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"I
corpi non attraversano i muri, il pensiero sì"
di
Lucia Carenini
Giornata
intensa al Mantova Musica Festival. Molto caldo e molti eventi,
culminati con la prima serata della Rassegna dove gli applausi non
si sono lesinati. E non solo per Luca Carboni e Simone Cristicchi
o per l'esilarante siparietto di dario Vergassola, ma anche e soprattutto
per le proposte del Festival.
Il pomeriggio inizia alla Loggia del Grano con la presentazione
de "Il libretto mosso del Mei", libello in cui John Vignola
esamina la realtà musicale delle indies italiane e il loro
raduno annuale: il Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.
Si parla del "caos creativo del Mei", di come nei suoi
10 anni di vita abbia non solo saputo tener fronte alla "caporetto
della discografia", ma addirittura sia riuscito a crescere,
rivelandosi una realtà in crescita.
Gli incontri con l'autore continuano con Dori Ghezzi e Elena Valdini,
che insime a Enzo Gentile e a Enrico de Angelis parlano dell'ultimo
- in ordine di tempo - dei tanti libri usciti su Fabrizio de André.
Un "libro parlato", lo definisce de Angelis, in quanto
raccoglie parole che originariamente non erano nate per essere scritte,
ma riferite in lezioni, convegni, seminari, giornate di studio.
"Volammo davvero, questo il titolo del volume" è
una memoria storica importante, perché riporta non solo le
voci di studiosi, musicologi o addetti ai lavori, ma anche i pensieri
di tante "persone del pubblico" che hanno voluto dire
la loro durante un convegno. "E questo è importantissimo"
- sottolinea con il giusto orgoglio Dori Ghezzi - "perché
più si va avanti e più mi rendo conto che Fabrizio
è davvero di tutti. La sua opera è un bene universale,
come la musica di Mozart. Quindi è giusto che venga eseguito,
reinterpretato, come si fa con le sinfonie, con le opere, con il
teatro. l'opera di fabrizio non è intoccabile, anzi bisogna
osare di più, i giovani lo devono cantare, ma non filologicamente,
lo devono rileggere con la loro sensibilità".
Conclude la tornata odierna degli incontri con l'autore la conversazione
di Enzo Gentile con Simone Cristicchi. "Con Centro di Igiene
mentale sono uscito dalla gabbia della canzone - rivela il neo vincitore
del Festival di Sanremo - una gabbia di tre minuti che a volte mi
sta stretta. Nel libro ho potuto usare tante pagine per raccontare
la stessa storia che in una canzone devo ridurre a pochi versi.
Ho potuto spaziare, descrivere, soffermarmi sui particolari, trattenermi
su un'immagine. Questo libro è stato il punto di arrivo di
un progetto e contemporaneamente è il punto di partenza per
un altro - aggiunge Cristicchi. Sto infatti contattando personaggi
come Lucio Dalla, Alessandro Gassman, Gigi Proietti, Marina Massironi...
Ognuno leggerà una delle "Lettere da Volterra"
dando vita a questi personaggi. E il tutto diventerà un film,
a parziale risarcimento di quelle storie. Alla domanda sull'esperienza
festivaliera, Simone afferma di essersi divertito. "E' stato
come superare un esame per uno studente che si è preparato
bene. Avevo un progetto da presentare, un lavoro a cui avevo dedicato
tempo e energia. Ti regalerò una rosa è uscita quasi
da sola, l'ho scritta e arrangiata in un pomeriggio. Vincere poi
è stato commovente e emozionante. ma mi ha buttato addosso
anche un bel po' di responsabilità: addirittura una ragazza
sta facendo una tesi sull'impatto mediatico ddella canzone. Sta
telefonando a diverse case protette e istituzioni simili e nove
su dieci hanno affermato che dopo l'uscita del disco molta gente
li ha contattati per avere informazioni, per offrirsi a fare volontariato.
poi se la cosa si fermi a un pomeriggio o diventi continuativa è
un altro discorso... ma l'importante è aver smosso qualcosa.
Sul versante "Musica in piazza" sono Maler e Patrizia
Laquidara le stelle della giornata. Dopo una serie di inconvenienti
tecnici che ne rallentano l'inizio, l'esibizione del cantautore
veronese si rivela un momento intenso, con la lettura di una serie
di passi tratti da un fantomatico "diario di un viaggio senza
ritorno di un anonimo viaggiatore" a intervallare le canzoni
della sua recente opera prima. In bilico tra ritmi zigani e America
latina, accompagnato da una band di ottimi musicisti, Maler si dimostra
capace di tenere il palco e di essere dotato di una sua netta vena
di originalità.
Non da meno è Patrizia Laquidara. Nuovo look: capelli corti
e abito lungo bianco - ma sempre a piedi nudi sul palco - snocciola
funambolicamente - è il caso di dirlo - le canzoni del suo
ultimo album con lievità e forza, con delicatezza e decisione,
con virtuosismi ed equilibrio, con armonia, insomma.
L'appuntamento successivo è in Piazza Sordello per la prima
serata della rassegna. Diciotto artisti "emergenti" presenteranno
i loro brani nelle tronferirà una targa al progetto più
meritevole. Il tutto intervallato da ospiti illustri e sketch comici.
Tra le proposte della prima serata si è sicuramente fatta
valere Micol Barsanti, giovanissima genovese dal piglio rock che
potrebbe aver le carte in regola per crescere bene. Gli altri partecipanti
della serata avevano sicuramente dalla loro una maggiore esperienza
sul palco. Sono state quattro proposte di ottima qualità
che hanno spaziato tra i generi: dalla ballata classica di Gigi
Marras alla canzone più arrabbiata di Germano Bonaveri. Dalla
musica gentile e vagamente prog dei Sursum corda alla travolgente
performance in odore di Creuza de mà di Roberta Alloisio
e della sua band che ci ha regalato uno stornello tradizionale genovese
riarrangiato su cadenze arabeggianti e un pezzo di storia della
repubblica marinara in chiave mediterranea.
Tra gli ospiti, applauditissimi Luca Carboni e Simone Cristicchi,
per non parlare delle travolgenti gag di Dario Vergassola che hanno
dato una sferzata di ilarità alla piazza.
Domani la seconda puntata |