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Le BiELLE RECENSIONI
Claudio Baglioni: "Quelli degli altri tutti qui"
Le canzoni d'autore del divo Claudio
di Moka


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Musicisti:
Paolo Gianoglio (chitarre)
Claudio Baglioni (voce e piano)
John Giblin (basso)
Jorge Bosso (violoncello)
Gavin Harrison (batteria)

Più l'Orchestra Roma Sinfonietta

Arrangiamento: Paolo Gianolio, Claudio Baglioni, Gianfranco Lombardi. Canzone per te è arrangiata, orchestrata e diretta da Luis Bacalov.
Tracklist - Disco Uno

1.Cinque minuti e poi
2. Io che amo solo te
3. Una lacrima sul viso
4. Insieme a te non ci sto più
5. Non arrossire
6. Che cosa c'è
7. Arrivederci
8. Fortissimo
9. Cento giorni
10.Il mio mondo
11.C'era un ragazzo
12.Un giorno dopo l'altro
13.Vengo anch'io! No, tu no!
14.L'ultima occasione
15.Il nostro concerto


Tracklist - Disco Due

1. Se non avessi più te
2. Il Mondo
3. Amore che vieni, amore che vai
4. Io che non vivo
5. Le strade di notte
6. Canzone per te
7. Emozioni...
8. Lontano lontano
9. Senza fine
10.La canzone dell'amore perduto
11.Nel blu dipinto di blu
12.Vedrai vedrai
13.Se telefonando
14.Una miniera
15.Il nostro concerto - sinfonica

 
Non è vecchio il disco in sè che risale all'anno scorso, ma lo sono le canzoni selezionate. Difficilmente avremmo parlato altrimenti di Claudio Baglioni e anche così l'album è rimasto a lungo sotto la paglia prima di arrivare a una recensione. Resta il fatto che il divo Claudio canta bene e che delle 30 canzoni proposte nel doppio cd almeno una metà appartengono alla miglior tradizione del cantautorato italiano.

Il periodo preso in esame sono gli anni '60 e tra gli autori presi in esame troviamo Umberto Bindi, Luigi Tenco, Fabrizio De André, Gino Paoli, Sergio Endrigo, Lucio Battisti; Giorgio Gaber. Insomma il meglio di quanto in quegli anni si agitava sotto il cielo.

Non tutte le scelte del divo Claudio sono da sottoscrivere a priori: "Cinque minuti e poi", ad esempio, il brano che apre il disco, di Prestipino-Lamorgese, era il cavallo di battaglia di Maurizio Arcieri, ex New Dada e futuro Krisma: sostanzialmente un pippone biondo senza arte né parte. Di tutt'altro livello la "Io che amo solo te" che segue nella scaletta. Endrigo torna anche, nel secondo disco con "Canzone per te", il brano con cui ha vinto il festival di Sanremo.

Paolo Conte è presente come autore con "Insieme a te non ci sto più", scritta per Caterina Caselli, mentre non c'è "Azzurro" che invece avrei visto adeguata per i mezzi vocali di Claudio Baglioni. Fabrizio De André è presente con due brani facili: "La canzone dell'amore perduto" e "Amore che vieni, amore che vai", ma l'importante è che sia presente. Baglioni se la cava bene. Fa i brani a modo suo e non alla De André e così si salva.

Di Gino Paoli vengono proposte "Che cosa c'è?" e "Senza fine", resi bene, mentre per Tenco si punta su "Lontano lontano" e "Vedrai vedrai", quasi due scelte obbligate, oltre alla meno consueta "Un giorno dopo l'altro". "Le strade di notte" e "Non arrossire" sono i titoli del capitolo Gaber, mentre è presente anche un omaggio a Jannacci, veramente poco riuscito, con "Vengo anch'io, no tu no".

Umberto Bindi rischia di essere il più presente, perché "Il nostro concerto" viene proposto in due versioni, una per disco: la prima definita "versione moderna" (ma per carità!) e la seconda "versione sinfonica" (quella da preferire. Poi c'è "Arrivederci" (buona) e infine "Il mio mondo" che è di Bindi/Paoli.

Le concessioni al nazional-popolare sono abbondanti e alcune pure di buon livello: da "Cento giorni" di Caterina Caselli a "Una lacrima sul viso" di Bobby Solo, da "Fortissimo" di Rita Pavone a "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" e "Se non avessi più te" di Gianni Morandi", da "Se telefonando" di Mina (ma tra gli autori c'era Maurizio Costanzo) a "L'ultima occasione" di Del Monaco.

Lucio Battisti è presente con "Emozioni" e Modugno con "Nel blu dipinto di blu", Unica concessione alla "modernità" degli anni '60 la versione di "Una miniera" dei New Trolls

Il risultato? Interessante, non entusiasmante. Baglioni riporta un po' tutto a se stesso e le canzoni ne escono come omologate. Gli arrangiamenti poi, pur cercando di essere rispettosi degli originali, in realtà risentonoa loro volta di una "poppizzazione" eccessiva. Insomma è il classico disco da ascoltare per curiosità. Da comprare mai.

Claudio Baglioni
"Quelli degli altri tutti qui"

SonyBmg - 2006
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Ultimo aggiornamento: 10-09-2007
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