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BiELLE Festival
2007: un Club Tenco nel segno di Tenco

Teresa de Sio

Gianmaria Testa e Isa


Giordano Sangiorgi

Teresa de Sio


Gianmaria Testa e Isa

La terza giornata: i grandi nomi
di Marco Marenco e Lucia Carenini

Alle 15 di sabato pomeriggio riprendono puntuali gli incontri al roof dell'Ariston. Enrico de Angelis e Antonio Silva invitano al tavolo Morgan, secondo classificato per il miglior disco dell’anno: è stato invitato per tutti i tre giorni ma, a causa di impegni, riesce ad arrivare solo per l’ultima sera. Annuncia di essere in procinto di riunire i Bluvertigo, poi parla - come sempre senza peli sulla lingua - del suo ultimo lavoro discografico.



Dice che la musica che sente in giro non gli piace e che quindi è spinto a comporre per fare ciò che gli piacerebbe sentire: “faccio la musica che mi piace, perché non la trovo nei negozi di dischi. Io sono uno che compra ancora i cd, ma ritengo privo di senso il panorama musicale del momento. Le mie canzoni non sono complicate, piuttosto sono complesse, perché sono ricche di spunti che vanno dalla musica popolare a quella colta. Anche la struttura dei brani è ‘alla Morgan’, ossia mi diverto a cambiare direzione quando il pezzo è quasi alla fine”. Poi parla di Tenco, "un autore intelligente e attuale", dei suoi testi fatti di parole semplici ma filosoficamente importanti: "le parole sono quelle che si possono dire ai bambini: collina, fatina, amore, isola, ma sono messe insieme in un modo che le rende profonde e universali. I suoi sono testi che oggi non sa scrivere più nessuno" dice. Sostiene che la grande modernità di questo cantautore sia il suo pessimismo, "il non riuscire mai ad accettare se stesso". Interrogato poi sul suo rapporto con le cover risponde che solo quando si prende in mano una canzone la si capisce profondamente (così ad esempio gli è successo con l’album “Non al denaro non all’amore nè al cielo” di De Andrè), insomma usa la canzone di altri come palestra. Sostiene anche che le cover molto diverse dall’originale non hanno senso: "se la canzone così com’è, ha qualcosa da insegnare non ha senso cambiarla più di tanto".


Arriva poi il turno del vincitore della targa Tenco 2007 per il miglior disco, Gianmaria Testa con ‘Da questa parte del mare’. Agitatissimo, esordisce con un “Sono molto impressionato!”. Parla tra le altre cose di quello che fino al 1° aprile di quest’anno è stato il suo lavoro: il capostazione, un lavoro che ha amato, che ha dovuto a malincuore lasciare per mancanza di tempo e che gli è valso un articolo su “Le Monde” intitolato “Il ferroviere che canta”. Esprime la sua felicità per la targa Tenco dicendo che il disco è stato un lavoro d’equipe: è stato prodotto da sua moglie e con i musicisti c’è stata una collaborazione formidabile e pacifica.
Si siede poi vicino a Testa la cantautrice Isa (Isabella Maria Zoppi), in veste di autrice del libro “Il giorno che passa e consuma. Storia, musica e parole di Gianmaria Testa” che è un documento alla carriera di Gianmaria Testa. Isa racconta di averlo scritto con grandissimo divertimento ed entusiasmo, intervistando Gianmaria, sua moglie, i musicisti dell’attuale tournée.

E’ poi la volta di Giordano Sangiorgi, presentato da De Angelis come “l’anima del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza”. Sangiorgi ha fortemente voluto il libro 'Indipendenti d’Italia' per tracciare la storia della musica indipendente dalla fine degli anni 50 ai 90. “parla degli artisti e dei produttori che hanno scritto la colonna sonora di due generazioni e che sono riusciti in qualche modo a cambiare il mercato discografico”. A riprova di ciò - aggiunge - "tutte le Targhe Tenco di quest’anno sono andate ad ‘artigiani’ della discografia, eppure di questo movimento a latere delle Major non esiste un archivio storico né radiofonico né televisivo. Anche oggi non mancano le intuizioni giuste, ma il mercato spesso non permette loro di emergere.

Dulcis in fundo, Teresa De Sio che, reduce da una lunga serie di cantate insieme a Petra Magoni e Ginevra Di Marco durante il dopotenco della sera prima, è un po’ preoccupata per le sue corde vocali. Parla di “Sacco e fuoco” come del disco che mette a punto la sua idea di musica, dove si riescono a scorgere gli insegnamenti di quello che lei considera un grande maestro di musica popolare: Matteo Salvatore e di un altro grande artista come Domenico Modugno. In particolare il brano che dà il titolo al cd, spiega la De Sio, parla della vera storia d’Italia, spesso ignorata o messa a tacere: l’esercito piemontese nel 1860 scende nel sud dando il via ad una vera e propria guerra di repressione, 685000 sono i morti, 51 i paesi cancellati dalla carta geografica. "E a questo si aggiungono un'infinità di promesse non mantenute. Da lì però è iniziato il pegno dell’emigrazione, quella che ci ha anche reso grandi nel mondo". La De Sio nell’intervista si descrive come una donna che ha storie personali da raccontare e lo vuole fare attraverso il folk, che è il rock del popolo, un genere musicale che, dice, non essere ancora stato contaminato della discografia e che mantiene "un grande potere rivoluzionario". E non è tutto, perché "visto che è usato nei riti popolari, in questo senso diventa anche classico". Prima che lo spazio a sua disposizione finisca, vuole accanto a se le sue due accompagnatrici: la violinista Her e una ragazza malgascia dalla splendida voce, conosciuta ad un concerto a Palermo e presenta così quello che farà in serata:"Questa sera sul palco vedrete un set femminile colorato e gioioso. Accanto a me ho chiamato una violinista, per rendere insieme la dolcezza e la durezza di Tenco e una cantante che arriva dal Madagascar con la quale abbiamo tradotto alcuni versi di Tenco. Avrete così l’occasione unica di sentire Luigi, in parte, in malgascio. Di mio ho scelto un brano che racconta di due sguardi sullo stesso mare, quello dell’Italia meridionale che è anche quello del Nord Africa, per celebrare la ricchezza delle diversità”.

Nel tardo pomeriggio riesce ad arrivare alla conferenza stampa anche Irene Grandi. Si dice stanca ma molto felice di poter partecipare al Tenco: è gentilissima, ringrazia tutti molte volte per l’invito: "Considero la partecipazione a questa Rassegna un riconoscimento alla mia maturazione artistica. Forse significa che è arrivato il messaggio di ‘Bruci la città’". E aggiunge "Amo le incursioni in generi che non mi appartengono propriamente, soddisfano la mia necessità di essere un’interprete a tutto tondo". Poi parla della sua amicizia con Stefano Bollani: "Sto pensando al jazz, che farei volentieri se Stefano mi prendesse per mano” e comunica che quella sera sarà per la prima volta accompagnata al pianoforte da Morgan. Conclude dicendo di ritenere le cover "una buona palestra per imparare ad usare la voce in modi diversi", ma di non essersi mai cimentata prima con il repertorio di Tenco. E stasera con Morgan? “Sarà una sorpresa anche per noi: non abbiamo ancora deciso che pezzo faremo”.

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09-10-2007
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