|
Ricordando
Dalida, 20 anni dopo |
Un cofanetto, una raccolta
e un tributo per la cantante
Due decenni dopo il suicidio ancora ci si ricorda di lei
 |
| Italia mia |
Cofanetto completo
Qui
dentro c'è tutto. Sono sei cd che ripercorrono
tutta la storia di Dalida, dai primi successi in Francia,
al trionfo italiano del periodo di Canzonissima, fino
al ritorno in Francia e alle ultime produzioni. Un repertorio
sempre di gran classe, anche nelle inevitabili concessioni
al comun sentire. |
| Pour toi |
Il tributo di Patty Pravo
Tra
il repertorio di Dalida e quello di Patty Pravo c'è
stata una parziale contiguità, soprattutto nell'esecuzione
di brani di storici chansonnier francesi. La cantante
veneziana se la cava egregiamento anche qui. |
| L'originale |
La raccolta dei successi
Per
chi non avesse voglia, tempo (o soldi) per permettersi
l'intero cofanetto, L'originale è una sorta di
utilissimo bigino. C'è la Dalida più famosa,
forse non la migliore. |
|
03/12 -La storia di Dalida ha molto di romantico
e, quasi altrettanto, di tragico. Nasce come Jolanda Gigliotti
nel 1933 al Cairo da genitori calabresi e per tutta la sua
(breve) vita, dividerà la sua attività artistica
tra Francia e Italia. I primi successi li conosce infatti
a Parigi, dove arriva nel ‘56, interpretando in francese
brani classici della canzone napoletana come Guaglione
che diventa Bambinò. Negli
anni ‘60 la sua fama si diffonderà anche in Italia
dove vincerà una Canzonissima, impresa possibile solo
ai veri beniamini del pubblico.Nonostante il successo e i
120 milioni di dischi venduti, Dalida era un anima tormentata:
tenterà tre volte il suicidio: ogni volta a distanza
di 10 anni. Nel 1967, subito dopo il suicidio al Festival
di Sanremo di Tenco (a cui la legava una storia d'amore complicata
e contrastata), ritornata a Parigi, Dalida prenota una camera
all'Hotel Principe di Galles, appende alla porta il cartello
"non disturbare" e tenta di avvelenarsi di farmaci.
Viene salvata da una cameriera. Gli anni successivi saranno
nuovamente ricchi di trionfi |
 |
|
discografici, a cui farà da sfondo un cambio radicale
di look. Diventa bionda, i capelli si fanno lisci, il repertorio
più adatto a una diva della canzone. E così
ottiene il successo alla Canzonissima di quell'anno (che si
chiamava Partitissima), ricordandosi, nel ritirare il premio,
di rivolgere un pensiero a Luigi Tenco. Nel 1977, però
la fatica di vivere torna a essere eccessiva e la cantante
tenta per la seconda volta il suicidio. Viene salvata ancora,
ma 10 anni dopo, nel 1987, a 54 anni, ci ritenta, programmando
l'evento con cura. Quest’ultima volta, a Montmartre,
non manca l'appuntamento con la morte. |
In occasione dei 20
anni dalla scomparsa esce un prezioso cofanetto con 120 canzoni
in italiano. C’è tutto: da Bang Bang a Mama, dall’Ultimo
valzer a Ciao amore ciao, ma soprattutto pezzi più importanti
stilisticamente, come Dan Dan Dan, il brano di Righini e Lucarelli
(i GIrasoli) o Darla DirlaDada (Pallavicini/Bergman). Dotata
di una voce forte e di un temperamento drammatico, Dalida non
ha di sicuro innovato il mondo della musica, ma ha portato il
dono di una grande personalità in un panorama internazionale
dove le "divine" sono sempre state poche. E l'eco
della sua voce canta ancora.
Giorgio Maimone |
|
|