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Presentazioni & concerti
Radiodervish: "Amara terra mia"


Archeologia industriale e uomini in movimento
di Lucia Carenini

Sesto San Giovanni, Spazio Mil. Arrivi nella nebbia e subito ti colpisce quel carro-ponte, gigantesco, che manda bagliori di rosso, imponente ricordo di archeologia industriale. Mil (Museo dell’industria e del lavoro), è stato fortemente voluto dal Comune di Sesto San Giovanni, per ricordare e celebrare la sua storia di civiltà operaia e si trova negli ex-magazzini Breda. Mattoni, cemento, travi d’acciaio e vetro, che racchiudono uno spazio teatrale (circa 300 spettatori), uno spazio caffè-wine bar con sala per cabaret-musica (150 persone) e un’area esterna per concerti dal vivo, sotto il carro ponte, appunto.

La sala piccola, gestita dal Comune e dal Teatro Filodrammatici ospiterà un’ interessantissima stagione teatral-musicale. Ad aprirla i Radiodervish, con “Amara Terra Mia”, spettacolo (da cui è stato tratto l’ultimo cd del gruppo uscito lo scorso ottobre) che racconta di terre, viaggi, partenze e approdi, nel quale alcune delle canzoni più notte scritte da Nabil e Michele Lobaccaro si intrecciano con i testi letti dall'attore Giuseppe Battistion. Parole e musiche raccontano i legami tra Oriente e Occidente, la precaria mobilità e fragilità di esseri umani in costante movimento non solo fisico ma anche psichico ed intellettuale.

Sul palco assieme a Nabil (canto, chitarra e aggeggi) e Michele Lobaccaro (basso e chitarre) ci sono Alessandro Pipino (tastiere) e Anila Bodini (violino). E, soprattutto, la voce recitante: l'attore Giuseppe Battiston.

Suggestivo il progetto luci e allestimento scenico di Vincent Longuemare: uno steccato a più livelli fatto di steli che reggono una lampadina a fiammella creando una struttura che si illumina su piani diversi, creando nel suo minimalismo piani prospettici diversi che sottolineano le diverse fasi del racconto sonoro.

Lo spettacolo è un raffinato disegno tracciato dall’incontro tra le melodie con testi multilingue dei Radiodervish - che trovano le loro radici sia nella tradizione araba che nella musica d’autore italiana - e le letture di Battiston, che spaziano dalla poesia di Adonis, alla cronaca di un viaggio nella moderna deportazione dei cpt di Giovanna Boursier che si intreccia con la bellissima versione di Amara Terra mia di Domenico Modugno, riarrangiata da Franco Battiato e cantata da Nabil in italiano e in arabo. Cantati e letture si alternano e ricostruiscono il travaglio umano. Migrazioni passate e presenti, spaesamento, plagio, dialogo tra religioni, dolore di un mondo “che soffre così tanto da credere che odio e violenza siano l’unica soluzione possibile”

Così toccando il romanzo epistolare di Khaled Foud Allam, la parabola di Gotthan Ephraim-Lessing e il saggio di Franco Cassano lo spettacolo culmina in quel meraviglioso intreccio di canzone-poesia-musica-canto che è la Lettera dal carcere di Gramsci che sfuma, si evolve e diventa La rosa di Turi/Dighidam.

Come non dire poi della liricità e del sincretismo di brani come L’esigenza, o Centro del mundo, in cui delicatezza, sperimentazione, linguaggi diversi, si coniugano a trame intessute con strumenti assolutamente tradizionali - non c’è nulla di “etnico” nell’armamentario dei Radiodervish – che riescono però a trasmettere quella sensazione di oriente e occidente che si mescolano, quella emozione di essere, quasi miracolosamente, riusciti ad andare oltre?

Suggestione, emozione, riflessioni, spiritualità per 90 minuti di musica toccante – un bravo per Anila Bodini che, sostenuta dalle tastiere di Pipino ha creato con il suo violino alcuni momenti di “musica liquida” capace di penetrarci in ogni poro – e di parole mai banali, mai fuori luogo che si fondono, si intrecciano e si mescolano con la parte sonora.

Torniamo a casa con la consapevolezza di aver assistito ad uno di quei rari casi in cui il valore del risultato è superiore alla somma dei singoli elementi e soprattutto a un tutt’uno che mai cade nella sensazione di “appiccicato con lo sputo” che talvolta rischiano operazioni di questo genere

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Ultimo aggiornamento: 06-01-2007
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