Dicono
che le notti qui sian
tutte uguali, e forse
è vero. Come sempre
Suicide Sally cerca di
annegare le sue disperazioni
con mr Daniel's e ci chiede
per l'ennesima volta come
ha fatto ad addormentarsi
femminista e svegliarsi
carrierista, dice che
vorrebbe tornar a dormire
e pretende che il buon
Daniel's se la porti con
se. Il Comandante Tepepa
cerca qualcuno a cui affidare
i suoi ricordi ubriachi,
le sue storie di peones
in rivolta alla statale
di milano quel giorno
che i regulares spararono
un candelotto a un giovane
studente, o della manifestazione
dove morì il companero
Zibecchi.
Birra da battaglia contro
una realtà e un
presente che vorrebbero
impiccarlo all'albero
più alto, il vecchio
Tepepa è uno splendido
rottame. Lui con la sua
malinconia di un mondo
che forse ha solo sognato
e una birra che non beve
nemmeno più:"perchè
non voglio aver il rimpianto
di una cosa buona che
poi svanisce e allora
la tengo,qui, in mano
che non vada mai giù...Che
nessuno mi dica: e poi
c'è il riflusso...
perchè va così,
perchè siamo uomini
e non rivoluzionari".
Povero Tepepa che giura
sempre a tutti: "Prima
o poi lo ammazzo il generale
Wells".
E se mi impegno e butto
un'occhiata nell'altra
sala mi sembra di riconoscerlo:
Johnny Guitar. Lui non
ha mai superato il suo
guaio, è sempre
un sedicesimo in ritardo.
Johnny che sai suonare
solo l'intro di knockin
on heaven doors, che non
hai mai imparato a cantare
e che però ci sputi
la tua anima sul solito
accordo blues .L'unica
cosa che ti viene bene,
ma a chi interessa il
blues? Hai già
40 anni e la musica ti
ha fatto tanto bene, ma
ti ha anche messo nei
guai. Dici a tutti quella
volta che hai suonato
in qualche balera di seconda
serie per un premio dimenticato
persino da chi lo ha creato.
Però un brindisi
ai tuoi sogni randagi
e malati di artista che
artista non è stato
mai lo faccio... te lo
meriti!
Che sai, sarà il
vino oppure che ga sa
cucinare benissimo il
risotto con il ganja,
ma stasera vorrei esser
sereno, non dico felice.
Anche se il tuo sorriso
stile copia e incolla
amore non mi basta. Nemmeno
un po'. Che vorrei parlarti
di quelle soglie di malessere
e inquietudine che mi
prendono spesso, un regalo
di mia madre depressa
e aspirante suicida, ma
tu sembri sorridere sempre
a qualche strana forma
di allegria che colpisce
quelle come te. Giovani
laureande testardamente
convinte di aver una vita
di successi, nella tua
borsa hai il trucco necessario
per dipingerti la faccia
di beota felicità.
Magari ti arrivano pure
notizie dal mondo, ma
che te frega: sei laureata
tra poco. Un altro avvocato
in giro, non che ne sentissi
il bisogno e non penso
che ne sentisse la giurisprudenza.
C osì, mentre tu
canticchi a bassa voce
le parole di una delle
tue canzonette pop tutte
acidamente dolci,dove
l'amore trionfa, io immagino
di poterti dire che le
cose non vanno: precarietà,
qualunquismo, menfreghismo,
fascismo di ritorno...
Si... ma che te frega?
Al tavolo di fianco a
noi, ci son dei compagni.
Mi dicono che è
una vergogna questo paese,
che schifo queste guerre.
Certo, amici miei, avete
ragione. Però,
ve lo dico con l'amarezza
di chi non ci casca più
alle vostre logiche di
consiglieri comunali e
collaborazioni con i padroni,
mi pare che abbiamo avuta
l'occasione di dire no
alla guerra... che cazzo
ci facciamo in afghanistan?
Che cazzo mi avete fatto
andare in piazza per 5
anni con la vostra bandiera
arcobaleno del cazzo?
Come mai abbiamo i tagli
di 50 mila insegnanti
e diamo i soldi, 150 milioni
di euro, a quei pezzi
di merda di preti? Si...
si, scusate se ho alzato
la voce... come? Si son
trotzskista extraparlamentare,
si... si un illuso, ma
ditemi voi che siete,
cosa avete tradito e sacrificato
per un posto in parlamento?
E poi arriva la tv, buone
notizie gente: A ustica
nessun colpevole! Ce li
siamo sognati noi: le
bombe, i missili, i morti.
Son fenomeni naturali
che capitano. Capitano.
Poi la gente ha altro
per la testa: a sinistra
c'è sempre un berlusconi
in agguato, a destra la
solita cialtroneria di
patria dio e famiglia.
Il centro non mi piace,
c'è sempre troppo
casino. Cosi, ho capito
che alla fine rimani tu:
AMICO FRAGILE. Dicono
che sia ormai da otto
anni che ci hai lasciato,
hai camminato silenzioso
sulla cattiva strada,
quella vicino a Via del
campo e ora come marinella
sei volato su una stella.
Bè, Fabrizio, se
non ci fosse la tua voce,
se non avessi nella gola
le parole di Pierangelo,
se non mi scorresse nel
sangue l'amara rabbia
di Piero, se le mie mani
non cercassero nell'aria
di seguire quelle di Ivan,
se non venisse il sarcasmo
di Rino, se non viaggiassi
nel mondo di Demetrio,
se non avessi la genuina
amicizia di Augusto e
il rimpianto sottile di
Sergio, se non avessi
visto il mio canto libero
volare con Lucio, se non
mi abbandonassi al rock'n'roll
con Massimo... Bè,che
sarebbe la mia vita?