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Le BiELLE INTERVISTE
Lorenzo Monguzzi: I Mercanti di Liquore e i Miserabili
"L'economia, Marco Paolini e le fiabe sonore"
di Giorgio Maimone


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Un nuovo spettacolo già pronto e un disco che sta per arrivare. Queste le novità dei Mercanti di Liquore alla riapertura della stagione.

In realtà la novità vera è il disco che sta per uscire. Lo spettacolo da cui è stato tratto il disco ha già esordito l’inverno scorso a teatro e quest’estate abbiamo fatto alcune repliche più musicali questa estate.

Il disco e lo spettacolo sono nello stesso rapporto in cui stavano Song n.32 e Sputi. Uno filiazione dell’altro?

Sì, esatto, è la stessa cosa. Ci piace pensare … La cosa più ovvia sarebbe fare una rappresentazione musicale del materiale audio che già era presente nello spettacolo però poi non è mai così. Lavorando insieme a a Marco ti abitui che bisogna sempre fare qualcosa di nuovo e sforzarsi di dare un valore aggiuntivo a quello che si fa. Sennò si diventa un po’ troppo scontati. Anche in questo caso il cd contiene molte cose che nello spettacolo poi non ci sono che sono state fatte proprio pensando di rendere autonomo e comprensibile, speriamo, anche il cd preso a se stante. Abbiamo fatto tutto un lavoro di rilettura o addirittura di aggiunta di parti che poi probabilmente nello spettacolo neanche finiranno. Possiamo quindi dire che è la versione audio ma con una sorta di vita a sé. Anche con parti originali.

E parliamo allora di questo cd. Si chiama “I miserabili”. Quanti brani contiene e quando uscirà? Il mese prossimo? O a novembre?

Sì, insomma. Conoscendo i nostri tempi, che sono molto tranquilli e rilassati, direi che novembre/dicembre possa essere il periodo giusto.

Cd nel quale ci sarà anche Marco Paolini?

Sì, ovviamente. Sono 17 pezzi. Ce ne siamo fregati delle buone maniere (ridiamo)

Avete preso tutto lo spazio disponibile

Ci siamo allargati, perché oltre alle musiche ci sono delle parti di monologhi che ci sembra giusto fare. Abbiamo Marco, sfruttiamolo (ride). Visto che come cantante non sempre si può sfruttare, quando parla invece ci incantiamo tutti. La scommessa di questo disco, come di quello precedente era, facendo un paragone un po’ stupido ma centrato, come le Fiabe sonore che ascoltavo da piccolo. Per me era una magia mettere un disco con delle musiche, le canzoncine, il narratore che racconta una storia, ma sempre col sottofondo musicale. Volendo i cd con Marco possono rifarsi a quel mondo. Anche la voce parlata, che si sta comunque riscoprendo, è qualcosa di interessante che rimanda al mondo della radio, ai racconti. Ridurre tutto a delle canzoni o estrapolare solo i contenuti gi à in forma musicale sarebbe stato snaturare un po’ il lavoro.

C’è un tema conduttore comune tra le varie canzoni e i racconti?

C’è un filo conduttore, anche se, è stata forse un po’ la difficoltà maggiore di tutto questo lavoro.

E’ stato uno spettacolo che ha avuto una lunga preparazione, perché non è stato semplice e non lo è tuttora, come sempre nei lavori con Marco che sono work in progress per definizione, per cui parti in un modo e ti ritrovi alla fine delle repliche con uno spettacolo che è tutt’altra cosa rispetto al punto di partenza. Quasi completamente ribaltato. La difficoltà è stata riuscire a parlare, a rendere comprensibili o addirittura affascinanti argomenti come l’economia, la borsa, i mercati, la Tatcher, Reagan, tutte cose che di poetico o affascinante hanno ben poco.

Tema difficile! Mi ricordo soltanto un Lucio Dalla che compitava il listino di borsa, qualche anno fa …

Infatti. Era un progetto molto ambizioso e ancora oggi ogni tanto mi chiedo quanto siamo riusciti a sbloccarlo. La riflessione di partenza era: dobbiamo capire, bisogna fare uno sforzo per capire delle cose che per tanti anni abbiamo pensato (o ci hanno fatto pensare, la discussione sarebbe lunga) che non dipendessero da noi o che non ci riguardassero o che comunque andassero bene, perché c’era qualcuno che se ne occupava per noi. In realtà oggi la sensazione è che tutto quel benessere, tutto quell’ottimismo che dagli anni ’80 in poi ci ha invaso non fosse poi così vero e che sotto ci fossero delle speculazioni ben evidenti e discutibili e che comunque stiamo un po’ esaurendo la scorta di tutto quello che sembrava un patrimonio di benessere inesauribile per tutto il mondo. Partendo da questa riflessione per capire bisogna andare un po’ a sporcarsi le mani e occuparsi di cose che io per primo ho sempre trovato noiose e abbastanza deprecabili. Come capire come funziona la borsa o cosa è successo nei grandi crac finanziari, da cosa erano motivati eccetera. Sono tutte cose che occorre capire almeno a grandi linee per riuscire a tracciare un racconto o almeno un diario di cosa siamo diventati dagli anni ’80 ad oggi come società.

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Intervista effettuata il: 11-09-2007
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