La
terza serata: il trionfo della musica
di
Lucia
Carenini e Marco Marenco
Apre
a pieno titolo la serata finale del 32°
Tenco Gino Paoli, “è qui
perché è contemporaneamente
un pezzo di storia della musica italiana
ed è legato da una personale amicizia
con Luigi” così lo ha presentato
Antonio Silva. A Paoli - eccezione nel
format delle serate di di quest'anno -
si dà il tempo di tenere un mini
concerto, anche perché è
accompagnato da uno strepitoso quartetto
jazz: Enrico Rava alla tromba, Roberto
Gatto alla batteria, Danilo Rea al piano
e Rosario Bonaccorso al contrabbasso.
Quattro strumentisti di altissimo livello,
capaci di far musica e di fare qualsiasi
cosa con la musica. Dal repertorio di
Tenco Paoli sceglie ‘Mi sono innamorato
di te’ è gli applausi riempiono
il teatro; "Bene, con questo la serata
è già pagata" è
il commento soddisfatto di una coppia
seduta alle nostre spalle dopo il set.
Non
sembra intimorito Gerardo Balestrieri,
uno degli artisti selezionati per l’opera
prima, nel salire sul palco subito dopo
la performance dei magnifici 5! Si presenta
con un liuto turco e “veste”
Tenco di abiti mediterranei eseguendo
una bella e particolare rilettura di “Se
potessi amore mio”;
passa poi al pianoforte per il suo brano
“I nasi buffi e la scrittura
musicale”
Che la canzone non sia fatta solo di parole
ma anche di musica dovrebbe essere un
dato di fatto, ma pare che molti non diano
più di tanto peso a ciò
che avviene attorno a chi canta. Non così
il Tenco, che lo scorso anno ha introdotto
una sorta di progetto di tutela e di valorizzazione
di musicisti ed arrangiatori che si concretizza
nel premio "I Suoni della Canzone".
Quest'anno tocca a Beppe Quirici, bassista
di chiara fama e produttore di grandi
come Fossati, ma che non si nega a progetti
in cui crede, come quello della giovanissima
Maria Pierantoni Giua e quello di Bonaveri
- entrambi nella cinquina delle nomination
per l'opera prima - Ed è proprio
Bonaveri, che a 30 anni ha abbandonato
il comodo ruolo di consulente per indignarsi
e provare a cambiare le cose dal basso,
che sale con lui sul palco. Assieme a
loro Armando Corsi, in un formidabile
trio che si scatena nel brano di Bonaveri
“Torquemada”:
qui i due musicisti si lanciano in un
assolo flamenco che strappa un bell’applauso
al pubblico.
Poi Massimo Priviero,
con "E li vidi partire", la
versione originale, antimilitarista e
meno nota di ‘Ciao amore ciao’,
una vera e propria chicca “scritta
con innocenza ma priva di ingenuità”
riscoperta e rispolverata dal rocker veneto
che presenta anche un proprio pezzo sempre
di contenuto antimilitarista: ‘La
strada del davai’, dall'esclamazione
'Avanti, cammina!' dei soldati russi ai
prigionieri italiani.
E ancora Morgan il "geniaccio",
considerato un figlio dalla famiglia del
Tenco. Sempre inquitante, sempre intrigante,
sempre capace di immedesimarsi in cosa
canta e di diventare quello che canta.
Più Tenco di Tenco, avevamo detto
al concerto di Parma. Più Tenco
di Tenco è la conferma di stasera.
Portano altre emozioni Gianmaria Testa,
Targa Tenco al miglior disco, che dimostra
una volta di più che per parlare
di argomenti come l'emigrazione non ci
sia bisogno di urlare, ma che certe cose
si possano sussurrare e far passare in
maniera ugualmente efficace e che regala
una "lontano lontano" intensa
e minimalista al tempo stesso.
Emozioni
diverse anche da Teresa de Sio, accompagnata
dalla violinista Her e da una ragazza
malgascia dalla voce di cristallo avvolge
il teatro con le voci di tutti i sud e
omaggia Tenco con una zingaresca “A
l’amore, l’amore”
traducendo un pezzo di testo in malgascio
e sostenendo che se Luigi Tenco avesse
trent’anni oggi, sarebbe attratto
dalla musica popolare, una musica che
può arrivare dovunque, una musica
che “è pane per i denti di
chiunque ha fame nel mondo”.
Per concludere questo viaggio fatto di
tanti artisti, salgono sul palco e i Tetes
de bois, che hanno girato l'Italia del
lavoro sul camioncino di avanti pop portando
in giro discorsi mai troppo raccontati
di sfruttamento e disagio, di incidenti
messi a tacere e di denunce, di situazioni
vergognose e di furbe dimenticanze nel
modo che sanno fare loro e che li ha portati
a essere Targa Tenco 2007 all'interprete.
Il gran finale, come da tradizione, riunisce
sul palco i protagonisti della serata,
con Petra Magoni (impegnata dietro le
quinte per lo speciale Rai in onda l’ultimo
venerdì di novembre ed i primi
due di dicembre) e Peppe Voltarelli (rimasto
‘in famiglia’ dalla sera prima).
Come pezzo conclusivo hanno scelto ‘Yeeeeeeh!’,
successo di Mal dei Primitives scritto
a quattro mani da Luigi Tenco e Sergio
Bardotti: quale modo migliore per far
rivivere sul palco chi non c'è
più?
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