Si
aprono le danze
di
Lucia Carenini
La 32ma edizione del
Club Tenco si apre come di consueto a mezzogiorno al Roof
del Teatro Ariston di Sanremo e già cominciano le emozioni
per questo Tenco dedicato a Tenco. Il primo.

La prima emozione è quella di Simone Cristicchi,
visibilmente raffreddato e febbricitante, ma che ci vuole
essere e vuole ribadire la sua appartenenza a questo luogo
e a questa famiglia, nonostante il successo avuto presso i
"cugini", quelli - li chiama proprio così
- dell'altro festival. Poi racconta il perché dell'avvicinamento
alle tematiche dell'igiene mentale, legato al ricovero del
suo più caro amico in una di queste strutture. Cosa
che lo portò prima a frequentarle - all'inizio come
visitatore, poi come operatore - e in seguito alla volontà,
se non proprio alla necessità, di parlarne, di provare
a gridare al mondo di questo altro mondo.
Un saggio di follia creativa lo offre subito dopo Jacques
Higelin, storico cantautore d'Oltralpe e Premio Tenco
2007. Vulcanico, istrionico, esuberante ed eccessivo, si lancia
in una godibilissima pièce inventata sul momento sull'arte,
sulla creatività, sulla guerra e sull'amore.
Così tra teorie sul fatto che cantare sia come fare
l'amore, perché ci si mette dentro tutto il proprio
essere, rapporto uomo-donna che partono dalla contestazione
giovanile e arrivano a un coito universale tra galassie passando
per la necessità dell'appartenenza senza possesso,
coinvolge, avvolge e affascina starppando un lunghissimo applauso
per uno show fuori programma.
Decisamente più algida e divistica la signora Faithfull.
Accompagnata da una manager-cerbero che abbaia al mondo il
divieto di fotografare, sovrasta in modo abbastanza arrogante,
l'interprete non lasciandogli quasi il tempo di tradurre.
E' poi il turno di Shel Shapiro, che racconta
come, dopo che gli tradussero "Cara Maestra" decise
di cantarla sempre nei suoi concerti assieme a "Masters
of war"
Perché "rispecchiava la nostra voglia di staccarci
dalle canzonette inconsistenti e di cantare di temi sociali,
di lotta, della nostra voglia di cambiare il mondo".
"L'ultimo momento di commozione è per Elena
Ledda e Andrea Parodi, vincitori della Targa per
il disco in dialetto. Ledda racconta della sua amicizia con
Parodi - nata dopo l'abbandono dei Tazenda da parte del cantante
- sfociata nella voglia di sperimentare qualcosa assieme.
Poi conclude: "L'omaggio a Tenco di stasera? Lo canterò
in sardo e riarrangiato in tre tempi. E' più forte
di me, in italiano non riesco proprio a cantare....".
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