza posso arrivare a concludere che "Dormi
amore, la situazione non è buona" è un buon disco
e non solo di musica pop.
Certo, non si può ignorare che ci sono testi di Mogol e musiche
di Gianni Bella che di tanto in tanto stimolano a prendere la scura
per pigliare ad accettate l'orrida prosa poetica di Giulio Rapetti,
ma quando per fare un disco si riesce a circondarsi da "spalle"
come Ludovico Einaudi, Stefano di Battista, Carmen Consoli, Vincenzo
Cerami, Neffa, Domenico Modugno, Francesco Tricarico, Fio Zanotti,
Celso Valli per gli arrangiamenti, è facile che qualcosa
di buono ne esca. D'altra parte per Celentano hanno scritto in epoca
recente anche Ivano Fossati, Paolo Conte e Francesco Guccini e pure,
se vogliamo, tramite il frammento inedito di Lunfardia, Fabrizio
De Andrè. Mancano solo Jannacci e Gaber, ma potrebbero essere
prossime puntate.
Quindi, oltre a un magnifico lavoro professionale, come era logico
aspettarsi, ci sono anche ottime canzoni: come l'iniziale "Hai
bruciato la mia vita", compresa tra un incipit
e una coda dove sovrasta il tutto il pianismo liquido e intenso
di Ludovico Einaudi. Celentano canta, come sempre, con convinzione
e classe. A qualcuno il modo di cantare del molleggiato può
non piacere. Ad esempio Pier Luigi Rosso nel suo intervento sul
libro "A canzoni
far rivoluzioni e far poesia?" sostiene che "Celentano
è il cantante italiano più sopravvalutato: pur riconoscendo
il carisma del personaggio ... e l'indubbio fascino di una voce
che, pur non fornita di una grande estensione, si connota per un
certo calore timbrico, risulta smisurata la grandezza correntemente
attribuitagli. ... Ne deriva una sommaria freddezza esecutiva. Celentano
risulta monocorde in ogni suo brano a prescindere dal testo".
Si può essere o non essere d'accordo ma ascoltando in questo
disco la versione celentanesca di "Ragazzo del
sud", inedito di Domenico Modugno, viene da pensarla
diversamente. La canzone sembra una folk song di grande peso. Vengono
in mente Della Mea e la Marini e l'interpretazione di Adriano è
perfettamente in linea con una storia di scontri tra polizia e malviventi
nella Torino degli anni '60, dove entrambi "sono tutti
di una razza / sono figli degli stenti / Meridione disperato / Sole
e mare e poesia / o bandini per le strade / o arruolati in polizia".
"Anna Magnani" è poi
nobilitata da una doppia firma: Vincenzo Cerami per il testo e Carmen
Consoli per la musica. Neo-realistica e intrigante, anche se, sostanzialmente,
mi sarei aspettato di più dal connubio. Viene fuori un brano
molto alla Jannacci. La musica jazzata del quartetto di Stefano
DI Battista aggiunge ulteriori quarti di nobilità al brano,
che però, forse, non è del tutto nelle corde di Celentano.
Buona, ma c'è sempre come l'attesa che da un minuto all'altro
possa dare di più. Baciarsi comunque i gomiti ad avere canzoni
così. Forse il testo di Cerami risente di una a-musicalità
di fondo che spinge interprete e autrice a fare acrobazie per restare
nei tempi.
Giovanni
Pellino sarebbe Neffa ed è l'autore di "Fiori"
che è una gradevole pop song che non sfigura nell'album
anche se non riserva zampate sorprendenti. Molto più interessante
"La situazione non è buona"
di Francesco Tricarico, dove la voce di Adriano viene annerita
ulteriormente: "La situazione politica non è buona
/ la situazione economica non è buona / la situazione del
mio lavandino non è buona" che è la canzone
che chiosa che "la più grande sciagura sono gli
architetti". Ottimo lo stacco a metà canzone
con accelerazione improvvisa e voce filtrata. Da chicca la frase
"La situazione dei miei capelli non è buona"
e il crescendo che introduce al ritornello. Uno dei punti alti
dell'album.
Così come è ben più che interessante la "Aria
... non sei più tu", sorta di tango
nero che potrebbe ricordare gli Ardecore e che invece è
Celentano, rivisto e corretto da Lorenzo Jovanotti Cherubini con
Danijel Vuletic. "Aria / da quando tu non sei più
tu / vivi / costretta in cattività / tu che sei la madre
/ sei condannata a morte / dai figli tuoi". E' anche
il brano che che afferma che "Leggi di giunte comunali
con dentro i porci che decretan la tua morte" e che
si consente anche la citazione autobiografica: "O Celentan
sempre lo disse: odia chi distrugge le città / canta da
quella notte di via Gluck, il pianto dell'umanità".
Per non fare gli schizzinosi ammettiamo che anche il "Fascino"
di Mogol-Gianni Bella, con un testo così battistiano di
Mogol, infarcito di piccole cose normali, non
è affatto male. In coda una ghost track che riassume in
breve quanto già cantato più per esteso prima: una
sorta di riassunto rapido del disco. Curioso. Insomma: è
Celentano, è il cosiddetto mainstrem. Niente per cui capovolgersi
sui divani o restare esterrefatti, ma è un disco di buona
musica, cantanto e suonato a livelli eccellenti. Mi starò
rincoglionendo, ma a me le canzoni di Celentano sono sempre piaciute.
Adriano
Celentano
"Dormi amore, la situazione non è buona"
Clan - 2007
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