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BiELLE Festival
2007: un Club Tenco nel segno di Tenco

Teresa de Sio

Enrico Rava

Massimo Priviero
Gerardo Balestrieri

Morgan

La terza serata: il trionfo della musica
di Lucia Carenini e Marco Marenco

Apre a pieno titolo la serata finale del 32° Tenco Gino Paoli, “è qui perché è contemporaneamente un pezzo di storia della musica italiana ed è legato da una personale amicizia con Luigi” così lo ha presentato Antonio Silva. A Paoli - eccezione nel format delle serate di di quest'anno - si dà il tempo di tenere un mini concerto, anche perché è accompagnato da uno strepitoso quartetto jazz: Enrico Rava alla tromba, Roberto Gatto alla batteria, Danilo Rea al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Quattro strumentisti di altissimo livello, capaci di far musica e di fare qualsiasi cosa con la musica. Dal repertorio di Tenco Paoli sceglie ‘Mi sono innamorato di te’ è gli applausi riempiono il teatro; "Bene, con questo la serata è già pagata" è il commento soddisfatto di una coppia seduta alle nostre spalle dopo il set.

Non sembra intimorito Gerardo Balestrieri, uno degli artisti selezionati per l’opera prima, nel salire sul palco subito dopo la performance dei magnifici 5! Si presenta con un liuto turco e “veste” Tenco di abiti mediterranei eseguendo una bella e particolare rilettura di “Se potessi amore mio”; passa poi al pianoforte per il suo brano “I nasi buffi e la scrittura musicale”

Che la canzone non sia fatta solo di parole ma anche di musica dovrebbe essere un dato di fatto, ma pare che molti non diano più di tanto peso a ciò che avviene attorno a chi canta. Non così il Tenco, che lo scorso anno ha introdotto una sorta di progetto di tutela e di valorizzazione di musicisti ed arrangiatori che si concretizza nel premio "I Suoni della Canzone". Quest'anno tocca a Beppe Quirici, bassista di chiara fama e produttore di grandi come Fossati, ma che non si nega a progetti in cui crede, come quello della giovanissima Maria Pierantoni Giua e quello di Bonaveri - entrambi nella cinquina delle nomination per l'opera prima - Ed è proprio Bonaveri, che a 30 anni ha abbandonato il comodo ruolo di consulente per indignarsi e provare a cambiare le cose dal basso, che sale con lui sul palco. Assieme a loro Armando Corsi, in un formidabile trio che si scatena nel brano di Bonaveri “Torquemada”: qui i due musicisti si lanciano in un assolo flamenco che strappa un bell’applauso al pubblico.

Poi Massimo Priviero, con "E li vidi partire", la versione originale, antimilitarista e meno nota di ‘Ciao amore ciao’, una vera e propria chicca “scritta con innocenza ma priva di ingenuità” riscoperta e rispolverata dal rocker veneto che presenta anche un proprio pezzo sempre di contenuto antimilitarista: ‘La strada del davai’, dall'esclamazione 'Avanti, cammina!' dei soldati russi ai prigionieri italiani.

E ancora Morgan il "geniaccio", considerato un figlio dalla famiglia del Tenco. Sempre inquitante, sempre intrigante, sempre capace di immedesimarsi in cosa canta e di diventare quello che canta. Più Tenco di Tenco, avevamo detto al concerto di Parma. Più Tenco di Tenco è la conferma di stasera.


Portano altre emozioni Gianmaria Testa, Targa Tenco al miglior disco, che dimostra una volta di più che per parlare di argomenti come l'emigrazione non ci sia bisogno di urlare, ma che certe cose si possano sussurrare e far passare in maniera ugualmente efficace e che regala una "lontano lontano" intensa e minimalista al tempo stesso.

Emozioni diverse anche da Teresa de Sio, accompagnata dalla violinista Her e da una ragazza malgascia dalla voce di cristallo avvolge il teatro con le voci di tutti i sud e omaggia Tenco con una zingaresca “A l’amore, l’amore” traducendo un pezzo di testo in malgascio e sostenendo che se Luigi Tenco avesse trent’anni oggi, sarebbe attratto dalla musica popolare, una musica che può arrivare dovunque, una musica che “è pane per i denti di chiunque ha fame nel mondo”.

Per concludere questo viaggio fatto di tanti artisti, salgono sul palco e i Tetes de bois, che hanno girato l'Italia del lavoro sul camioncino di avanti pop portando in giro discorsi mai troppo raccontati di sfruttamento e disagio, di incidenti messi a tacere e di denunce, di situazioni vergognose e di furbe dimenticanze nel modo che sanno fare loro e che li ha portati a essere Targa Tenco 2007 all'interprete.

Il gran finale, come da tradizione, riunisce sul palco i protagonisti della serata, con Petra Magoni (impegnata dietro le quinte per lo speciale Rai in onda l’ultimo venerdì di novembre ed i primi due di dicembre) e Peppe Voltarelli (rimasto ‘in famiglia’ dalla sera prima). Come pezzo conclusivo hanno scelto ‘Yeeeeeeh!’, successo di Mal dei Primitives scritto a quattro mani da Luigi Tenco e Sergio Bardotti: quale modo migliore per far rivivere sul palco chi non c'è più?

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09-10-2007
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