E
c'è già un nuovo album in preparazione
di
Giorgio Maimone
Un
disco nuovo dopo quattro anni, cosa è successo Cristina
in questi quattro lunghi anni?
Innanzitutto
discograficamente è uscita la versione inglese di Dove
sei tu per la Rykodisc che mi ha portato via molto
tempo. Poi è seguito un lungo tour in Europa, in Inghilterra
e io quando sono in giro non riesco a produrre molti materiali.
Poi di mio sono un bradipo. Se ci aggiungi le manifestazioni
collaterali come le partecipazioni a dischi di altri come
Acau di Maroccolo, o il progetto Stazioni
Lunari con Ginevra De Marco o il progetto Faber
con la Pfm ecco che puoi capire dove sono finita. Se infine
consideri che sono molto lenta quando lavoro ....
Quando
esce un disco dopo tanto tempo viene naturale chiedersi se
le canzoni sono tutte di epoca recente o se sono state scritte
nel corso degli anni. Per te come è andata?
Le canzoni
sono state scritte tutte vicino alla data di pubblicazione.
Posso essere precisa. Lo spunto di partenza risale a un piccolo
tour fatto lo scorso anno, che si chiamava "Il suono
della luce" per cui avevo preparato due canzoni nuove
che erano Settembre e Conosci
che volevo presentare al pubblico come fossero due canzoni
a capella, melodie che restassero in piedi di sole, accompagnandomi
al massimo con delle piccole percussioni. Da lì ho
focalizzato il tema di cui volevo occuparmi ed era la prima
volta che in qualche modo mi avvicinavo a un nuovo album partendo
da un concetto che è quello della preparazione.
Quindi La Quinta stagione è un concept album,
non solo per via delle atmosfere musicali coerenti, ma anche
perché tutto discende da una tematica comune?
Il tema è quello delle preparazione, che poi riassunto
nel titolo, La quinta stagione. Già
dentro a Settembre, la canzone che
apre l’album c’è il seme: “è
tempo di …” . E’ un periodo sia dedicato
a un riassunto della mia vita perché a quarant’anni
uno si guarda indietro. E poi preparazione per fermarsi, pensare
a se stessi e ripartire, capendo cosa portarsi dietro.
Musicalmente le atmosfere sono abbastanza cambiate
dagli album precedenti
Le canzoni
mantengono uno spirito nei testi un po' crepuscolare, ma in
quest’album volevo fortemente trasmettere qualcosa di
positivo e volevo che questo si riflettesse anche nella musica.
Non solo mantenere i brani in maggiore ma anche arrangiarli,
come abbiamo fatto con Peter Walsh con sonorità che
non sono mai distorte e, chiamiamole pure pop. Una produzione
pulita e ben strutturata fa parte del mio desiderio di questo
periodo: di avere una riconoscibilità pulita. E non
mi riferisco solo alla musica.
Questo ha comportato però una maggior gradevolezza
del suono in generale, secondo me anche unagrossa maturità,
però c'è già qualcuno dei vecchi fan
che storce il naso.
Io ho sempre cercato di dare a ogni album una connotazione
diversa da quello precedente, per quanto possibile, senza
stravolgere quella che è la mia personalità.
Io sono terrorizzata dall'essere messa in una "colata
di cemento artistico" e di dover sempre rappresentare
quella cosa lì.
Sei
una persona e come tale ti evolvi e quindi cambi ...
Esatto.
Mi fa molto paura restare immobile. Chiaro che il rischio
... ma il rischio c'è comunque, perché poi puoi
perdere dei fan proprio perché non ti evolvi ...
...e
puoi peraltro trovare nuovi ascolti evolvendoti.
E' normale. non si può piacere a tutti. Anch'io come
ascoltatrice a volte mi allontano da dei miei beniamini che
fanno cose che non mi soddisfano più. C'est la vie!
Però l'importante è fare quello che ti rappresenta
di più in quel momento. Almeno dovesse succederti che
perdi tutti i tuoi fan lo hai fatto in coscienza e sei almeno
contento tu. Perché se non fai nemmeno quello e li
perdi comunque ti butti giù da un burrone! (ridiamo)
Quindi
l'labum ti rappresenta in questo momento, in questa fase della
tua vita. C'è qualche canzone in particolare che sembra
tracciare il tuo momento attuale e magari parlare anche del
futuro, di cosa sarà Cristina Donà nelle prossime
prove? Qualche canzone che senti più vicina di altre?
Sicuramente Settembre che per me
è un po' il manifesto dell'album. Anche Universo,
pure se ormai l'ho sentita talmente tante volte che poi ha
quasi stufato anche me (ridiamo). Migrazioni
è un brano a cui sono molto legata, che è molto
leggero, ma proprio questa la mia intenzione. Senza magari
dover per forza mantenere quel tipo di atmosfera musicale.
Però la leggerezza e la profondità assieme mi
piacciono molto e credo di volerci lavorare sopra sempre di
più. Poi la parte rock che viene fuori un pochino meno.
Però un brano come L'eclissi
rappresenta bene quel lato della mia personalità, quel
tipo di attitudine che credo mi porterò dietro, perché
è la mia formazione.
C'è+ un motivo particolare per cui i tuoi titoli
sono sempre corti? In genere una parola sola. Tregua, Nido,
Settembre, Eclissi, Migrazioni. Universo, Goccia? Tranne qualche
eccezione perché c'è "Niente di particolare
a parte il fatto che mi manchi" ...
Forse perché li metto come riferimento provvisorio.
Poi mi ci affeziono e poi rimane quel titolo. Non lo so...
Un
titolo di lavorazione ...
Spesso. Poi anche perché lo stesso lavoro che cerco
di fare anche coi testi. Io sono tendenzialmente molto disordinata
e per me lavorare sia ai testi che alle musiche che ad altre
cose che producono così in campo artistico se posso
usare questo termine, per me è un esercizio di ordine.
Allora forse il titolo corto, ma lo sto dicendo solo perché
me l'hai chiesto, non ci avevo mai pensato (ridiamo), rappresenta
un po' questo desiderio d'ordine, fa parte di quell'esercizio.
E adesso? Tour promozionale?
Ci sarà un tour invernale. Per poi tornare probabilmente
a settembre nei teatri e quest'estate nelle piazze o dove
riescono a piazzarmi.
Con
formazione ridotta o grandi gruppi?
La prima
parte del tour da novembre a fine gennaio sono certa di andare
con la formazione intera che è un po' il modo di riproporre
il sound dell'album. E poi vedremo, perché io mi diverto
molto anche mischiare le carte nel live, magari suonando in
due o trovando delle formazioni diverse da quelle che sono
nei dischi.
A proposito dei live che hai citato. Visto che adesso
sei passata a una major e ti toccherà essere più
puntuale con le consegne, magari questo tour sarà registrato,
no?
Intanto entrerò in studio di nuovo ad ottobre per un
disco acustico che non penso che uscirà subito, però
volevamo lavorare ancora con Peter Walsh e abbiamo dovuto
scegliere un periodo in cui lui era libero. E sarà
un po' un "riassunto delle puntate precedenti",
chitarra-voce con delle cover. Un po' di ospiti, non famosi
in realtà, ma musicisti molto bravi come Francesco
Garolfi, il chitarrista che ho incontrato e che mi aiuterà
nella stesura delle parti di chitarra. E lo registrerò
sempre all'Esagono con Peter Walsh. Come vedi già mi
stanno mettendo al lavoro (ride).
Sarà un disco con sonorità acustiche
quindi. Praticamente una rilettura del repertorio alla luce
de "La quinta stagione"?
Sì, in realtà era da molto che volevo
registrare un album chitarra-voce o giù di lì.
Spesso mi esibisco da sola e in tanti mi chiedono se ho un
album chitarra-voce delle mie canzoni e così ne abbiamo
approfittato. Era una cosa che voleva anche la Emi ... finira
ci troviamo d'accordo. Quando mi chiederanno il disco-dance
vedremo (ridiamo). Spero di essere in grado di fare anche
quello.
C'è tanto: dopo il live, il the best, il disco
di cover e tutte le altre possibili declinazioni discografiche.
Dicevi prima delle tue altre attivitò artistiche: libri,
disegni ...
Sì, ci sono anche i libri anche se in realtà
l'unico libro è una raccolta di scritti che arrivano
dal mio archivio. Non ho scritto un libro che assomigli a
un romanzo. Non l'ho mai fatto e credo che non lo farò
mai perché è un lavoro che non mi compete. Nel
senso che non mi sento in grado. Il disegno è una mia
vecchia passione che ora ho ripreso a coltivare e però
va coltivata, perché sennò si perde la mano,
nonostante tutti gli anni passati a disegnare.
Se non c'è esercizio ... Però ne ho proprio
voglia. Leggevo una volta un'intervista di Joni Mitchell che
diceva che lei tra un album e l'altro ha proprio bisogno di
dipingere perché è il miglior mondo per poter
resettare e riprendere con più energia. E mi sta accadendo
un po questo.
Che musica ascolti in questo momento?
Allora, ho ascoltato moltissimo in questi mesi l'album di
un nuovissimo cantautore che si chiama Creme che conosco da
un bel po' di tempo però non aveva mai pubblicato nulla.
Ho contributo un po' all'uscita di questo album e ne parlo
con orgoglio perché è veramente un album molto
bello. Telo consiglio. Poi mi dirai. Ho anche ascoltato ascoltato
molto Joan as a police woman. Tra l'altro l'ho anche intervistata.
Ma ho deciso che non è il mio mestiere. Poi ho un sacco
di dischi da ascoltare, ma ultimamente oltre a questi due
ho ascoltato una raccolta di Terence Trant D'Arby acquistata
all'Autogrill che è uno dei posti dove acquisto più
musica.
Ultima domanda: il mondo del cantautorato femminile
in Italia è sempre stato una terra da proteggere, con
pochissimi fiori. In questi ultimi anni sembra che si stia
sviluppando nuovamente.Ci sei tu, Carmen Consoli, vecchi leoni
come Nada e Teresa De Sio o nomi nuovi come Ginevra Di Marco,
Patrizia Laquidara, Giua. Che ne pensi? Come mai così
tardi ed è vero che cìè un risveglio
adesso?
Secondo me sì. Penso che le cose più belle ultimamente
stiano arrivando dalle donne (e non sono assolutamente femminista).
Però mi capita anche andando su MySpace di incontrare
delle voci di tutto rispetto. C'è questa Beatrice Ottolini,
mi sembra si chiami, che fa delle cose molto belle, in inglese.
E poi anche Lilian che è una ragazza che ho seguito
in questi ultimi anni che fa anche lei canzoni in inglese,
ma molto brava. Poi L'Aura. Il ritardo è forse dovuto
al fatto che c'è stato un po' di ostruzionismo in passato.
Non riesco a immaginare che in passato non ci fosse proprio
nessuno. Ho letto un'intervista a Gianna Nannini, un po' di
tempo fa che puntava proprio l'indice contro il maschilismo
della discografia italiana. E se lo disce lei ... A livello
culturale non c'è stata apertura, se non per quanto
riguarda lo spazio lasciato a grandissime voci. Gabrielle
Ferri è stata una delle pochissime che abbia avuto
spazio. Ho preso una raccolta anche sua all'Autogrill. A 9,90
euro! Ne sono contenta perché il modo di raccontare
femminile è diverso ed è giusto che ci sia un'alternativa
a quello maschile.
E' importante che sia riconosciuta e che anche le
case discografiche diano spazio finalmente.
Forse fanno i conti con il pubblico che c'è che è
più feminile e quindi bisogna vendere gli ometti per
le ragazzine (ridiamo).
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