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Ascolti
collegati

Federico Sirianni
Dal basso dei cieli |

Massimo Lajolo
Distanze |

Giaccone e Congiu
Una canzone senza finale |

Francesco Sullo
Cinque canzoni |

Mattia Donna
Sul fianco della strada |

Gianluca Bargis
Niente di personale |
Tracklist
1. Tequila amore mio
2. Criminali
3. Crack
4. Berlino, New York. Città del Messico
5 . Compleanno
6 . Bollito
7 . Scemo di guerra
8 . Mi pento
9 . Tequila Blues
Hanno suonato:
Stefano Amen (voce, chitarra, bassi)
Paolo Spaccamonti (chitarra)
Marco Piccirillo (contrabbasso)
Marco Amen e Walter Pistesi (batterie)
Testi e musiche di Stefano Amen
Registrato tra l'estate 2005 e aprile 2006 presso "Ordigno"
studio Torino
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Blues
sopra Torino, cantautore da invecchiamento
di
Giorgio Maimone
E
dopo tanto tempo sotto la paglia, Stefano Amen se ne esce con "Stravecchio".
Sono le stesse canzoni del demo dello scorso anno, ma impaginate
in una confezione con bollino Siae, copertina e crediti. In modo
da saperne un po' di più. Quello che emerge ancora una volta
è che a Torino si respira il blues. In questa città
della Louisiana, adagiata sulle sponde non del Po, ma del Mississippi,
da qualche anno in qua spira aria di canzone d'autore. L'elenco
ormai tende all'infinito: da Giaccone e Lalli, a Carlo Pestelli,
a Massimo Lajolo, Federico Sirianni, Gianluca Bargis, Mattia Donna
e tanti tanti altri. Stefano Amen porta un piacevolissimo album
sul tavolo delle novità e un altro ne prepara ("Terraterra!"
ma ne parleremo alrove),
Il primo riferimento, ascoltando "Tequila, amore
mio" è Luigi Grechi. E già qui
c'è stupore, perché non pensavo che il pur bravo fratello
di De Gregori potesse fare scuola stilistica. Ma non è tutto
qui. Anche Stefano Amen ha una bella personalità e un'ottima
voce e i brani, per quanto accennati da pochissimi strumenti, non
soffrono di nessuna fragilità. Il piacere più grosso
è ascoltare le storie e la cultura di fondo che vi promana.
Non solo perché un cantautore in grado di citare il Carracci
è un animale raro, ma perché è sempre evidente
una ricercatezza che non si ferma alla prima suggestione, peraltro
già sentita. Gli accostamenti di Stefano sono nuovi. Poco
consueti. Ogni tanto ricorda Lolli, specie nei brani ad andamento
più lento come "Criminali"
o "Crack" e soprattutto nel
quasi recitato "Berlino, New York"
ma non sono citazioni.
Di citazione ricordiamo solo uno za-za-ra-zan di passaggio di omaggio
al riconosciuto maestro Paolo Conte, ma peraltro se ne poteva fare
a meno. Su My Space Stefano ricorda le sue fonti di ispirazione:
oltre a Paolo Conte troviamo Enzo Jannacci, The Pogues, Bob Dylan,
Louis Ferdinand Céline, Giorgio Caproni, Carlo Emilio Gadda.
Un gran bell'insieme, che mette già in chiaro con chi abbiamo
a che fare.
"Stravecchio" è, in fondo, solo
il sesto cd scritto, autoprodotto e non pubblicato da Stefano. "Terraterra!"
è già il settimo. Ed è forse per questo che
si è deciso a costituire Ordigno, studio di registrazione
a domicilio, per abbattere drasticamente il prezzo di produzione
di un cd, ma anche per dare mixing, mastering di demo, preproduzioni
o produzioni di alto livello.
I singoli brani: "Tequila, amore mio"
è tex-mex, come promette il titolo. Ritmi lenti e spazi desertici:
non a caso abbiamo anche i Caleixo tra gli "amici"
sia di Amen che di Bargis. Il clima è analogo e la canzone
funziona appieno. Un ottimo biglietto da visita per chi accede a
un cd di un autore ignoto. Molto Luigi Grechi, come si è
detto, ma perché i riferimenti di partenza sono gli stessi
per entrambi. Resta una delle mie preferite.
"Criminali" è un lento
assassino. come pure la "Crack"
che segue poco dopo e che, in qualche modo possono richiamare il
De Gregori degli inizi, quello della Pecora, tanto per intenderci.
Il titolo wertmulleriano Berlino, New York, Città
del Messico nel lento quasi recitato, può richiamare
i reading di Claudio Lolli, ma forse non volontariamente. Gli altri
titoli seguono con buona lena, confermando l'ottima tenuta di Stefano
alla lunga distanza.
Non convince invece la finale Tequila Blues dal
contenuto alcolico superiore alla media, ma questo non inficia il
giudizio globale che è più che positivo e che viene
confermato dai primi ascolti di "TerraTerra!",
l'inedito del 2007, che sarà oggetto di esame su queste pagine
nelle prossime settimane. Aria buona su Torino. Anche se profuma
di un euro di Stravecchio.
Stefano
Amen
"Stravecchio"
Autoprodotto - 2007
In nessun negozio di dischi (contatti s.amen@2020.it)
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