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Le BiELLE Interviste
Cristina Donà: il soffio positivo dell'autunno

Foto di Patrizia Laquidara al Tenco





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Cristina Donà
La Quinta stagione

Cristina Donà
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Stazioni lunari

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Funambola

Maroccolo
A.c.a.u.

E c'è già un nuovo album in preparazione
di Giorgio Maimone

Un disco nuovo dopo quattro anni, cosa è successo Cristina in questi quattro lunghi anni?

Innanzitutto discograficamente è uscita la versione inglese di Dove sei tu per la Rykodisc che mi ha portato via molto tempo. Poi è seguito un lungo tour in Europa, in Inghilterra e io quando sono in giro non riesco a produrre molti materiali. Poi di mio sono un bradipo. Se ci aggiungi le manifestazioni collaterali come le partecipazioni a dischi di altri come Acau di Maroccolo, o il progetto Stazioni Lunari con Ginevra De Marco o il progetto Faber con la Pfm ecco che puoi capire dove sono finita. Se infine consideri che sono molto lenta quando lavoro ....

Quando esce un disco dopo tanto tempo viene naturale chiedersi se le canzoni sono tutte di epoca recente o se sono state scritte nel corso degli anni. Per te come è andata?

Le canzoni sono state scritte tutte vicino alla data di pubblicazione. Posso essere precisa. Lo spunto di partenza risale a un piccolo tour fatto lo scorso anno, che si chiamava "Il suono della luce" per cui avevo preparato due canzoni nuove che erano Settembre e Conosci che volevo presentare al pubblico come fossero due canzoni a capella, melodie che restassero in piedi di sole, accompagnandomi al massimo con delle piccole percussioni. Da lì ho focalizzato il tema di cui volevo occuparmi ed era la prima volta che in qualche modo mi avvicinavo a un nuovo album partendo da un concetto che è quello della preparazione.

Quindi La Quinta stagione è un concept album, non solo per via delle atmosfere musicali coerenti, ma anche perché tutto discende da una tematica comune?

Il tema è quello delle preparazione, che poi riassunto nel titolo, La quinta stagione. Già dentro a Settembre, la canzone che apre l’album c’è il seme: “è tempo di …” . E’ un periodo sia dedicato a un riassunto della mia vita perché a quarant’anni uno si guarda indietro. E poi preparazione per fermarsi, pensare a se stessi e ripartire, capendo cosa portarsi dietro.

Musicalmente le atmosfere sono abbastanza cambiate dagli album precedenti

Le canzoni mantengono uno spirito nei testi un po' crepuscolare, ma in quest’album volevo fortemente trasmettere qualcosa di positivo e volevo che questo si riflettesse anche nella musica. Non solo mantenere i brani in maggiore ma anche arrangiarli, come abbiamo fatto con Peter Walsh con sonorità che non sono mai distorte e, chiamiamole pure pop. Una produzione pulita e ben strutturata fa parte del mio desiderio di questo periodo: di avere una riconoscibilità pulita. E non mi riferisco solo alla musica.

Questo ha comportato però una maggior gradevolezza del suono in generale, secondo me anche unagrossa maturità, però c'è già qualcuno dei vecchi fan che storce il naso.

Io ho sempre cercato di dare a ogni album una connotazione diversa da quello precedente, per quanto possibile, senza stravolgere quella che è la mia personalità. Io sono terrorizzata dall'essere messa in una "colata di cemento artistico" e di dover sempre rappresentare quella cosa lì.

Sei una persona e come tale ti evolvi e quindi cambi ...

Esatto. Mi fa molto paura restare immobile. Chiaro che il rischio ... ma il rischio c'è comunque, perché poi puoi perdere dei fan proprio perché non ti evolvi ...

...e puoi peraltro trovare nuovi ascolti evolvendoti.

E' normale. non si può piacere a tutti. Anch'io come ascoltatrice a volte mi allontano da dei miei beniamini che fanno cose che non mi soddisfano più. C'est la vie! Però l'importante è fare quello che ti rappresenta di più in quel momento. Almeno dovesse succederti che perdi tutti i tuoi fan lo hai fatto in coscienza e sei almeno contento tu. Perché se non fai nemmeno quello e li perdi comunque ti butti giù da un burrone! (ridiamo)

Quindi l'labum ti rappresenta in questo momento, in questa fase della tua vita. C'è qualche canzone in particolare che sembra tracciare il tuo momento attuale e magari parlare anche del futuro, di cosa sarà Cristina Donà nelle prossime prove? Qualche canzone che senti più vicina di altre?

Sicuramente Settembre che per me è un po' il manifesto dell'album. Anche Universo, pure se ormai l'ho sentita talmente tante volte che poi ha quasi stufato anche me (ridiamo). Migrazioni è un brano a cui sono molto legata, che è molto leggero, ma proprio questa la mia intenzione. Senza magari dover per forza mantenere quel tipo di atmosfera musicale. Però la leggerezza e la profondità assieme mi piacciono molto e credo di volerci lavorare sopra sempre di più. Poi la parte rock che viene fuori un pochino meno. Però un brano come L'eclissi rappresenta bene quel lato della mia personalità, quel tipo di attitudine che credo mi porterò dietro, perché è la mia formazione.

C'è+ un motivo particolare per cui i tuoi titoli sono sempre corti? In genere una parola sola. Tregua, Nido, Settembre, Eclissi, Migrazioni. Universo, Goccia? Tranne qualche eccezione perché c'è "Niente di particolare a parte il fatto che mi manchi" ...

Forse perché li metto come riferimento provvisorio. Poi mi ci affeziono e poi rimane quel titolo. Non lo so...

Un titolo di lavorazione ...

Spesso. Poi anche perché lo stesso lavoro che cerco di fare anche coi testi. Io sono tendenzialmente molto disordinata e per me lavorare sia ai testi che alle musiche che ad altre cose che producono così in campo artistico se posso usare questo termine, per me è un esercizio di ordine. Allora forse il titolo corto, ma lo sto dicendo solo perché me l'hai chiesto, non ci avevo mai pensato (ridiamo), rappresenta un po' questo desiderio d'ordine, fa parte di quell'esercizio.

E adesso? Tour promozionale?

Ci sarà un tour invernale. Per poi tornare probabilmente a settembre nei teatri e quest'estate nelle piazze o dove riescono a piazzarmi.

Con formazione ridotta o grandi gruppi?

La prima parte del tour da novembre a fine gennaio sono certa di andare con la formazione intera che è un po' il modo di riproporre il sound dell'album. E poi vedremo, perché io mi diverto molto anche mischiare le carte nel live, magari suonando in due o trovando delle formazioni diverse da quelle che sono nei dischi.

A proposito dei live che hai citato. Visto che adesso sei passata a una major e ti toccherà essere più puntuale con le consegne, magari questo tour sarà registrato, no?

Intanto entrerò in studio di nuovo ad ottobre per un disco acustico che non penso che uscirà subito, però volevamo lavorare ancora con Peter Walsh e abbiamo dovuto scegliere un periodo in cui lui era libero. E sarà un po' un "riassunto delle puntate precedenti", chitarra-voce con delle cover. Un po' di ospiti, non famosi in realtà, ma musicisti molto bravi come Francesco Garolfi, il chitarrista che ho incontrato e che mi aiuterà nella stesura delle parti di chitarra. E lo registrerò sempre all'Esagono con Peter Walsh. Come vedi già mi stanno mettendo al lavoro (ride).

Sarà un disco con sonorità acustiche quindi. Praticamente una rilettura del repertorio alla luce de "La quinta stagione"?

Sì, in realtà era da molto che volevo registrare un album chitarra-voce o giù di lì. Spesso mi esibisco da sola e in tanti mi chiedono se ho un album chitarra-voce delle mie canzoni e così ne abbiamo approfittato. Era una cosa che voleva anche la Emi ... finira ci troviamo d'accordo. Quando mi chiederanno il disco-dance vedremo (ridiamo). Spero di essere in grado di fare anche quello.

C'è tanto: dopo il live, il the best, il disco di cover e tutte le altre possibili declinazioni discografiche. Dicevi prima delle tue altre attivitò artistiche: libri, disegni ...

Sì, ci sono anche i libri anche se in realtà l'unico libro è una raccolta di scritti che arrivano dal mio archivio. Non ho scritto un libro che assomigli a un romanzo. Non l'ho mai fatto e credo che non lo farò mai perché è un lavoro che non mi compete. Nel senso che non mi sento in grado. Il disegno è una mia vecchia passione che ora ho ripreso a coltivare e però va coltivata, perché sennò si perde la mano, nonostante tutti gli anni passati a disegnare
. Se non c'è esercizio ... Però ne ho proprio voglia. Leggevo una volta un'intervista di Joni Mitchell che diceva che lei tra un album e l'altro ha proprio bisogno di dipingere perché è il miglior mondo per poter resettare e riprendere con più energia. E mi sta accadendo un po questo.

Che musica ascolti in questo momento?

Allora, ho ascoltato moltissimo in questi mesi l'album di un nuovissimo cantautore che si chiama Creme che conosco da un bel po' di tempo però non aveva mai pubblicato nulla. Ho contributo un po' all'uscita di questo album e ne parlo con orgoglio perché è veramente un album molto bello. Telo consiglio. Poi mi dirai. Ho anche ascoltato ascoltato molto Joan as a police woman. Tra l'altro l'ho anche intervistata. Ma ho deciso che non è il mio mestiere. Poi ho un sacco di dischi da ascoltare, ma ultimamente oltre a questi due ho ascoltato una raccolta di Terence Trant D'Arby acquistata all'Autogrill che è uno dei posti dove acquisto più musica.

Ultima domanda: il mondo del cantautorato femminile in Italia è sempre stato una terra da proteggere, con pochissimi fiori. In questi ultimi anni sembra che si stia sviluppando nuovamente.Ci sei tu, Carmen Consoli, vecchi leoni come Nada e Teresa De Sio o nomi nuovi come Ginevra Di Marco, Patrizia Laquidara, Giua. Che ne pensi? Come mai così tardi ed è vero che cìè un risveglio adesso?

Secondo me sì. Penso che le cose più belle ultimamente stiano arrivando dalle donne (e non sono assolutamente femminista). Però mi capita anche andando su MySpace di incontrare delle voci di tutto rispetto. C'è questa Beatrice Ottolini, mi sembra si chiami, che fa delle cose molto belle, in inglese. E poi anche Lilian che è una ragazza che ho seguito in questi ultimi anni che fa anche lei canzoni in inglese, ma molto brava. Poi L'Aura. Il ritardo è forse dovuto al fatto che c'è stato un po' di ostruzionismo in passato. Non riesco a immaginare che in passato non ci fosse proprio nessuno. Ho letto un'intervista a Gianna Nannini, un po' di tempo fa che puntava proprio l'indice contro il maschilismo della discografia italiana. E se lo disce lei ... A livello culturale non c'è stata apertura, se non per quanto riguarda lo spazio lasciato a grandissime voci. Gabrielle Ferri è stata una delle pochissime che abbia avuto spazio. Ho preso una raccolta anche sua all'Autogrill. A 9,90 euro! Ne sono contenta perché il modo di raccontare femminile è diverso ed è giusto che ci sia un'alternativa a quello maschile.


E' importante che sia riconosciuta e che anche le case discografiche diano spazio finalmente.

Forse fanno i conti con il pubblico che c'è che è più feminile e quindi bisogna vendere gli ometti per le ragazzine (ridiamo).

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Intervista telefonica del 14-09-2007
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