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Le BiELLE RECENSIONI
Marlene Kunz: "Il vile"

Rabbia, durezza e... amore
di Agnese Caldararo

I Marlene Kuntz sono da molti fan italiani considerati un’entità quasi da venerare. A mio parere l’affinità che si crea fra le parole delicate di un poeta non mancato, il carismatico Cristiano Godano,e la musica che oscilla fra il noise più rumoroso alla Sonic Youth e suoni melodici e delicati, ma che non stancano, provoca nell’ascoltatore un misto fra rabbia e calma. Genialità.La band è una realtà venuta alle nostre orecchie da Cuneo e nella line-up di oggi presentano un Gianni Maroccolo, che più che un uomo sembra una leggenda, in cui leggere tutta la storia della musica indipendente italiana.

L’album, pubblicato nel 1996, si apre con un pezzo carico sia musicalmente che a livello testuale, “3 di 3”, in cui si parla quasi in modo divertente di un rapporto ‘a tre’, (“La mischia gaia di vipere’’), e in cui il pudore non si presenta. Forse Cristiano Godano può essere definito un “poeta del male’’.


Continua il cd su quest’onda con “Retrattile”, in cui un uomo indignato e sconfitto (“probabilmente io meritavo di più”), si scaglia rabbioso contro la società garante della falsità (“Società sa arruolare i suoi filistei”). Segue “L’agguato” che è uno dei pezzi meno carichi, ma più intensi dell’album. Parte piano, con parole che si mischiano con la musica, un’alchimia che porta i brividi. Crescendo, cresce la rabbia e “e il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna’’, e a tratti Godano si scopre quasi un folle, uno psicopatico “l’atmosfera è ok, tutto è bello, Polly io ti voglio nel mio cervello’’.

L’album continua veloce verso “Cenere”, altra canzone intrisa di asprezza ("Io che son bimbo, io non intendo, ma piange forte il mio cuore: sai perche'?, Non ti so scopare"), e “Come stavamo ieri” molto calma e pacata, ma con un testo intenso, sull’insoddisfazione della propia condizione ("Sento l'inutilità obbligata delle scuse solite"). Un attimo di calma con questo pezzo, poi si torna al tono duro, quasi volgare dell’album con “Overflash”, con le chitarre che gemono.

Ritenuta una delle liriche più belle “Ape Regina” inizia in tutto il suo splendore, con Godano che urla frasi sconnesse (“Posso fare fuori parti di voi con facilità”) dedicate ad un’ape regina, e dorata che ormai non c’è più. E finalmente il pezzo che io ritengo più bello. “L’esangue Deborah” cantata quasi sforzandosi. Una canzone d’amore, non del tutto pura, su una donna, cantata e cantata (“Mi chiedo se lei sa che soffro il crimine”). Deborah “si muove gracile, languisce, commuove gli angeli”; il pezzo è molto cinematografico, sembra di vederla questa ragazza, accompagnata da chitarre tristi.

“Ti giro intorno” ridà il volto di poeta dolce a Cristiano Godano, impacciato quasi in quest’amore irraggiungibile, al quale gira - appunto - intorno. Poi l’atmosfera riesplode con “E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare”, che è riuscito a diventare un inno per il popolo degli ascoltatori.

Il finale non poteva essere migliore. “Il vile”, l’ennesima canzone rabbiosa, agitata. L’elogio dell’antieroe, del vile, e forse anche dell’incapace (“Vorrei colpire al cuore e conquistare il tuo stupore, ma è cosi dura credimi”).

Marlene è; e non c’è niente da fare. Solo ascoltare e stupirsi di un album-pietra miliare dell’operato artistico italiano.


Marlene Kunz
"Il vile"

Cpi - 1996
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Tracklist

1. 3 di 3
2. Retrattile
3. L'agguato
4. Cenere
5. Come stavamo ieri
6. Overflash
7. Ape Regina
8. L'esangue Deborah
9. Ti giro intorno
10. E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare
11. Il vile


Testi: Cristiano Godano
Musiche: Marlene Kuntz
Cristiano Godano: voci e chitarre
Riccardo Tesio: chitarre
Luca Bergia: batteria
Dan Solo: basso
Registrazioni, missaggi, editing: Marco L. Lega
Voci registrate da: Bruce Morrison


Sul web

Sito ufficiale
 
Ultimo aggiornamento: 06-01-2007
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