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Enzo Gentile : "A day in the life"


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Compratelo solo se vi sentite malati per il rock. Altrimenti sono soldi sprecati. Contiene tutto, ma proprio tutto quello che è successo in campo internazionale dal 1954 ai giorni nostri (agosto 2006). Fatti fondamentali e molte (troppe?) stronzate. Pietre miliari e sonore cazzate. Ma se si vuole essere enciclopedici questo è il limite che si deve affrontare. Enzo Gentile ha corso il rischio e, per noi malati, ha fatto un lavoro fondamentale, sistematizzando, organizzando, calendarizzando tutto lo scibile del rock in un paio di centinaia d pagine di grande formato che possono scorrere veloci come il vento, se ci si prende la briga di scorrerle alla ricerca di un evento oppure possono anche prendere il tempo di un paio di mesi di lettura se si vuole leggere ogni pagina dall'inizio alla fine.

Partiamo dalle pochissime note negative, dopo aver detto, spero con chiarezza che questo è un libro riservato ad addetti ai lavori o ad "addict" musicali di grande formato. Anche perché costa un sacco di soldi: 38 euro! La parte meno convincente è quella italiana. L'impressione è un po' come se Gentile (e soci) avesse avuto a disposizione una fonte internazionale già pronta all'uso e avesse provveduto a integrarla con le informazioni italiane. Purtroppo, però, anzichè seguire una storia del rock anche per quanto riguarda l'Italia abbiamo a disposizione una microstoria della musica leggera. Troppo festival di Sanremo, poco De André, niente De Gregori, ancora meno spazio per il prog e il rock alternativo.

Se sull'Italia quindi abbiamo qualche perplessità molte meno ne abbiamo sul libro nel suo complesso. Piace, molto, la scelta grafica, che rimanda a una sorta di collezioni di quotidiani che ripercorrono mese per mese, anno per anno le vicende della nostra musica preferite. Che poi si scrive rock, ma dentro c'è molto blues, un po' di country, moltissimo pop, anche di quello deteriore, un po' di jazz, pochissimo folk e un bel po' di beat. Bella la parte iconografica, con fotografie molto frequenti in pagina (anche una decina) per spiegare anche con l'immagine il senso del tempo.

In lavori di questo tipo è poi abbastanza consueto fornire una grande spiega dei primi anni e poi correre stremati verso la fine, quando le forze iniziano a venire meno e i tempi di consegna si avvicinano. Lo stesso motivo per cui le enciclopedie del rock sono fatte bene alle voce Allmann Brothers e tirate via epr gli ZZ Top. Non mi sembra che questa volta si corra questo rischio. Il tono resta uniforme per tutti gli anni considerati e il piacere della lettura non declina tristemente anno dopo anno.

A inizio di ogni decennio una pagina doppia, solo fotografica, con due o tre citazioni di artisti, in tema con gli anni, introduce al nuovo periodo, mentre anno per anno una striscia a inizio pagina mette in chiaro quali sono stati gli eventi che, oltre al rock, hanno dato spinta, sapore, dolore a quegli anni. Un lavoro fondamentale per potere collocare gli eventi anche all'interno di una nostra cronologia personale. Volendo ben considerare, per i lettori frettolosi basterebbe la summa di inizio anno per avere il polso del periodo.

La formula scelta, peraltro, inibisce voli pindarici troppo arditi o collegamente tra fenomeni distanti in ordine cronologico, ma legati da fili invisibili e concettuali. Non si riesce a seguire correttamente il percorso di una corrente musicale, dagli albori al necessario tramonto. Siamo e restiamo più sul percorso dell'anedottica, delle microstorie, dei piccoli granelli che messi tutti quanti insieme fanno un masso (rock?). D'altra parte questo era lo scopo del volume. Chi volesse saggi o tomi più pensosi è pregato di rivolgersi altrove. Qui si fa solo sana divulgazione come la Settimana enigmistica: rubrica "Non tutti sanno che ..." Guarda caso, una delle mie preferite.


A day in the life (La storia del pop rock minuto per minuto)
di Enzo Gentile

Editori Riuniti, 2007
283 pagine
€ 38,00
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Ultimo aggiornamento: 15-07-2007
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