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BiELLE Concerti
Saxon al Live Club di Trezzo sull'Adda (Bg)




Le leggende del metal sono ancora agguerrite
di Alessandro Craxi

A metà aprile si sono materializzati nel bergamasco quelli che sono stati gli alfieri della New Wave of British Heavy Metal, i primi a pubblicare un album ( l’omonimo “Saxon” del 1979) e ad intraprendere instancabili lunghi tour, sia in patria che in Europa, per proporre uno stile musicalmente roccioso con liriche epiche e ad argomento vagamente pagano con riferimenti a leggende celtiche et similia.

Certo intendiamoci, il genere dalle nostre parti non era ancora sdoganato, l’equivoco che il rock pesante fosse “di destra”, sulla base di indizi quali la doppia svastica dei Kiss o l’ analogo simbolo dei Blue Oyster Cult, pesava su un pubblico giovanile molto piu’ orientato a seguire il progressive di Genesis o King Crimson degli show da baraccone della premiata coppia Paul Stanley/Gene Simmons. Il successo per i Saxon non arrivo’ immediato, il botto lo fecero con “Wheels of steel” che è tuttora uno dei grandi capolavori del rock pesante, con assolute vette di coinvolgimento emotivo per il rockettaro duro e puro quali “Motorcycle man” o la stessa title track, mid-tempo che ricorda vagamente le cose migliori degli AC/DC.
Quell’album, insieme ai primi sforzi degli Iron Maiden e dei Def Leppard e a quelli di recente riesumati dei Tygers of Pan Tang (veramente bello e grezzo il primo “Wild cats”) e degli Angel Witch, eredi mancati dei Black Sabbath con le loro tematiche soprannaturali, costituì uno dei capisaldi del successivo boom del metal nella seconda metà degli anni ottanta, i cui capostipiti sono stati senza ombra di dubbio i Judas Priest con il loro uso massiccio delle chitarre in doppio assolo, per la verità mutuato dai Thin Lizzy - a parere del sottoscritto forse il miglior gruppo inglese di hard rock di tutti i tempi - ma con risonanza sonica molto più metallica e tematiche “forti”.
Comunque il successivo “Strong arm of the law” ed il terzo “Denim and leather” con “W.o.S.” costituiscono un trittico imperdibile del rock inglese anni ottanta, un po’ come “Led Zeppelin II” e “Made in Japan” lo furono nei settanta.
Poi i Saxon, forse per approcciare il mercato americano, un po’ più“easy listening”, forse per darsi un’altra impronta stilistica, cominciarono ad ammorbidire i toni producendo una serie di album di buona fattura ma non certo del livello dei primi, se si eccettua l’ottimo “Crusader”.

Insomma delle vere leggende del metal ormai, con quasi 30 anni di attività alle spalle, quindi al mio arrivo al Live Club di Trezzo sull’ Adda, a concerto iniziato, non mi stupisco di trovare una band ancora agguerrita, pur col solo cantante Biff presente, almeno ad occhio, ed alcuni comprimari più giovani ma tecnicamente alquanto agguerriti.

L’ ultimo “Inner sanctum” è ben fatto ma emoziona molto meno rispetto ai gloriosi episodi degli esordi, qualche canzone riproposta in concerto muove dentro qualcosa ma è con gli hits metal dei primi anni ottanta che i nostri catturano il pubblico.

In ogni caso la data bergamasca ha confermato che non c’è niente come il vecchio e sano rock’n’roll per smuovere animi e culi, e in questo gli inglesi sono incomparabili maestri..

Concerto del 15-04-2007  
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