L'oro
trasparente del pianeta
di
Francesco
Scarrone
Per
chi conosce Ettore Mo, non si tratta certo
di una sorpresa. Per chi, invece, non
lo conoscesse, bhé, allora forse
è venuto il momento di affrontare
questo passo, e sedersi lì, sui
margini erbosi di un rio, di un fiume,
un ruscello, e con un libro in mano, ascoltare
la sua prosa di onde...
Ettore Mo è uno dei più
grandi, dei migliori. Un giornalista come
pochi sanno essere. Uno di quelli che,
lontano dalle reti di retoriche ideologiche,
ama guardare negli occhi gli ultimi, i
dimenticati, e di loro, raccontare la
storia. Perché siano un po’
meno ultimi, un po’ meno dimenticati.
Lo ha fatto anche questa volta, schierandosi
dalla parte di chi non ha parole, per
raccontare la propria sofferenza, se non
lo sfogo naturale, quasi primitivo, del
ruggito di piene ed alluvioni. Questa
volta, Ettore Mo, ha raccontato la storia
dei fiumi. E lo ha fatto parlandoci di
loro come se fossero uomini, persone in
carne ed ossa. E come fossero uomini,
persone in carne ed ossa, ci ha raccontato
il loro dolore, la loro agonia, la loro
caparbia voglia di esistere, contro tutto
e contro tutti.
La storia di fiumi umiliati da dighe,
imprigionati da camice di forza di argini
in cemento armato, come se pazza fosse
la natura, e non l’uomo: che seda
i corsi d’acqua con iniezioni giornaliere
di dosi mortali di veleni. Il grido allucinato
del Vajont, che tracima e travolge, il
sussurro del flebile Giordano, il tossire
tubercolotico dello Yang-Tze. E il canto
straripante del Mississippi in Louisiana:
la madre del jazz e il padre delle acque.
Cosa accomuna tutti questi fiumi? L’essere
quell’unica vena d’acqua che
pulsa e rende viva la terra, l’essere
giacimenti della prossima frontiera della
ricchezza, perché patrimonio di
tutti, e come tale, imbrigliata e imprigionata
dall’avidità umana di pochi,
che in nome del progresso e dello sviluppo
tecnologico, economico, insultano i più
semplici e sacrosanti diritti. Degli ultimi,
dei dimenticati. Ma grazie ad Ettore Mo,
oggi anche le labbra secche di quelle
sponde che non conoscono più la
carezza dell’onda, hanno voce per
poter parlare, e di loro, raccontare la
storia, la sofferenza, la gioiosa speranza.
Per essere un po’ meno ultimi. Un
po’ meno dimenticati..
Ettore
Mo
"Fiumi"
Rizzoli, Saggi - 2006
Pagine 222 - Formato 10,9x17,8
EAN: 13 9788817011624
Argomento: Attualita
Prezzo di vendita: € 16.50
Nelle librerie e su internet
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