La
terza giornata: i grandi nomi
di
Marco
Marenco e Lucia Carenini
Alle
15 di sabato pomeriggio riprendono puntuali
gli incontri al roof dell'Ariston. Enrico
de Angelis e Antonio Silva invitano al
tavolo Morgan, secondo classificato per
il miglior disco dell’anno: è
stato invitato per tutti i tre giorni
ma, a causa di impegni, riesce ad arrivare
solo per l’ultima sera. Annuncia
di essere in procinto di riunire i Bluvertigo,
poi parla - come sempre senza peli sulla
lingua - del suo ultimo lavoro discografico.

Dice che la musica che sente in giro non
gli piace e che quindi è spinto
a comporre per fare ciò che gli
piacerebbe sentire: “faccio
la musica che mi piace, perché
non la trovo nei negozi di dischi. Io
sono uno che compra ancora i cd, ma ritengo
privo di senso il panorama musicale del
momento. Le mie canzoni non sono complicate,
piuttosto sono complesse, perché
sono ricche di spunti che vanno dalla
musica popolare a quella colta. Anche
la struttura dei brani è ‘alla
Morgan’, ossia mi diverto a cambiare
direzione quando il pezzo è quasi
alla fine”. Poi parla di Tenco,
"un autore intelligente e attuale",
dei suoi testi fatti di parole semplici
ma filosoficamente importanti: "le
parole sono quelle che si possono dire
ai bambini: collina, fatina, amore, isola,
ma sono messe insieme in un modo che le
rende profonde e universali. I suoi sono
testi che oggi non sa scrivere più
nessuno" dice. Sostiene che
la grande modernità di questo cantautore
sia il suo pessimismo, "il non
riuscire mai ad accettare se stesso".
Interrogato poi sul suo rapporto con le
cover risponde che solo quando si prende
in mano una canzone la si capisce profondamente
(così ad esempio gli è successo
con l’album “Non
al denaro non all’amore nè
al cielo” di De Andrè),
insomma usa la canzone di altri come palestra.
Sostiene anche che le cover
molto diverse dall’originale non
hanno senso: "se la canzone così
com’è, ha qualcosa da insegnare
non ha senso cambiarla più di tanto".
Arriva poi il turno del vincitore della
targa Tenco 2007 per il miglior disco,
Gianmaria Testa con ‘Da
questa parte del mare’.
Agitatissimo, esordisce con un “Sono
molto impressionato!”. Parla
tra le altre cose di quello che fino al
1° aprile di quest’anno è
stato il suo lavoro: il capostazione,
un lavoro che ha amato, che ha dovuto
a malincuore lasciare per mancanza di
tempo e che gli è valso un articolo
su “Le Monde” intitolato “Il
ferroviere che canta”. Esprime la
sua felicità per la targa Tenco
dicendo che il disco è stato un
lavoro d’equipe: è stato
prodotto da sua moglie e con i musicisti
c’è stata una collaborazione
formidabile e pacifica.
Si siede poi vicino a Testa la cantautrice
Isa (Isabella Maria Zoppi),
in veste di autrice del libro “Il
giorno che passa e consuma. Storia, musica
e parole di Gianmaria Testa”
che è un documento alla carriera
di Gianmaria Testa. Isa racconta di averlo
scritto con grandissimo divertimento ed
entusiasmo, intervistando Gianmaria, sua
moglie, i musicisti dell’attuale
tournée.
E’ poi la volta di Giordano
Sangiorgi, presentato da De Angelis
come “l’anima del MEI
(Meeting delle Etichette Indipendenti)
di Faenza”. Sangiorgi ha fortemente
voluto il libro 'Indipendenti
d’Italia' per tracciare
la storia della musica indipendente dalla
fine degli anni 50 ai 90. “parla
degli artisti e dei produttori che hanno
scritto la colonna sonora di due generazioni
e che sono riusciti in qualche modo a
cambiare il mercato discografico”.
A riprova di ciò - aggiunge - "tutte
le Targhe Tenco di quest’anno sono
andate ad ‘artigiani’ della
discografia, eppure di questo movimento
a latere delle Major non esiste un archivio
storico né radiofonico né
televisivo. Anche oggi non mancano le
intuizioni giuste, ma il mercato spesso
non permette loro di emergere.
Dulcis in fundo, Teresa De Sio
che, reduce da una lunga serie
di cantate insieme a Petra Magoni
e Ginevra Di Marco durante
il dopotenco della sera prima, è
un po’ preoccupata per le sue corde
vocali. Parla di “Sacco
e fuoco” come del
disco che mette a punto la sua idea di
musica, dove si riescono a scorgere gli
insegnamenti di quello che lei considera
un grande maestro di musica popolare:
Matteo Salvatore e di
un altro grande artista come Domenico
Modugno. In particolare il brano
che dà il titolo al cd, spiega
la De Sio, parla della vera storia d’Italia,
spesso ignorata o messa a tacere: l’esercito
piemontese nel 1860 scende nel sud dando
il via ad una vera e propria guerra di
repressione, 685000 sono i morti, 51 i
paesi cancellati dalla carta geografica.
"E a questo si aggiungono un'infinità
di promesse non mantenute. Da lì
però è iniziato il pegno
dell’emigrazione, quella che ci
ha anche reso grandi nel mondo".
La De Sio nell’intervista si descrive
come una donna che ha storie personali
da raccontare e lo vuole fare attraverso
il folk, che è il rock del popolo,
un genere musicale che, dice, non essere
ancora stato contaminato della discografia
e che mantiene "un grande potere
rivoluzionario". E non è
tutto, perché "visto che
è usato nei riti popolari, in questo
senso diventa anche classico".
Prima che lo spazio a sua disposizione
finisca, vuole accanto a se le sue due
accompagnatrici: la violinista Her
e una ragazza malgascia dalla splendida
voce, conosciuta ad un concerto a Palermo
e presenta così quello che farà
in serata:"Questa sera sul palco
vedrete un set femminile colorato e gioioso.
Accanto a me ho chiamato una violinista,
per rendere insieme la dolcezza e la durezza
di Tenco e una cantante che arriva dal
Madagascar con la quale abbiamo tradotto
alcuni versi di Tenco. Avrete così
l’occasione unica di sentire Luigi,
in parte, in malgascio. Di mio ho scelto
un brano che racconta di due sguardi sullo
stesso mare, quello dell’Italia
meridionale che è anche quello
del Nord Africa, per celebrare la ricchezza
delle diversità”.
Nel tardo pomeriggio riesce ad arrivare
alla conferenza stampa anche Irene Grandi.
Si dice stanca ma molto felice di poter
partecipare al Tenco: è gentilissima,
ringrazia tutti molte volte per l’invito:
"Considero la partecipazione
a questa Rassegna un riconoscimento alla
mia maturazione artistica. Forse significa
che è arrivato il messaggio di
‘Bruci la città’".
E aggiunge "Amo le incursioni
in generi che non mi appartengono propriamente,
soddisfano la mia necessità di
essere un’interprete a tutto tondo".
Poi parla della sua amicizia con Stefano
Bollani: "Sto pensando
al jazz, che farei volentieri se Stefano
mi prendesse per mano” e comunica
che quella sera sarà per la prima
volta accompagnata al pianoforte da Morgan.
Conclude dicendo di ritenere le cover
"una buona palestra per imparare
ad usare la voce in modi diversi",
ma di non essersi mai cimentata prima
con il repertorio di Tenco. E stasera
con Morgan? “Sarà una
sorpresa anche per noi: non abbiamo ancora
deciso che pezzo faremo”.
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