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AAVV
La notte della Taranta 2005 |

Eugenio Bennato
Sponda sud |

Nidi d'Arac
Salento senza tempo |

Stefano Saletti
Stari Most |

Radicanto
Lettere migranti |

Teresa De Sio
Sacco e fuoco |
Musicisti:
Paolo Simoni
(voce, pianoforte, sax soprano, kazoo)
Jimmy Villotti (chitarra acustica)
Max Monti(basso elettrico)
Chicco Capiozzo (percussioni, batteria)
Valentino Bianchi (sax alto e tenore)
Entrico Farneti (tromba)
Luca Bolognesi (trombone)
Stefano Ricci (Contrabbasso)
Simone Zanchini (fisarmonica)
Gionata
Costa (violino)
Elisa Nanni (violino)
Fulvia Barioni (viola)
Lele Fabbri (Chitarra elettrica)
Arrangiamenti; Scrigno Dionigi e Max Monti
Produzione: max Monti e Mauro Pilato
Testi e musiche: Paolo Simoni
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Tracklist
1. Pianeta Wonder...
2. L’elefante e il topo
3. Vade retro!
4. L’Essenziale
5. Scatta la fotografia
6. Figli del caos
7. Mala Tempora
8. Naufrago
9. Pensi sia jazz?
10. L’insonne
11. S’Agapò
12. Pianeta Wonderful
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Parliamoci
chiaro subito, perché Club Tenco e dintorni cercheranno di
farvi credere che sia un buon disco. E' una bagatella! Paolo Simoni,
senza molta arte cerca di imitare Lucio Dalla e riesce al massimo
a clonarne la voce in modo impressionante. L'illusione è
perfetta. Solo che se Lucio Dalla è stato un grande, che
da anni a smesso di fare dischi interessanti, il debutto di Paolo
Simoni alla soglia dell'interesse non ci arriva mai. Testi deboli,
musiche ripetitive, per quanto lucidate e luccicanti e alla fine,
quello che emerge veramente (in fin dei conti non si tratta di un'emergente?)
è una robusta iniezione di noia.
Ci sarebbe bisogno di parlare tra gli operatori
dell'informazione musicale e cercare di capire cosa mai cerchino
in un disco. Io di uno che canta "Sopra la campa la capra
campa" o "Stap! Stip! Stop! Papè Satan
/ ma chi l'ha detto" oppure ancora "Se pensi
che questo sia jazz ... è solo stress" (Pensi
che sia jazz?), ecco di un disco così non
ne sentivo la mancanza.
C'è qualcosa da salvare? Poco. Se Cammariere è il
livello zero della musica d'autore, Paolo Simoni sta un gradino
sotto Venditti (che sta a sua volta sui gradini del pop, ma che
da almeno 30 anni non transita più dalle parti della musica
d'autore. Se Simoni avesse detto che voleva essere il nuovo Cremonini
non avrei avuto molto da obiettare. Ma se uno viene invitato al
Club Tenco e canta "S'agapò, s'agapò, fore
si è scontato lo so / s'agapò. s'agapò, meglio
non pensarci troppo però" (S'agapò)
se le va proprio a cercare.
Come appurerete da intervista acclusa Simoni ritiene di dovere
molto a Dalla, ma tra le sue preferenze - lo sventurato rispose
- include anche Guccini.
L'unica somiglianza col maestrone di Pavana è una certa
calata emiliana, dettata dai comuni natali. Per il resto abbiamo
un dischetto presuntuoso, ricco di ricordi ginnasiali (Mala tempora
è latino, s'agapò è greco, Papè Satan
è una citazione di Dante)
e povero i contenuti originali. Certo che analizzando la musica
con l'attitudine degli ex presidi un po' di citazioni fanno tanto
mid-cultura (o sottocultura?).
Musicalmente Simoni se la cavicchia con la melodia, cade sui testi
e si avviticchia sul cantato: le strizzatine d'occhio, le citazioni,
i rimandi contiani o dalliani non aggiungono molto, mentre i risultati
migliori si ottengono quando la voce tace, i giochi di parole
frusti cedono il passo alla musica e si può evitare di
sentire frasi come "di nome faccio Antonella / di sera
mi facevo bella / mio marito è diventato pazzo / il suo
cuore è diventato un sasso" (Figli
del caos). Oppure come "Sono nella metropolitana,
giro scalzo / sono in bilico, sono un indiano / sbando seduto
su un'altalena / ma poi rimbalzo e mi trovo lontano. / Sbiadito
come un cuscino all'ospedale / tra mosche, zanzare e candele sull'altare
/ baratto con quello che mi rimane / distante da rispondere ancora
di più dal domandare" (Naufrago).
Paolo Simoni
"Mala tempora"
Warner - 2007
In tutti i negozi i dischi
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