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BiELLE
Novità |
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| E'
uscito il terzo disco dei Luf |
| I
lupi ululano quando hanno qualcosa da dire
di
Giorgio Maimone
Basta
ascoltare 8" e 43 centesimi del disco per capire
che si tratta dei Luf. Marchio di fabbrica inconfondibile.
Impulso rock su cui si innesta un riff di baghet o cornamusa,
tipico del folk. Sono ormai tre dischi, più i
due episodi del Sambuco, che confermano con forza questa
identità. I Luf non si possono confondere. E
allora, visto che amo i Luf e che sono amici, per poter
giudicare questo disco mi sono sottoposto a una sorta
di prova tortura: un'ora di ascolto quotidiano per venti
giorni, in ordine sparso dei brani o nell'ordine del
disco. Tanto è l'esatta durata del mio viaggio
in bicicletta per andare e tornare dal lavoro. Li ho
amati, detestati, amati ancora. Forse capiti. Insomma,
nonostante non ci sia più l'effetto sorpresa,
"Paradis del diaol" è un grande disco,
il migliore ascoltato finora.
(segue
recensione) |
Dario
Canossi e l'epica del lupo
di
Giorgio Maimone
(Intervista audio)
Paradis del diaol nasce questa volta dalla
voglia di dire alcune cose. Dopo due anni di Bala e fa
balà avevamo voglia di raccontare delle nuove storie
raccolte in giro e, per la prima volta, mi sono messo
a scrivere canzoni partendo da zero. Di solito avevamo
brani che pian pianino provavamo e poi li testavamo sul
pubblico ed arrivavamo a fare un disco che era una sorta
di compilation di brani già provati in concerto,
questa volta prima abbiamo fatto le canzoni e poi le abbiamo
testate sul pubblico. Che è una cosa che ha generato
in me un terrore folle (ma intanto ride, vecchio Lupo
di un Nonno! - NdR). Infatti continuavamo a cercare qualcuno
che ci dicesse dove stavamo andando. E' stata, per così
dire una scommessa. Abbiamo iniziato
a settembre e sono venuti fuori questi 13/14 pezzi per
il disco.
(segue l'intervista audio) |
Canzone
per canzone; tutto Paradis del Diaol
Tutto
"Paradis del Diaol", valutato in Luf. Uno
solo fa paura, cinque danzano tra loro e non fanno paura
a nessuno. Da Ciao Bella a Fiore
amore Disertore, da Vivi la
vita ballando a Che freddo fa,
il meglio e il peggio (secondo me) del disco. Sono le
canzoni che fanno il disco, che mantiene una sua unitarietà
di fondo e soprattutto il marchio indelebile dei Luf.
Chi si merita i cinque Luf? Ciao Bella, Fiore
amore disertore e Comandante. Ma Turna
mia 'ndre e Cunta e Canta o Donna di fiori
seguono da vicino. (seguono
Luf) |
Diario di Bordo
di
Dario Canossi
31
gennaio 2007 Carissimo
e insostituibile nostro Guru e vate tra una settimana
precisamente l'8 febbraio entreremo in studio con impiantato
"tra l'aorta e l'intenzione" il dubbio su cosa
ne pensi dei nuovi pezzi (ti sei voluto tenere le mani
libere per sparare meglio dopo.... eh monello) Sarà
dura ma ci proveremo.
(segue diario) |
Bala
e fà balà: finalmente la lupa ha partorito!
Un ululato di gioia
di
Giorgio Maimone
E finalmente
la lupa ha partorito: è salita sui monti, si
è inoltrata nel folto del bosco, ha chiamato
a raccolta il suo branco e gli amici più fidi
ed ha dato al mondo (discografico) un lupacchiotto.
Ha deciso di chiamarlo "Bala e fa balà"
e mai nome fu meglio speso. Basta guardarlo, basta ascoltarlo
e le gambe iniziano a muoversi da sole. E' festa nel
bosco e nei dintorni: è nato il disco dei lupacchiotti!
(segue
recensione)
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I
Luf sono animali vivi (e stanno per scendere tra noi)
di
Leon Ravasi
Entriamo finalmente nello specifico del disco: non è
stata tradita l’impostazione del primo lavoro: impostazione
folk, strumenti popolari, un occhio alla propria terra
e un altro, molto più rilevante, alla situazione
politica. Dì, ma sarete mica dei “disperati
comunisti”? Hai sentito il nostro presidente del
consiglio? Portano morte e distruzione! Non vorrai farlo
soffrire? :-)) Fuor dallo scherzo, la componente del discorso
politico è essenziale per gustare bene i Luf, vero?
A me ascoltarvi fa bene al cuore!
"Cantar
politico non è più di moda, ma non è
più di moda neppure essere coerenti, essere onesti
e tante altre cose, oggi va di moda avere “ il
cuore a sinistra e il portafoglio a destra”. Noi
ci ostiniamo ad essere di parte e ce ne vantiamo, il
disco sarà prodotto dalla nostra associazione
culturale che si chiama “ perspartitopreso”.
Chiaro il concetto? Ci piace cantare quello che vediamo
e dire la nostra senza fare prediche o comizi , ma dire
la nostra in maniera chiara e inequivocabile. Il fatto
poi che la nostra musica dia sollievo alle coronarie
delle persone vive ci riempie di gioia ed orgoglio".
(Segue)
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L'origine
dei Luf, dal Premio Gaetano ai Charlie Hill Music Company
I Luf sono un “collettivo di belle speranze”
come precisano sul loro sito (www.iluf.net): "Avevamo
una manciata di canzoni in cui avevamo sputato anima e
cuore ed un gruppo di amici che volevano suonarle”.
L’organico base è costituito da 8 persone,
con possibilità di uscite ed entrate. Dario Canossi,
il “direttore d’orchestra” ha una storia
musicale che parte da lontano, dalla vittoria in un ormai
remoto “Premio Rino Gaetano” (1986) e si dipana
attraverso un ventennio passato a insegnare musica a Monticello
Brianza e a svariate esperienze musicali, tra cui una
collaborazione col Davide Van De Sfroos del secondo periodo.
“Uscivamo
dal niente proprio come collettivo musicale nostro,
un branco di amici che comunque hanno avuto esperienze
musicali insieme ma in realtà il Billa (Davide
Brambilla) lavorava con Davide, ci lavora ancora adesso
Anga (Angapiemage Galliano Persico). Io ho collaborato
un po’ nel periodo subito successivo a Breva e
Tivan e poi ho iniziato a prestare i miei musicisti:
prima il chitarrista, poi il bassista, il violinista
… A quel tempo il nostro gruppo si chiamava Charlie
Music Company". (Segue)
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Inciampare
in un disco e trovarci un tesoro
di
Leon Ravasi
E’così
bello inciampare nei dischi per puro caso! Lasciarsi
trascinare da una fotografia, da una grafica azzeccata,
dalla confezione. O anche solo dal fiuto. A volte, come
in questo caso, dalla passione per i lupi. Il lupo,
nel senso di lupo solitario, di lupo grigio, di Akela,
di “richiamo della foresta”, ma anche di
Balto, mi è sempre appartenuto. È il mio
animale sciamanico. E quando ci si fa trascinare dalle
suggestioni è difficile sbagliare mira. “I
luf” (“I lupi” secondo la vulgata
lombarda) sono una piacevolissima scoperta di …
stamattina. Troppo bello il disco ("Ocio ai luf")
per lasciarlo appassire negli scaffali di Buscemi. Una
sola copia poi. Ora o mai più. Ora. (Segue)
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