Solo
per "malati". Quindi affascinante
di
Giorgio Maimone
Compratelo
solo se vi sentite malati per il rock. Altrimenti sono soldi
sprecati. Contiene tutto, ma proprio tutto quello che è
successo in campo internazionale dal 1954 ai giorni nostri
(agosto 2006). Fatti fondamentali e molte (troppe?) stronzate.
Pietre miliari e sonore cazzate. Ma se si vuole essere enciclopedici
questo è il limite che si deve affrontare. Enzo Gentile
ha corso il rischio e, per noi malati, ha fatto un lavoro
fondamentale, sistematizzando, organizzando, calendarizzando
tutto lo scibile del rock in un paio di centinaia d pagine
di grande formato che possono scorrere veloci come il vento,
se ci si prende la briga di scorrerle alla ricerca di un evento
oppure possono anche prendere il tempo di un paio di mesi
di lettura se si vuole leggere ogni pagina dall'inizio alla
fine.
Partiamo dalle pochissime note negative, dopo aver
detto, spero con chiarezza che questo è un libro riservato
ad addetti ai lavori o ad "addict" musicali di grande
formato. Anche perché costa un sacco di soldi: 38 euro!
La parte meno convincente è quella italiana. L'impressione
è un po' come se Gentile (e soci) avesse avuto a disposizione
una fonte internazionale già pronta all'uso e avesse
provveduto a integrarla con le informazioni italiane. Purtroppo,
però, anzichè seguire una storia del rock anche
per quanto riguarda l'Italia abbiamo a disposizione una microstoria
della musica leggera. Troppo festival di Sanremo, poco De
André, niente De Gregori, ancora meno spazio per il
prog e il rock alternativo.
Se sull'Italia quindi abbiamo qualche perplessità molte
meno ne abbiamo sul libro nel suo complesso. Piace, molto,
la scelta grafica, che rimanda a una sorta di collezioni di
quotidiani che ripercorrono mese per mese, anno per anno le
vicende della nostra musica preferite. Che poi si scrive rock,
ma dentro c'è molto blues, un po' di country, moltissimo
pop, anche di quello deteriore, un po' di jazz, pochissimo
folk e un bel po' di beat. Bella la parte iconografica, con
fotografie molto frequenti in pagina (anche una decina) per
spiegare anche con l'immagine il senso del tempo.
In lavori di questo tipo è poi abbastanza consueto
fornire una grande spiega dei primi anni e poi correre stremati
verso la fine, quando le forze iniziano a venire meno e i
tempi di consegna si avvicinano. Lo stesso motivo per cui
le enciclopedie del rock sono fatte bene alle voce Allmann
Brothers e tirate via epr gli ZZ Top. Non mi sembra che questa
volta si corra questo rischio. Il tono resta uniforme per
tutti gli anni considerati e il piacere della lettura non
declina tristemente anno dopo anno.
A inizio di ogni decennio una pagina doppia, solo fotografica,
con due o tre citazioni di artisti, in tema con gli anni,
introduce al nuovo periodo, mentre anno per anno una striscia
a inizio pagina mette in chiaro quali sono stati gli eventi
che, oltre al rock, hanno dato spinta, sapore, dolore a quegli
anni. Un lavoro fondamentale per potere collocare gli eventi
anche all'interno di una nostra cronologia personale. Volendo
ben considerare, per i lettori frettolosi basterebbe la summa
di inizio anno per avere il polso del periodo.
La formula scelta, peraltro, inibisce voli pindarici troppo
arditi o collegamente tra fenomeni distanti in ordine cronologico,
ma legati da fili invisibili e concettuali. Non si riesce
a seguire correttamente il percorso di una corrente musicale,
dagli albori al necessario tramonto. Siamo e restiamo più
sul percorso dell'anedottica, delle microstorie, dei piccoli
granelli che messi tutti quanti insieme fanno un masso (rock?).
D'altra parte questo era lo scopo del volume. Chi volesse
saggi o tomi più pensosi è pregato di rivolgersi
altrove. Qui si fa solo sana divulgazione come la Settimana
enigmistica: rubrica "Non tutti sanno che ..." Guarda
caso, una delle mie preferite.
A
day in the life (La storia del pop rock minuto per minuto)
di Enzo Gentile
Editori Riuniti, 2007
283 pagine
€ 38,00
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