I
risultati 2007
Ottima
annata e scelta molto difficile. Due i dischi che in particolare
ci hanno preso il cuore (come capita quasi tutti gli anni). Se l'anno
scorso erano stati GianMaria Testa e Vinicio Capossela e due anni
fa Van De Sfroos e i Sultumana, quest'anno la scelta ardua è
stata tra Gigi Maieron e Teresa De Sio. Ha prevalso Teresa anche
perché abbiamo avuto più tempo per amarla. Ma Une
primavere e Sacco e fuoco restano due
magnifici lavori. Non solo, ma sono due lavori non rassegnati, grintosi
e appartenenti, in linea del tutto casuale, a due tradizioni lignuistiche
diverse dall'italiano: il napoletano per Teresa e il friulano per
Gigi, anche se per entrambi questa scelta non è esclusiva.
Basti ricordare "Brigate di frontiere"
della De Sio o "A passo di donna"
per Gigi.
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I
premi di Bielle
Venerdi 14
dicembre festeggiamo i premi di Bielle assieme a Teresa
De Sio, Ermanno Giovanardi, Massimo Priviero, I Luf, Alessio Lega,
Gerardo Balestrieri, Bonaveri in un serata unica al circolo
Arci Scighera di via Candiani, 131, alla Bovisa, ex quartiere
operaio di Milano. Ovviamente sono invitati a partecipare anche
tutti gli altri "Imperdibili 2007"
che saranno comunque premiati in contumacia. A loro, in ogni caso
leveremo un calice e un ringraziamento per la bella musica che
ci hanno dato. Presenta Enrico Deregibus. Dalle 21.
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L'intervista
con Teresa De Sio
"Questo disco segue molto la scia di “A
sud a sud”. Anche questo ha le radici nella musica
popolare, anche se, rispetto ad “A sud a sud” è
un disco più cantautorale. C’è un po’
meno tradizione e un po’ di più io come autrice. Le
canzoni sono tutte mie, eccetto l’intro A morte e zì
Frungillo e Tambureddu di Modugno.
In mezzo sono tutti pezzi miei. C’è una canzone che
è Vulesse addeventare, in cui ho
preso il testo che è parte della tradizione orale napoletana,
l’ho modificato, ho completamente riscritto la musica e l’ho
reinterpretato in questo modo. Sicuramente rappresenta questo momento
della mia vita e della mia storia. Insomma è un album abbastanza
pieno di rabbia, un po’ duro rispetto ai miei ultimi dischi,
sia come suono che come storie raccontate.-
vai all'intervista
Le "stelle" dell'annata
Se Teresa e
Gigi hanno fatto i dischi che abbiamo preferito nel 2007, poco sotto
da loro si sono piazzati, in piacevole disordine, vittime solo del
fato o degli umori cangianti del nostro gusto: Morgan con Da
A ad A, il redivivo Roberto Vecchioni con Di rabbia
e di stelle, Cristina Donà con La quinta
stagione e i Luf col Paradis del Diaol.
Oltre ad altri piacevolissimi compagni di viaggio con Eugenio
Bennato con Sponda
sud, John De Leo al primo disco solista
con Vago svanendo, il ritornante Rudy Marra
con Sono
un genio ma non lo dimostro e il consueto Daniele
Sepe con Suonarne
1 x educarne 100.
Album dell'anno:
Una curiosità
addizionale può essere rintracciata quest'anno nel gran numero
di donne che figura nelle varie classifiche: Teresa, Cristina Donà,
Patrizia Laquidara, Giua, Priska, Ginevra De Marco e dobbiamo ricordare
anche Lucia Lombardo con "Il passo dei lupi"
e Nada con il disco di Sanremo "Luna in piena"
oltre che il trio siciliano di Ma'ria con lo strepitoso
"Sugnari" (sono due donne, autrici e cantanti, più
un uomo) e infine ricordare Petra Magoni, almeno
per "Cime domestiche", con Benvegnù, Demuru e Tavolazzi.
Migliore Interprete:
Di interpreti
ci occupiamo per la prima volta. Eccezionali i Tetes du Bois,
ottimi gli Avion Travel, emozionante Ginevra
De Marco, discontinuo ma molto interessante il disco sui
francesi di Alessio Lega, classico e molto elegante
Ermanno Giovanardi. La sorpresa è Massimo
Priviero, di solito autore, che qui ci (e si) regala un'escursione
nel mondo del meglio rock Usa. |
Le
conferme
Promesse mantenute:
Ancora accanto alle stelle dell'annata
ci piace ricordare altri cantanti o gruppi che stiamo seguendo da
tempo e che hanno confermato quello di buono che pensavamo su di
loro: La Piccola Bottega Baltazar con un disco
di grande maestria e finezza interpretativa come Il disco
dei miracoli, Alessio Lega (presente con
due dischi tra gli Imperdibili 2007!) con il disco dal vivo, Simone
Cristicchi, "nonostante" la vittoria a Sanremo,
Patrizia Laquidara con un'opera seconda di assoluta
personalità, GianGilberto Monti con un disco
che affronta argomenti di primario impegno, come una riflessione
sugli anni di piombo. In mezzo a loro Folco Orselli
che con Milano Babilonia ha capovolto l'impressione
poco positiva che fin qui ci aveva lasciato.
Opera Prima:
L'opera prima è il settore che
in genere ci dà più soddisfazioni: perché si
tratta solitamente di lavori che stanno al di fuori non solo dei
grandi giri, ma anche dei piccoli. Quello strato di ottima musica
di cui, se non ci occupassimo noi e pochi altri volenterosi come
noi, non si avrebbe traccia. Particolare soddisfazione quindi scoprire
piccoli gioielli come il primo disco di Mattia Donna
"Sul fianco della strada" o per il ritorno di Bonaveri,
che già avevamo apprezzato nei Resto Mancha. Priska
viene invece dal Friuli, terra prodiga di talenti, grazie anche
a una piccola mano da parte di Lino Straulino. Maria Pierantoni
Giua era il debutto più atteso almeno da due anni.
Il disco ha superato tutti gli esami, anche grazie all'affettuoso
aiuto di Quirici, Martinelli & Fava. I Fabula Rasa,
invece, erano ancora allo stadio di promo quando li abbiamo ascoltati:
poi c'è stato il Festival di Mantova e adesso è finalmente
uscito il disco. Ma oltre a loro vogliamo ricordare Massimo
Chiaccio con "Sasso" e Tiziano Mazzoni
con "Zaccaria per terra", convincenti esempi di quel country
rock muscolare a sanguigno che alligna in terra di Toscana e lo
stralunato Dente di "Non c'è due senza
tre", che deve ancora sciogliere (per noi) il dubbio se si
tratti di un geniaccio alla Lucio Battisti o di un semplice Bugo
di passaggio. Infine ancora le Ma'ria di Palermo,
ossia Valeria Cimò e Matilde Politi, che con l'ausilio di
Lajos Zsikov hanno consegnato un disco di folk percussivo e combattivo
dalle grande armonie vocali.
Altri ascolti:
Anno buio per gli ascolti dall'estero. Nel senso che ne
abbiamo fatti pochi, sommersi dal materiale italiano, ma un paio
di segnalazioni di valore vogliamo farle. Xavier Rudd
con "White Moth", Findlay Brown con "Separated
by the sea", Mary Gauthier con "Between
daylight & dark"
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