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NEWS Novembre 2007

Ricordando Dalida, 20 anni dopo
Un cofanetto, una raccolta e un tributo per la cantante
Due decenni dopo il suicidio ancora ci si ricorda di lei

Italia mia
Cofanetto completo
Qui dentro c'è tutto. Sono sei cd che ripercorrono tutta la storia di Dalida, dai primi successi in Francia, al trionfo italiano del periodo di Canzonissima, fino al ritorno in Francia e alle ultime produzioni. Un repertorio sempre di gran classe, anche nelle inevitabili concessioni al comun sentire.
Pour toi
Il tributo di Patty Pravo
Tra il repertorio di Dalida e quello di Patty Pravo c'è stata una parziale contiguità, soprattutto nell'esecuzione di brani di storici chansonnier francesi. La cantante veneziana se la cava egregiamento anche qui.
L'originale
La raccolta dei successi
Per chi non avesse voglia, tempo (o soldi) per permettersi l'intero cofanetto, L'originale è una sorta di utilissimo bigino. C'è la Dalida più famosa, forse non la migliore.

03/12 -La storia di Dalida ha molto di romantico e, quasi altrettanto, di tragico. Nasce come Jolanda Gigliotti nel 1933 al Cairo da genitori calabresi e per tutta la sua (breve) vita, dividerà la sua attività artistica tra Francia e Italia. I primi successi li conosce infatti a Parigi, dove arriva nel ‘56, interpretando in francese brani classici della canzone napoletana come Guaglione che diventa Bambinò. Negli anni ‘60 la sua fama si diffonderà anche in Italia dove vincerà una Canzonissima, impresa possibile solo ai veri beniamini del pubblico.Nonostante il successo e i 120 milioni di dischi venduti, Dalida era un anima tormentata: tenterà tre volte il suicidio: ogni volta a distanza di 10 anni. Nel 1967, subito dopo il suicidio al Festival di Sanremo di Tenco (a cui la legava una storia d'amore complicata e contrastata), ritornata a Parigi, Dalida prenota una camera all'Hotel Principe di Galles, appende alla porta il cartello "non disturbare" e tenta di avvelenarsi di farmaci. Viene salvata da una cameriera. Gli anni successivi saranno nuovamente ricchi di trionfi
discografici, a cui farà da sfondo un cambio radicale di look. Diventa bionda, i capelli si fanno lisci, il repertorio più adatto a una diva della canzone. E così ottiene il successo alla Canzonissima di quell'anno (che si chiamava Partitissima), ricordandosi, nel ritirare il premio, di rivolgere un pensiero a Luigi Tenco. Nel 1977, però la fatica di vivere torna a essere eccessiva e la cantante tenta per la seconda volta il suicidio. Viene salvata ancora, ma 10 anni dopo, nel 1987, a 54 anni, ci ritenta, programmando l'evento con cura. Quest’ultima volta, a Montmartre, non manca l'appuntamento con la morte.
In occasione dei 20 anni dalla scomparsa esce un prezioso cofanetto con 120 canzoni in italiano. C’è tutto: da Bang Bang a Mama, dall’Ultimo valzer a Ciao amore ciao, ma soprattutto pezzi più importanti stilisticamente, come Dan Dan Dan, il brano di Righini e Lucarelli (i GIrasoli) o Darla DirlaDada (Pallavicini/Bergman). Dotata di una voce forte e di un temperamento drammatico, Dalida non ha di sicuro innovato il mondo della musica, ma ha portato il dono di una grande personalità in un panorama internazionale dove le "divine" sono sempre state poche. E l'eco della sua voce canta ancora.
Giorgio Maimone
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