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Mantova Musica Festival
Anteprima: Serata-omaggio a Puccini








"Abbattere i muri tra generi musicali"
di Lucia Carenini

Arrivare a Mantova è sempre un piacere. Ti accoglie con quel suo profilo di torri e cupole, incastrato tra i nannufari del lago e l’azzurro del cielo. Ci sarebbe da fermarsi lì, a metà del ponte, a riempirsene gli occhi.

Ma proseguiamo, perché in Piazza Sordello il palco è pronto ad accogliere la prima serata del Mantova Musica Festival. Questa quarta edizione ha scelto per tema i muri: muri come barriere da abbattere, visti in una serie di contesti. Muri fisici e muri culturali, muri spirituali e muri morali costituiranno il fil-rouge che legherà le quattro giornate. E per iniziare a rompere i muri della tradizione musicale, "per sentirsi liberi di cantare qualsiasi cosa" - come dice la regista, Velia Mantegazza - "questa sera il protagonista sarà Giacomo Puccini. Perché cimentarsi con un compositore di grandezza universale è già di per sè abbattere un bel muro". Un Puccini, quindi, rivisitato, corretto e riarrangiato dal maestro Marco Biscarini, che non solo ha dirigerà l’Orchestra Bruno Maderna di Forlì, ma ha soprattutto riscritto le partiture cercando di tener conto delle capacità, dello stile e della personalità dei diversi esecutori. Esperimento difficile. Non c'é dubbio.

La sfida è stata raccolta da una decina di esponenti del panorama musicale italiano, ed è stata decisamente vinta da chi ha “osato di più”. Riuscitissima infatti la proposta di Raiz, che ha trasformato “Tre sbirri e una carrozza” in una sorta di rap-rock originale e pieno di corpo e di grinta creando un'osmosi tra il soggetto dell’aria e il suo approccio artistico.

Altra performance degna di nota quella di Ricky Gianco, che ha interpretato “Vissi d’arte, vissi d’amore” in una chiave del tutto inedita. Dopo un primo attimo di spiazzamento, l’operazione si è dimostrata vincente, ne è uscita una sorte di murder ballad dai toni rock: potente, matura, aromatica.

Molto interessanti anche le esecuzioni al piano di Patrizio Fariselli – che ha svelato anche una notevole vena comica montando uno sketch di argomento filosofico-astronomico-automobilistico con Zuzzurro - e di Ezio Bosso che ha incantato la platea con il suo contrabbasso.

Decisamente più classiche le scelte di Gino Paoli, interprete di “Sono andati” e “non vidi donna” in chiave canzone anni sessanta e di Eugenio Finardi, che ha eseguito “E lucean le stelle” in uno stile tra il blues e l'opera rock che ha lasciato trasparire tutto il suo background (la madre era una cantante lirica) ma non ci ha convinti fino in fondo.

Non ci ha convinto del tutto nemmeno Lucia Vasini nelle vesti di presentatrice (molti tentennamenti, qualche vuoto di scena) e nemmeno la presentazione di Lidia Ravera, secondo la quale la parola "civile" sarebbe una brutta parola (ma perché mai?). Concediamo però a tutti il beneficio dell’emozione da prima serata. Ma ora il ghiaccio – o il primo muro, per restare in tema – è rotto.
Domani si parte davvero.


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Ultimo aggiornamento: 23-05-2007  
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