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BiELLE Concerti
Genesis live a Roma, Circo Massimo

Ognuno è solo davanti ai propri miti
di Andrea Barbazza

Così, alla mia "veneranda" età mi trovo solo ed inerme dinnanzi a tanta emozione. Sembra strano, ma (con tanti concerti a cui mi son recato) i Genesis non li avevo mai visti dal vivo... una "verginità" persa questo sabato, e forse nel migliore dei modi.
La scodella del Circo Massimo, polverosa e calda (nonché, purtroppo, scomoda), è gremita di migliaia di colori e di attesa, ed io sono lì, solo (amici nel raggio di quattro-cinque metri), a scaldare i motori della macchina fotografica e dei miei ricordi... a 14 anni Selling usatissimo, ascoltato 10 volte prima di acquistare il nobile vinile, e poi Foxtrot, Nursery, in ospedale Lamb dono del nonno (le parole inglesi - ed italiane, di Gallo - registrate in me prima di sentire sola una nota). E poi gli altri, a memoria. E poi i cd. E poi... Turn It On Again Tour..

EIl palco farà cambiare un modo di dire. Si diceva "un palco alla Pink Floyd", ora non più. 64 metri. SESSANTAQUATTROMETRI. Come spiegarlo... pensate uno schermo (vabbè, se siete tecnici chiamatelo ledwall di 90 milioni di led) sagomato in altezza e piegato ad onda, con i nostri eroi che si trovano nella piega centrale. Aggiungeteci due schermi ovali ai lati. Aggiungeteci Roma, migliaia di persone, un Circo Massimo circondato da splendidi monumenti, una notte di sogno ed i Genesis. Ah, fuochi artificiali alla fine. Ma dimenticavo: voi non c'eravate... come posso spiegare i colori ad un cieco?

Migliaia di persone in un Circo Massimo circondato da splendidi monumenti, ho detto... come un brulicare, là sotto, di un mondo di insetti tropicali. A fianco padre e figlio emiliani, dietro un figlio che si dispiace che il genitore sia un appassionato di mazurke, poco più avanti il mio amico Michele e sua moglie Jenny. Michele e Jenny, coppiettina della mia età, venuti tenendosi per mano e senza il figlio quindicenne, mica matto, meglio ascoltarsi un cd nel fresco di casa.

Behind the lines è al buio, ad attendere l'esplosione delle luci e ci si muove fino a Turn it on again: "I get so lonely when she's not there", so lonely. Solo e felice, ci sono dei momenti nei quali sei solo e felice, felice anche se sei solo. Solo come una falciatrice dimenticata sul prato... anche se c'è tanto pop e poco prog.

E poi avanti fino alla gabbia, un nodo in me, there's sunshine in my stomach, ed il manichino è alto una dozzina di metri, bianco... e corre, dietro di loro, dietro sbarre rosse fino ad infrangersi in mille pezzi: ho riempito la scheda della digitale e gli occhi di lacrime di felicità... si, mi sono commosso mentre gridavo "In the cage. Get me out of this cage!".

Come mi sono commosso al tramonto, I miss you more, e quando la tengo nel cuore: io voglio che lei si ricordi che Whenever you want me to, Whenever you call oh I will be there, Yes I will be there. Solo, con tre quarti della mia vita da guardare: che tenerezza fa il mio me stesso. Se il vostro cuore non si raggomitola quando lei Just throwing it all away, Throwing it all away, allora non siete come me, non posso contagiarvi questa febbre.

Anche Home by the sea e Domino hanno filmati elettronici grandiosi, mentre Firth of the Fifth ha un Daryl di 12 metri che ti strapazza l'anima. Mama si colloca qui, prima delle ondine dolcissime.

Dirvi tutti i petali di questo fiore... perché? Anche loro (Loro, con la G maiuscola) avrebbero difficoltà a dirvi cosa hanno sofferto nello scartare.

Poi viene il momento di un mostro PhilChester a 4 braccia, un duet solo padre di un apocalittico Los Endos, croce e delizia di A Trick Of The Tail, delizia per la suite piena di colpi di scena, croce perché non sentirò mai, temo, Squonk dal vivo.

I bis non vengono neppure staccati dal corpo del concerto, e così si arriva a Carpet Crawlers. Verso la fine le immagini del muro luminoso sono state sostituite da foto di "famiglia" (anche Steve con gli occhialoni grossi e Peter con tonsura) e filmati ingialliti (Phil, col fiatone, riprova le sue perfomance)... si, sono invecchiati.

Anzi, SIAMO invecchiati!

Però... siamo invecchiati bene, assieme.


Formazione:

Tony Banks:
tastiere
Mike Rutherford: chitarre e basso
Phil Collins: voce e batteria
Chester Thompson: batteria

Daryl Stuermer: chitarra e basso

Sul web

Sito ufficiale
 
Concerto del 14-07-2007
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