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Tracklist
1. Caporale
2. Terra
3. Donna
4. Clandestini
5. Si muovono le nuvole
6. Ritmo blu
7. Ad ogni goccia di sudore
8. Salutami Firenze
9. Nessuno
10. Marta
11.Sulle tue tracce
12.Dormi vecchio
Hanno suonato:
Tiziano Mazzoni (voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, armonica)
Carmine Bloisi (batteria)
Francesco Bocciardi (chitarra elettrica, dobro)
Paolo "Peewee" Durante (organo hammond)
Antonio Masoni (pianoforte, fisarmonica)
Carlo Romagnoli (basso)
Silvia Conti (cori)
Roberto Mangione e Giulio Conte (cori)
Con la partecipazione di:
Ellade Bandini (batteria su 10 e 2, rullante aggiunto su 10)
Giorgio Cordini (buzouki su 2 e 4, mandolino su 6)
Errore Bonafé (percussioni su 8)
Roberto Poltronieri (pedal steel guitar su 3,9,10,11, 5-strings
banjo su 11, contrabbasso su 4,8)
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Toscana
country, è uno dei nostri
di
Leon Ravasi
Continua
a essere maledettamente buona la terra di Toscana, quasi come il
Piemonte di questi tempi o il Friuli di qualche anno fa. Adesso,
per le impreveibili strade del web arriva Tiziano Mazzoni, di cui
è scontato dire che non si conosce niente. Eppure basta mettere
il disco sul lettore e ci si accorge rapidamente che sarebbe stato
un vero peccato continuare a ignorarlo. "Zaccaria per terra"
è un disco più che maturo, elettrico il giusto, acustico
quando serve, ottimo country di Toscana serviti da testi robusti
e da una buona voce coinvolgente. Insomma, Tiziano Mazzoni è
dei "nostri".
Come piccole ciliegine sulla torta possiamo aggiungere una splendiada
versione di "Deportee" di Woody
Guthrie che diventa "Clandestini",
aggiungendo un tocco di drammatica attualità e un piccolo
pugno di ospiti di prestigio tra cui Ellade Bandini alla batteria
(Guccini e tanti altri, tra cui, ultimo Mattia Donna) e Giorgio
Cordini al bouzouki e mandolino (De André). La stessa accoppiata
che presto sarà presente anche in un altro disco di qualità
che attendiamo con cura. Con i due Mazzoni avava già iniziato
a collaborare nel 2002 per il progetto "Shiloq" relativo
ad una rilettura dei brani di Fabrizio De Andrè, in cui era
stato coinvolto anche Bonafé, assieme ad altri grandi nomi
toscani come Maurizio Geri e Nico Gori.
Mazzoni, dicevamo: non un giovane (è nato a Pistoia nel 1959,
ma vive a Firenze), una faccia intensa e segnata, capelli e barba
rada e screziata di bianco, ma una carica e un'energia degna di
considerazione. Si inizia subito molto forte con "Caporale",
country blues chitarra e armonica e ottima ritmica sotto. Viene
dal blues, Tiziano, ma ha fatto molta strada nel cantautorato italiano
e americano (Woody Guthrie e Bob Dylan). "Caporale" è
un ottimo testo ("Ora di desinare" l sottotitolo con gradevolissimo
desueto toscanismo) che parla del rapporto di caporalato, dove la
forza lavoro e chi sta sopra di loro non altro che due facce della
stessa medaglia.
"Terra" è un brano intenso,
lento d'effetto che sembra richiamarsi più alle ballate sprigsteniane
con un'epica rattenuta di sottofondo. Il ritorno in porto di chi
è stato tanto tempo lontano. C'è nostalgia, ma pacata
e c'è la forza tranquilla della cultura delle proprie radici.
Uno dei brani più interessanti del disco.
"Donna" non allenta la carica
nemmeno di una virgola: il testo e la musica sono di Maurizio Ferretti.
Potrebbe essere un ottimo Ligabue nella sua prima incarnazione o
un Graziano Romani baciato dalla creatività. Brano scilntillante,
chitarristico e rock quanto ci serve
Per
"Clandestini", come già
dicevamo, siamo ricorsi a Deporteed di
Woody Guthrie,
canzone che è così bella di suo da reggere quasi tutti
gli approcci e quello di Tiziano non è certo trascurabile.
Si parla di immigrati tra Messico e Usa, ma ora questa canzone vale
anche per noi. La traduzione sostanzialmente è fedele al
dettato dell'originale e ne mantiene intatta la dolente bellezza.
Veloce, lenta, veloce, lenta ... vuoi vedere che la quinta canzone
è veloce? No, è un altro lento: "Si
muovono le nuvole" (è tempo di bufera).
Un brano vagamente morriconiano, di grandi spazi aperti, di nuvole
che corrono, di uomini che le guardano sparire. Pacate chitarre
pomeridiane le accompagnano. D'effetto.
"Ritmo blu" è un blues
che riporta l'unica cosa sgradevole dell'intero album, l'inutile
accento tonico sulla "u" di blu! (Che infatti sul sito
non viene riportato). Anche il brano comunque è meno convincente
dei precedenti: indubbiamente buono, ma un po' già sentito.
Anche il tema di fondo cerca richiami blues, trovando a volte echi
alla Vecchioni. Oh, intendiamoci, siamo ampiamente nella parte positiva,
ma con un brano leggermente meno fresco e ispirato degli altri.
"Ad ogni goccia di sudore" è
rock, da far contento Massimo Priviero con tanto di cori, di solista
in buona vena e di storie on the road. Carica a molla, con un ritmo
dentro che impone di essere seguito. Blue collar rock, musica sudista
e sudata e ottimamente orchestrata. Un plauso aggiuntivo.
Così come non mi sento di negare l'ovazione (doppia negazione=affermazione)
alla successiva "Salutami Firenze".
Pronto a scommettere al primo ascolto che si trattasse di un tradizionale
riarrangiato, ma non è così. E' imbevuta di musica
popolare, sia nella strofa quasi a stornello, sia nell'inciso profondamente
segnato dalla voce calda e dal mandolino tintinnante di Giorgio
Cordini. Canzone di malinconia che non pare appartenere ai nostri
giorni, ma che, ora come sempre, ci strugge e ci conquista. E bravo
Tiziano!
"Nessuno" vede la collaborazione
di Guido Bruni alle musiche ed è un nuovo blues stradaiolo
che sinceramente pare una cover e l'originale mi gira per la testa
ma non riesco al momento ad acchiapparla. Forse è solo che
la musica tradizionale sempre da quelle parti deve camminare. Il
brano è molto piacevole con interventi splendidi di steel
guitar, ma ha senz'altro un ingrombrante genitore. Niente di male:
quando ci si ispira bene è sempre un fattore positivo. Accidenti
a te Mazzoni! Ora non mi darò pace finché non trovo
la canzone da cui nessuno deriva.
Più semplice trovare i genitori di "Marta",
il brano successivo: è il Guccini di Cyrano. Anche se poi
musicalmente si va molto oltre, perché straripa del country
rock di pregevole fattura, specie nella coda strumentale.
"Sulle tue tracce" ci riporta
nel west profondo. Anche se sulle nostre tracce si muovono gli imprecisati
organi dei poteri forti, del Grande Fratello globale. Difficile
non lasciare tracce in questo modo, quando dal satellite sono in
grado di fotografarti le mutande mentre entri in macchina. Banditi
impossibili.
"Dormi vecchio" chiude acusticamente,
come di dovere, questa lunga cavalcata elettro-acustica: il ricordo
di un compagno partigiano: "Sogna il profumo del fieno tagliato
/ la trebbia appoggiata al portone / quando eri giovane e un sorso
di vino / fermava la sete e il dolore". Tenera, dolce e trattenuta,
potrebbe benissimo parlare di un padre. Solo chitarra acustica che
sfuma nella notte di una ninna nanna.
Ma non sfuma questo disco. Tiziano Maffoni è sulla parte
giusta del sentiero (che poi forse è quella sbagliata), quella
che annusa il vento dell'America nei libri, nei film, nella musica
e ce la rende con le storie delle nostre parti. Niente di nuovo
o di inaudito, ma da sano, buon vecchio e ottimo country rock ibridato
di blues quel tanto che basta. Da non perdere.
Tiziano
Mazzoni
"Zaccaria per terra"
Horus Music - 2006
Nella catena Fnac (contatti tel 349.5720490 o
sul sito)
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