| Un
saggio lungo un disco
di
Giorgio
Maimone
E'
il miglior libro su Fabrizio de André uscito in tempi recenti.
ed è comunque uno dei migliori libri su Fabrizio De André
mai usciti. Alessandro Sinopoli, trentenne palermitano, in 150 pagine
agili e svelte, riesce nell'impresa, veramente improba, di circoscrivere
lo smisurato talento deandreiano, riducendolo ai suoi minimi termini,
e contemporaneamente attuare la disamina completa e dettagliata
del suo ultimo album, ossia quel caposaldo della musica che risponde
al nome di Anime salve.
Prendendo lo spunto forse da una tesi di laurea (il libro ha quell'allure)
Alessandro parte con ordine, inquadrano in ordine cronologico i
13 album di studio e i tre live che, all'arco di 40 anni, descrivono
la parabola artistica di Fabrizio, ancora tutta in fase ascendente
quando è stata stoppata dalla morte.
Per intenderci e fare un esempio, Tutti morimmo a stento
(1968) viene presentato così: "De André realizza
il suo primo concept album, inaugurando una nuova strada nella storia
della canzone italiana e nella propria attività compositiva.
In questo caso è "l'idea della morte (come negazione
della vita, ossia della dignità, della felicità, di
tutto quanto gli antichi comprendevano nel termine humanitas) che
fornisce il fondale inquietante di questa cantata, un polittico
che allinea tutto il triste campionario di umanità derelitta"
(dalle note di copertina del disco).
"Come sottotitolo dell'album compare la dicitura cantata in
Si minore per solo, coro e orchestra che vuole probabilmente rendere
subito compensibile la concezione unitaria dell'album ed evocare
qualche vago legame col mondo della musica classica (gli ultimi
brani sono peraltro intitolati Recitativo e Corale), ravvisabile
semmai nel respiro sinfonico degli arrangiamenti, eseguiti da un'orchestra
di 80 elementi e curati sempre da Reverberi che collabora anche
alla stesura delle musiche; e negli intermezzi, brevi composizioni
nella medesima tonalità (quella appunto di Si minore) e affini
tematicamente che fungono da raccordo tra i diversi brani dell'album,
così come il ricorrere di un tema musicale fornisce unità
e coerenza a una qualsivoglia composizione nella tradizione classica".
Niente di più e niente di meno, ma c'è tutto. Il disco
emerge espicca nel nitore della sua potenza e della potenza delle
idee che lo hanno ispirato. Visto che qui non si sta facendo un'esegesi
di tutto il lavoro deandreiano, ma di una sola singola tappa (per
quanto epocale), direi che c'è sostanzialmente tutto. Quello
che mi piace del lavoro è che, per quanto si percepisca la
stima per quanto fatto da Fabrizio, non si scade mai nel piccolofannismo
e quando occorre "bastonare" delle singole parti, lo si
fa senza timore. "Canzoni", il disco
rosa, il non riconosciuto Volume VII, viene liquidato in ter parole
come "disco di transizione".
E poi abbiamo il resto, che in fondo è la polpa: ossia Anime
Salve, per raccontare il quale bastano 100 pagine svelte
dove si parla della genesi del lavoro, delle varie vicende che ne
hanno portato alla realizzazione (molto ben documentate: ad esempio
non sapevo che già una bozza di lavorazione era stata disegnata
con Beppe Quirici alla produzione, quando ancora
si pensava di fare un disco a quattro mani con Ivano Fossati). Poi
si parla di poetica, di forme musicali, di linea del canto, di armonia,
di timbri e arrangiamenti. Tutti temi, trattati col piglio dello
studioso che comunque di musica se ne intende, oscillando tra la
rappresentazione grafica e l'evidenza del capolavoro poetico.
Le conclusioni? Quelle di Sinopoli sono che "l'opera di Fabrizio
De André sia in realtà più ricca e complessa
di quanto appaia nei lavori finora pubblicati. Infatti se la sua
abilitò di autore di testi è stata più volte
riconosciuta, l'aspetto musicale delle sue canzoni è apparso
spesso sefcondario, un semplice sostegno strumentale ai testi cantati.
Invece emerge qui con evidenza come De André abbia tutt'altro
che trascurato o considerato di semplice contorno la confezione
musicale dei propri dischi, dedicandogli abbondanti energie ed attenzioni".
Le nostre conclusioni sono che è raro vedere trattare Fabrizio
per la sua opera, per quello che ha fatto, che ha scritto e cantato
(e musicato) lasciando da parte gli orpelli di contorno. Da consigliare.
Alessandro
Sinopoli
"Fabrizio
De Andrè - Anime Salve "
Audiorium - Euro 10,00 - Pag.150
Finito di stampare nel novembre 2006
Nelle
librerie
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aggiornamento il 03-01-2007
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