Non
di sola follia è fatta la vita del diverso
di
Giorgio Maimone
E'
un libro serio. Non è certo il libro di un cantautore.
Si parla pochissimo di musica e poco di canzoni. Si parla
(come volevasi dimostrare) di matti.
Simone Cristicchi ha un progetto e lo persegue con tutta la
orza dei suoi mezzi, che, in questo momento è notevole.
La buona esposizone mediatica a cui è sottoposto dopo
la vittoria del Festival di Sanremo, ma anche prima, con la
capacità di collocarsi presso due potenze come la Sony
Bmg per la discografia e poi, quasi a cascata o in conseguenza
di questo, la Mondadori per l'editoria, fanno sì che
il discorso di Simone sui matti, sui diversi, su chi sta "dall'altra
parte del cancello" (sempre che non siamo noi astare
dall'altra parte del cancello) ha ripreso quota.
Se ne parla, si commenta la situazione, si ritorna a pensare
al fenomeno. E forse è normale che in un Paese dove
il giornalismo di denunica lo fanno solo le Iene, politica
attiva un comico come Beppe Grillo (o un imbonitore tv come
Berlusconi) una seria riflessione sulla malattia mentale parta
da un cantautore. Per giunta da uno nato come "buffo".
Il libro è articolato in parte come una serie di racconti
di storie singole che sono tutte storie vere, anche autobiografiche,
che Simone però tratta in punta di penna, con leggerezza,
con sapienza descrittiva, con una buona alternanza di momenti
lievi e momenti seri, utilizzando la leva del sorriso, dello
sguardo ironico, per affondare meglio il bisturi del dubbio
o del dolore quando arriva.
Simone riporta testimonianze e si fa testimonianza a sua volta.
Per farlo ha girato per i manicomi, quelli chiusi con la legge
Basaglia, non un secolo fa, ma qualche decina di anni appena.
I testimoni si trovano ancora e i locali, gli edifici stessi,
sono lì immoti a raccontare una loro storia.
Secondo la postfazione, scritta da Massimo Bocchia e Matteo
Pelliti di www.cristicchiblog.net
questo non è un vero e proprio libro, ma piuttosto
il making of del libro stesso: il viaggio di Simone
lungo l'Italia dentro e fuori da questi luoghi di dolore che
ha dato luogo a una serie di testimonianze che non ha nessun
bisogno di essere letto in un ordine preciso. E nemmeno di
essere letto per intero.
Nel caso di Simone, scrivono, è stata la passione sincera
verso quel "mondo altro" e verso la sorprendente
ricchezza di umanità di chi è considerato "diverso"
ad aver favorito gli eventi. Questo ha portato allo spettacolo
dal titolo identico: Centro di igiene mentale. E a una produzione
di canzoni che compende titoli come Elettroshock,
Autistico, Angelo Custode, Leggere attentamente le istruzioni
o perfino Rufus, l'alterego maligno
e schizofrenico del nostro eroe. E badate bene che non sono
canzoni recenti: partono fino dal 2000, ben sette anni prima
di Ti regalerò una rosa.
Cose utili a sapersi e libro bello da leggere. Scritto con
grande classe da un autore che, speriamo, non sia solo di
passaggio nel mondo della letteratura, ma che potrebbe darci
ancora ottime pagine da leggere e grandi canzoni da ascoltare.
Un piccolo caso multimediale, perché no?
Simone
Cristicchi
"Centro di igiene mentale"
Mondadori - 2007
Pagine 245 - euro 15
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