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Debutto
col botto! Grandi numeri. Attendiamo
di
Giorgio Maimone
Un debutto col botto! Evitando chiacchiere inutili si può
dire che un primo disco così convincente non lo sentivo dai
tempi di Alice non lo sa di De Gregori. Correva il 1973. Ora è
vero che prima di gridare al miracolo bisognerebbe riflettere non
solo 10, ma 100 volte, ma Mattia Donna, trentenne torinese, merita
un'attenzione non distratta: il suo primo disco, Sul fianco della
strada, si impone all'ascolto con una pregnanza inconsueta, sia
per le liriche niente affatto banali, sia per le musiche, varie
e bene armonizzate.
Vale forse la pena specificare che dietro a Mattia ci stanno vecchie
e vecchissime volpi come Vince Tempera (anche arrangiatore
e produttore), Ellade Bandini alla batteria, Pierluigi
Mingotti al basso, tutti dell'entourage musicale di Francesco
Guccini. Inoltre debuttare su disco con la Emi non è
la stessa cosa che uscire con un autoprodotto qualsiasi. Ma insomma,
se si è bravi, una certa quota di attenzione è giusto
meritarsela. Mattia Donna è bravo.
"Il fianco della strada – dicono le
note della cartella stampa - è infatti il punto d'osservazione
dal quale rivedere un percorso per crearne un altro. È memoria
storica e racconto autobiografico allo stesso tempo. È uno
sguardo rivolto al passato ma è anche al modo del suo autore
di rimanere ancorato al presente". E per una volta viene quasi
voglia di essere d'accordo con la cartella stampa.
La breve storia di Mattia parla di un ingresso nel mondo della musica
nel 2001, di un incontro con il chitarrista Diego Zucaro,
prima pietra di quello che sarà il futuro gruppo che lo accompagna
in questa avventura (Andrea Toso al pianoforte,
Sergio Villanova al mandolino, bouzouki, saz, cori,
armonica e chitarra: il gruppo a 4 si costituisce nel 2003) e all'incontro
che cambia la vita, quello con Vince Tempera, nel 2005.
Nel frattempo Mattia ha già scritto la sua prima canzone
"Ti spiegherò, se vorrai"
nel 2004, la stessa canzone che apre l'album attuale: un lento d'atmosfera
che coniuga poesia e anima musicale acustica alla perfezione: "Ti
spiegherò, se vorrai, con calma / mettendo una parola in
fila all'altra / come non ho mai fatto / e non sarò breve,
non sarò breve affatto".
Sul fianco della strada segue un percorso, non è
un concept album, ma una serie di immagini che si snodano attorno
a temi comuni, tra cui quello del viaggio, inteso sempre come metafora
della vita. Ma non crediate di trovare tutto quanto ben esplicitato
nei solchi dell'album: Mattia spiega. "sono interessato
agli enigmi più che alle soluzioni: è un cammino di
ricerca che – per ora – si versa nell'irrisolto, in
una appartenenza mancata. Contemplo la tradizione ma mi percepisco
slegato dal mondo". Troviamo Lisbona,
Tavira (nell'Algarve, in Portogallo),
Anesis (che è una stella greca
senza dimora) o Alma che vive in una valle "dove la neve mi
fa le scarpe". Troviamo la Francia dell'"Uomo
piccolo" e in tutto questo peregrinare incontriamo
persino Bob Dylan che se ne sta andando "per
la valle di sotto" dopo aver bevuto "Un'altra
tazza di caffè" (One more cup of coffee).
Sarebbero tutte da citare le canzoni, in un percorso vieppiù
convincente mentre si prosegue con gli ascolti, ma volendo proprio
sprecarsi in complimenti i brani che colpiscono di più sono
"Lisbona" e "Le
maschere bianche", quest'ultima con un cambio
ritmo e un memorabile assolo di batteria di Ellade Bandini, interminabile
come quelli che voleva Lucio Battisti.
L'impasto musicale è intensamente acustico e chitarristico,
con l'appoggio del prezioso violino di Aurora Bisanti
nei passaggi più significativi, ma il risultato migliore
è dato dal muro sonoro che Vince Tempera ha costruito per
reggere l'apparente fragilità delle trame (apparente, sottolineo.
Non c'è nulla di fragile in questo disco). Il supporto sonoro
comunque è solido e fatto per durare e i quadri che vengono
via via dipinti spiccano per nitidezza e varietà, pur all'interno
di una totale unitarietà di impostazione.
Scrive Mattia su my space: "Per me una canzone deve essere
un canto sacrale che descrive una visione entro un sistema rigoroso.
A questo aspiro e a nient'altro. Considero Sul fianco della strada
come un primo e timido tentativo, uno studio che getta le basi per
un discorso più vasto" e non c'è falsa modestia.
Ad andare a cercare il pelo nell'uovo possiamo trovare che spesso
la voglia di dire prende la mano alla tecnica del dirlo, per cui
le strutture metriche vengono spesso piegate alla necessità
di esprimere un pensiero compiuto, ma, senza per questo puntare
troppo in alto, in fin dei conti lo faceva anche De André.
Intendiamoci, non tutto è perfetto, ma tutto quanto sta dentro
Sul fianco della strada ha una sua logica o, come
oggi si ama dire, un suo perché. Riferimenti? Possiamo trovarne
a carrettate: dal Bubola/De André citato nell'attacco della
Casa di Alma, al De Gregori che sbuca qua e là
nelle liriche (ma dietro entrambi i modelli già citati ritroviamo
in fondo Bob Dylan), ai Viaggiatori d'occidente fossatiani che ricompaiono
qua e là in Lisbona, a qualche
demonietto Leonard Cohen che si annida un po' ovunque, ma soprattutto
nei toni bassi di "L'uomo piccolo"
canzone che poi esplode in un country imprevisto e godibilissimo.
Ma sono citazioni o ispirazioni d'alta classe che fanno solo parte
di un naturale background culturale: solido, come è solido
l'aspetto e il contenuto di questo disco, estremamente curato fin
nella forma grafica del libretto. Un consiglio? Avete 20 euro da
spendere? Investiteli in "Sul fianco della strada",
vi frutteranno rendimenti a due cifre.
Mattia
Donna
"Sul fianco della strada"
Emi/Capitol - 2007
In tutti i negozi di dischi
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Tracklist
1. Ti spiegherò se vorrai
2. Casa di Alma
3. Le maschere bianche
4. Lisbona
5. La notte di Tavira
6. L'uomo piccolo
7. Anesis
8. Un'altra tazza di caffé
9. Canto n.32
10. Credo di essermi alzato
Testi e musiche: Mattia Donna
tranne Casa di Alma, Anesis,
Ti spiegherò se vorrai musiche di Mattia Donna e Andrea
Toso.
Il canto n.32 è tratto da Vincere il Drago di Arturo Onofri,
edizioni Tilopa.
Un'altra tazza di caffé è di Bob Dylan, adattamento
italiano di Mattia Donna
Hanno suonato:
Mattia Donna canto, chitarra acustica
Andrea Toso pianoforte, harmonium, hammond
Diego Zucaro chitarra classica, cavaquinho, chitarra elettrica
Sergio Villanova mandolino, chitarra acustica, bouzouki, saz,
cori, armonica, chitarra classica
Vince Tempera pianoforte, hammond, mellotron
Ellade Bandini batteria
Autora Bisanti violino
Pierluigi Mingotti basso
Gianluca Gadda shaker
Annalisa Corni cori
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