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BiELLE EVENTI

Targhe Tenco 2007

 

I risultati 2007

Ottimi i verdetti emersi dal Tenco. Da questa parte del mare il miglior disco, Avanti pop i migliori interpreti. Appartiene forse invece a un assodato costume italico la scelta di premiare Rosa Resolza di Andrea Parodi e Elena Ledda. E' un buon disco, ma l'impressione è che, come spesso accade, si sia voluto dare una sorta di premio in extremis dettato dalla commozione. Qualche riserva ma di metodo e non di merito abbiamo anche sul premio all'esordiente, assegnato a Chimera, di Ardecore; il lavoro è meritevolissimo, ma il cd è stato irreperibile fino a fine settembre.

Il parere di Bielle

Basta consultare i nostri "imperdibili" per trovare conferma. Su Da questa parte del mare non si discute. Tra i giovani avevamo indicato Giua con il suo Giua e Gerardo Balestrieri, con I nasi buffi e la scrittura musicale e per il dialetto indiscutibilmente Sacco e Fuoco di Teresa de Sio. Tra gli interpreti il nostro cuore stava tra Sotto il Pavé la spiaggia di Alessio Lega e Avanti Pop dei Tetes de Bois. Manca sempre la categoria dei "non più esordienti", dove quest'anno ci sarebbe stata benissimo Patrizia Laquidara.


Targhe Tenco

Enrico De Angelis: "La storia del Club Tenco"

Targhe Tenco 2006

Targhe Tenco 2005

Traghe Tenco 2004

Targhe Tenco 2003


Club Tenco

Ascolti: le canzoni premiate

Tutte le Targhe Tenco

Le foto dell'edizione 2005

Le foto dell'edizione 2006

Luigi Tenco

L'intervista con Gianmaria Testa
Da questa parte del mare è Targa Tenco 2007. Una vittoria meritata tre volte. Prima di tutto perché è un bellissimo disco. Poi perché tocca un tema impegnato, dimostrando che di cose serie si può parlare senza essere pallosi e anche non a forza di slogan, ma con delicatezza, quasi sottovoce ma non per questo senza farsi sentire. E poi perché Gianmaria al Tenco finora s'era visto proprio pochino: una fugace apparizione al fianco di Nada nel 1999. Ci ritorma passando dalla porta principale. Cosa buona e giusta. Ecco le sue impressioni "a caldo", all'indomani della notizia - vai all'intervista

La scheda su Jacques Higelin

Jacques Higelin è è un idolo delle folle in Francia, ma nel nostro Paese è pressoché sconosciuto. A noi lo ha presentato Alessio Lega, cantautore francofilo.- vai all'articolo

La prima giornata

La prima serata
La seconda giornata
La seconda serata
La terza giornata
La terza giornata "Spazio Tenco"
La terza serata

Le "cinquine" delle nomination


Come già fatto lo scorso anno con ottimi risultati, gli organizzatori del Tenco hanno diviso le votazioni della giuria di giornalisti in due parti: la prima serve come scrematura per identificare una cinquina "ufficiale" di finalisti tra cui scegliere un vincitore. Sistema efficace e che evita alcune delle distorsioni rilevate (e da noi rimarcate) negli scorsi anni, quando a volte è bastato un pugno di voti per conferire una targa. Ma quest'anno si direbbe che i voti siano stati piuttosto omogenei, tanto che alcune cinquine sono diventate sestetti. Eccole(i) per categoria:


Album dell'anno:


Niente da eccepire: sei lavori di grande peso, in cui ha prevalso quello "più pesante", ossia "Da questa parte del mare", lavoro di grande spessore e intensa comunicazione cantato e suonato meravigliosamente da GianMaria Testa e i suoi fidi pard con la chicca aggiuntiva di Bill Frisell. Meritato anche il secondo posto di Morgan, con un'opera oscura e contorta, sofferta e intricata come "Da A ad A" ricchissima di spunti e stimoli. Due dischi tra i sei vengono da Sanremo, a dimostrazione che al Festival si può anche fare canzone d'autore. E anche Patrizia Laquidara è passata dal palco dell'Ariston. Resta il dubbio che lei, vera sorpresa della stagione, sia stata un po' il vaso di coccio tra i vasi di ferro e per questo motivo non abbia potuto conquistare un premio che avrebbe anche meritato.

Di qui ribadiamo la nostra modesta proposta: due categorie, una di chi ha già vinto una targa Tenco e una di chi potrebbe vincerla. La prima categoria è destinata fatalmente ad allargarsi nel tempo e a dare luogo a plurivincitori o superivincitori delle Targhe Tenco. Troppo democratico? Forse, ma è forse anche l'unico "criterio matematico" applicabile al caso. E poi anche le nomination stanno funzionando egregiamente anche dal punto di vista degli artisti che non hanno vinto, ma che si sono trovati investiti di una sorta di ufficialità. E' un modo per consentire a Giua, quando farà il suo secondo disco (o a Luf o a Luigi Maieron o a Federico Sirianni) di non dover scendere in gara contro De Gregori, Paolo Conte o Vinicio Capossela. Meditate gente, meditate.

Le altre categorie

Album in dialetto:

Cinquina abbastanza debole: i lavoro di Gragnaniello e Sancto Janne non aggiungevano niente a quanto già si sapeva di loro. "I Virasolehs" dei Lou Dalfin è un ottimo disco, ma Berardo e soci hanno fatto di meglio. E soprattutto "Sacco e fuoco" della De Sio si staccava di 5 spanne sopra i concorrenti. Disco vigoroso e intenso, muscolare e popolare nel senso migliore della parola: genuinamente in dialetto ed attaccato a un concetto di musica popolare che si coniuga con autorità alla canzone d'autore. Purtroppo Teresa, il nostro disco dell'anno per il 2007 (Bielle segue il calendario giuliano), è arrivata solo seconda. Ledda e Parodi fanno indubbiamente un buon disco, ma avrebbe vinto senza la commozione per la morte di Parodi? Forse è anche giusto come una sorta di premio alla carriera, di ricoscimento in extremis, ma la domanda rimane senza risposta.

Opera Prima:

Ottimo sestetto. Prevale la chimerica "Chimera", l'ufficio stampa della quale merita il premio alla tempistica nell'invio ai giurati. Noi (che non l'abbiamo ricevuto), abbiamo cercato (inutilmente) di aquistarlo nei regolari negozi e anche su internet. Ci siamo riusciti solo a fine settembre (alle Feltrinelli e Mondadori di Milano il disco era in catalogo per ottobre). Il cd è indubbiamente un lavoro di valore, ma forse avrebbe dovuto concorrere alla targa 2008 o forse ancora alla targa come "miglior secondo disco" o "migliore interprete", visto che la prevalenza delle canzoni originali è davvero risicata. "Giua" continua a restare tra i nostri preferiti, assieme ai "Nasi buffi" di Balestrieri. Ci stupisce poi un po' l'assenza di Mattia Donna dalla cinquina.

Migliore Interprete:


Questa volta ci sarebbero voluti più premi interprete. Eccezionali i Tetes de Bois, ottimi gli Avion Travel, emozionante Ginevra Di Marco, discontinuo ma molto interessante e splendida operazione culturale Alessio Lega, classico ma molto elegante Ermanno Giovanardi. Spinetti e Magoni sono due grandi animali da palcoscenico, virtuosi indubbi, ma le arie sacre di "Quam dilecta" le rimandiamo al mittente senza dolore.
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