Brancaleone
alla guerra d'Africa
di Giorgio Maimone
Sghangherato e divertente, povero e con le pezze al
sedere, esattamente come l’esercito che si rappresenta
sullo schermo.
Mario Monicelli, 92 anni, rimette in scena la sua armata Brancaleone
alla guerra d’Africa, ispirandosi liberamente a Il deserto
della Libia di Mario Tobino e al brano Il soldato Sanna in
Guerra d’Albania di Giancarlo Fusco, oltre che a ricordi
personali.
Il Terzo Reparto della Trentunesima Sezione Sanità
si accampa a Sorman, sperduta oasi del deserto libico, per
restarvi pochi giorni: ci resteranno a lungo. Gli italiani
in guerra non sono macchiette, sono caratteri da commedia
all’italiana, sullo sfondo di una tragedia e il film,
anche se non perfettamente riuscito, si lascia guardare con
piacere per la sua aria di soffusa nostalgia.
Di rilievo la lunga intervista a Monicelli nei contenuti speciali
con la frase: «Io ho fatto un unico film in tutta la
vita: sui perdenti». |