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Le BiELLE RECENSIONI
Ardecore: "Chimera"
Dagli anni '20 alla Targa Tenco ...
di Giorgio Maimone


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Musicisti:
Giampaolo Felici: voce, contrabbasso, mandolini, chitarra elettrica
Luca Venitucci: pianoforte, fisarmonica
Jacopo Battaglia: batteria e percussioni
Geoff Farina: chitarra elettrica
Luca T. Mai: sax baritono
Marco Camporeale: trombone
Ludovico Valori: trombone
Luca D'Amato: tromba
Alessandro Federico: clarinetto
Alberto Sàrcina: bombardino
Massimo Pupillo: basso
Fabiano Marcucci: contrabbasso

Valerio Borgianelli: vibrafono, percussioni
Aleksander "Zar" Karic: mandolino

Testi e musica di Giampaolo Felici o tradizionali o con Luca Venitucci


Tracklist

1.Miniera
2.M'affaccio alla finestra
3.Parole controvento
4.Quel ritmo americano
5.Sinno me moro
6.Buon Natale
7.Chimera
8.Beatrice
9.Nessuno
10. Chi sa perché

Bel disco, a cui non fa difetto un eccesso di furbizia. Gli Ardecore, sorta di piccolo supergruppo, nato da una costola degli Zu più Geoff Farina (dei Karate), ensamble modulare in grado di declinarsi in diverse formazioni, hanno fatto una scelta peculiare che, nel giro di due dischi, è stata in grado di trasformarli in una band di culto. Riprendendo vecchi (in)successi degli anni '20/30 con un nuovo sound, sporcato di rock e di contaminazione e arrivando fino a offrire un prodotto che, nel suo genere, è unico: un folk rock anticato in salsa romana.

Operazione interessante, ben condotta e altrettanto astuta, che ha fatto di loro un gruppo adorato in riva al Tevere e anche dotato di molto airplay alternativo. Il risultato? Piacevole, non c'è dubbio. Anche perché l'inutilità di riprendere una canzone stra-frequentata come "Sinnò me moro" (di Giannetti-Germi-Rustichelli, colonna sonora del film "Un maledetto imbroglio" di Pietro Germi (1959) e su cui Gabriella Ferri ha forse scritto la parola fine) viene riscattata da una versione "sporca", nera e impreziosita dall'uso delle percussioni.

La stessa cosa si potrebbe dire per "Miniera" che, solo un anno fa, Gianmaria Testa ha riscatta da decenni di anonimato (Bixio e Cherubini la scrisserò nel 1927) e che viene resa più incisiva dalle violente percussioni da strada che si innestano sul ritmo di tango originale. "M'affaccio alla finestra" subisce un trattamento analogo, pur arrivando in forma anonima da un tradizionale dell'ottocento. "Quel ritmo americano" era invece un cavallo di battaglia di Gabré, nei cafè chantant di inizio secolo (1923). Anche "Beatrice" e "Nessuno" sono due tradizionali riarrangiati.

Per cui, tirando le somme, gli originali degli Ardecore sono solo "Parole controvento", "Buon Natale", "Chimera" (che è quasi solo musicale) e "Chissà perché".Stando al criterio di prevalenza sempre citato dal Club Tenco come musa ispiratore, quindi il disco non doveva partecipare alla categoria "opera prima", anche perché è il secondo disco, ma a quella "interpreti". Non è andata così e "Chimera" ha vinto la Targa Tenco per l'opera prima , il giorno prima di essere messo in commercio (in ottobre), altra stranezza per un concorso dove si dovrebbero votare le opere uscite entro luglio. Evidentemente era scritto che dovessero vincere gli Ardecore. Che peraltro, questo va detto, sono un ottimo gruppo e un premio se lo meritano, provenendo non dal giro della major, ma dal circuito indipendente.

Tra i brani orginali "Buon Natale" è forse il migliore, sempre costruito secondo lo schema bandistico-rock che a molto richiama alcune cose di Tom Waits (e non siamo molto lontani). Voce sgranata, bella interpretazione grintosa, incedere percussivo potente, piacevoli suoni sporchi. Un punk folk bandistico regionale: "Chi si trucca, chi si salva alle elezioni / chi fa gli affari suoi e va a Sanremo a vendere le canzoni" dice una frase profetica del brano.

Tra i brani tradizionali invece ottimo l'effetto di "Quel ritmo americano" accelerato e caricato a livello di interpretazione, rispolverando la passione per il jazz degli esordi all'antica italiana e con qualche piacevole distorsione attualizzante. Il loro gusto comunque è decadentemente estetizzante, ma l'immedesimazione nel periodo e nello stile è felicemente riuscita. "Chimera" è un ottimo disco di piacevole ascolto, suonato e cantato da gente che ha un'idea di estetica musicale ben precisa in mente e che la sa esprimere con tutta la forza della propria convinzione. Forse suonava più innovativo il primo disco, anche per l'effetto novità, ma nel secondo va compreso il bonus notevole dei brani di loro composizione, così metamorfici da essere in grado di compenetrarsi perfettamente con la tradizione. Una sicurezza.

Ardecore
"Chimera"

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Ultimo aggiornamento: 24-11-2007
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