La
seconda serata: da Max a Ginevra
di
Marco Marenco
La
seconda serata del Tenco 2007 inizia alla grande: sale sul
palco Max Manfredi, accompagnato da un pezzo della sua "Staffa":
Marco Spiccio al pianoforte, veterano dell'"infermeria"
del Tenco, e Federico Bagnasco al contrabbasso. Iniziano proponendo
"Un giorno dopo l'altro" di Tenco in una versione
elegante e minimalista e presentano poi "Il regno delle
fate" il bellissimo brano inedito di Max: gli arrangiamenti
sono leggeri, delicati, minimali ma c'è tutto quello
che serve: davvero bravissimi!
E' poi
il turno di Paolo Simoni, il giovane cantautore
segnalato per l'opera prima: inizia a presentare il suo pezzo,
accompagnato da pianoforte, tastiere e batteria, e passa poi
ad una "giovane" rilettura di "Giornali
femminili" caratterizzata da batteria incalzante
ed effetti elettronici.
In questo
veloce, forse troppo, susseguirsi di artisti arriva il turno
di Mauro Ermanno Giovanardi e dei suoi compagni
di viaggio Fabio Barovero dei Mau Mau e il trombettista Paolo
Milanese. Giovanardi, seduto su una spia, inizia con una "Vedrai,
vedrai" a metà tra teatro e musica:
bella questa fusione ottenuta inserendo il pezzo di Tenco
tra un recitato e un'assolo di tromba finale. I tre poi propongono
un brano tratto dallo spettacolo che stanno portando in giro
proprio con questa insolita e formazione: bella e calda l'atmosfera,
anche in questo caso nell'arrangiamento minimale c'è
tutto quello che serve.
Sale
poi sul palco Carmen Consoli, preceduta dalla
sua lunga lista di premi che le sono stati asseganti: due
brani anche per la "cantantessa" catanese: "In
qualche parte del mondo" e la sua "Maria
catena" eseguiti semplicemente voce e chitarra
come nella migliore tradizione cantaurorale.
Chiudono
la prima parte della serata Peppe Voltarelli
che, sempre voce e chitarra, omaggia Tenco con una "Ragazzo
mio" forse un po' troppo urlata passando
poi alla sua "Distratto ma però"
ed Edoardo Bennato che nel suo solito stile,
accompagnato da chitarra acustica, armonica e da una mini-batteria
esegue "Ognuno è libero"
di Tenco e "Lo zio fantastico"
nel quale musica e testo sono enfatizzati da un contrasto
di filmati in bianco e nero proiettati su un maxischermo che
scende sul palco per l'occasione.
La seconda
parte della serata inizia con una graditissima sorpresa fuori
programma: Petra Magoni, incaricata di intervistare
dietro le quinte i protagonisti del Tenco 2007, esce sul palco
e improvvisa una "Quando"
a cappella lasciando il pubblico letteralmente ammutolito
e a bocca aperta: un dei momenti più belli della serata!
Salta
il turno Cammariere, a casa con la febbre,
e si passa alla consegna della targa Tenco per l'opera prima
al gruppo romano degli Ardecore, premiati
per aver saputo portare innovazione e dinamicità nella
musica tradizionale romana. Si presentano in una formazione
un po' ridotta, il chitarrista è a Boston e il batterista,
a casa malato, viene sostituito dal percussionista: anche
così il loro suono basato sull'antitesi dei sintetizzatori,
sax basso, chitarre effettate è sorprendentemente originale.
E' il
turno di Ricky Gianco che torna al Tenco
dopo 30 anni: accompagnato da fior fiore di musicisti - Patrizio
Fariselli al piano e Maurizio Camardi ai fiati – vuole
ricordare una delle personalità meno note di Tenco,
quella rock, così esegue una spensierata "Vorrei
sapere perché" e la sua "Il
vento dell'est" arricchita per l'occasione
con atmosfere word.
E' la
volta di ascoltare un altro pezzo di storia della musica italiana
con gli Skiantos e la loro simpaticissima
performance: partono con "Un giorno di questi
ti sposerò, stai tranquilla" concludendola
con la frase "Fidati, quando prometto io mantengo
sempre!", passano al loro pezzo "Io
dentro" e finiscono sparando una raffica
di freddure e finte citazioni, continuando la gag del "gruppo
impegnato" iniziata negli incontri del pomeriggio: esilaranti!
E se
l'inizio di serata con Max Manfredi è stato portentoso,
il finale lo è altrettanto con una Ginevra
Di Marco in forma smagliante, accompagnata dal suo
super trio. L'artista toscana omaggia Tenco con "Io
sì" trascrivendo il testo al femminile:
bellissima, molto zingaresca grazie ai cambi di tempo e ai
suoni popolari dello Tzouras greco filtrati però da
un attento uso dell'effettistica moderna propria di Magnelli
e compari. Alla fine il brano si trasforma in una danza che
fa scatenare l'intero Ariston. Stupenda anche "Les
Ziganes"
la canzone di Leo Ferrè tratta dall'ultimo album della
Di Marco, alla fine della quale, tutto il pubblico in sala
richiama a gran voce sul palco il quartetto che conclude la
serata proponendo la trascinante riscrittura di "Malarazza"…
e si ritorna a casa davvero soddisfatti!
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