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Dicono che le notti qui sian tutte uguali...
di Davide Nixon

Dicono che le notti qui sian tutte uguali, e forse è vero. Come sempre Suicide Sally cerca di annegare le sue disperazioni con mr Daniel's e ci chiede per l'ennesima volta come ha fatto ad addormentarsi femminista e svegliarsi carrierista, dice che vorrebbe tornar a dormire e pretende che il buon Daniel's se la porti con se. Il Comandante Tepepa cerca qualcuno a cui affidare i suoi ricordi ubriachi, le sue storie di peones in rivolta alla statale di milano quel giorno che i regulares spararono un candelotto a un giovane studente, o della manifestazione dove morì il companero Zibecchi.

Birra da battaglia contro una realtà e un presente che vorrebbero impiccarlo all'albero più alto, il vecchio Tepepa è uno splendido rottame. Lui con la sua malinconia di un mondo che forse ha solo sognato e una birra che non beve nemmeno più:"perchè non voglio aver il rimpianto di una cosa buona che poi svanisce e allora la tengo,qui, in mano che non vada mai giù...Che nessuno mi dica: e poi c'è il riflusso... perchè va così, perchè siamo uomini e non rivoluzionari". Povero Tepepa che giura sempre a tutti: "Prima o poi lo ammazzo il generale Wells".

E se mi impegno e butto un'occhiata nell'altra sala mi sembra di riconoscerlo: Johnny Guitar. Lui non ha mai superato il suo guaio, è sempre un sedicesimo in ritardo. Johnny che sai suonare solo l'intro di knockin on heaven doors, che non hai mai imparato a cantare e che però ci sputi la tua anima sul solito accordo blues .L'unica cosa che ti viene bene, ma a chi interessa il blues? Hai già 40 anni e la musica ti ha fatto tanto bene, ma ti ha anche messo nei guai. Dici a tutti quella volta che hai suonato in qualche balera di seconda serie per un premio dimenticato persino da chi lo ha creato. Però un brindisi ai tuoi sogni randagi e malati di artista che artista non è stato mai lo faccio... te lo meriti!

Che sai, sarà il vino oppure che ga sa cucinare benissimo il risotto con il ganja, ma stasera vorrei esser sereno, non dico felice. Anche se il tuo sorriso stile copia e incolla amore non mi basta. Nemmeno un po'. Che vorrei parlarti di quelle soglie di malessere e inquietudine che mi prendono spesso, un regalo di mia madre depressa e aspirante suicida, ma tu sembri sorridere sempre a qualche strana forma di allegria che colpisce quelle come te. Giovani laureande testardamente convinte di aver una vita di successi, nella tua borsa hai il trucco necessario per dipingerti la faccia di beota felicità. Magari ti arrivano pure notizie dal mondo, ma che te frega: sei laureata tra poco. Un altro avvocato in giro, non che ne sentissi il bisogno e non penso che ne sentisse la giurisprudenza.

C osì, mentre tu canticchi a bassa voce le parole di una delle tue canzonette pop tutte acidamente dolci,dove l'amore trionfa, io immagino di poterti dire che le cose non vanno: precarietà, qualunquismo, menfreghismo, fascismo di ritorno... Si... ma che te frega? Al tavolo di fianco a noi, ci son dei compagni. Mi dicono che è una vergogna questo paese, che schifo queste guerre. Certo, amici miei, avete ragione. Però, ve lo dico con l'amarezza di chi non ci casca più alle vostre logiche di consiglieri comunali e collaborazioni con i padroni, mi pare che abbiamo avuta l'occasione di dire no alla guerra... che cazzo ci facciamo in afghanistan? Che cazzo mi avete fatto andare in piazza per 5 anni con la vostra bandiera arcobaleno del cazzo? Come mai abbiamo i tagli di 50 mila insegnanti e diamo i soldi, 150 milioni di euro, a quei pezzi di merda di preti? Si... si, scusate se ho alzato la voce... come? Si son trotzskista extraparlamentare, si... si un illuso, ma ditemi voi che siete, cosa avete tradito e sacrificato per un posto in parlamento?

E poi arriva la tv, buone notizie gente: A ustica nessun colpevole! Ce li siamo sognati noi: le bombe, i missili, i morti. Son fenomeni naturali che capitano. Capitano. Poi la gente ha altro per la testa: a sinistra c'è sempre un berlusconi in agguato, a destra la solita cialtroneria di patria dio e famiglia. Il centro non mi piace, c'è sempre troppo casino. Cosi, ho capito che alla fine rimani tu: AMICO FRAGILE. Dicono che sia ormai da otto anni che ci hai lasciato, hai camminato silenzioso sulla cattiva strada, quella vicino a Via del campo e ora come marinella sei volato su una stella.

Bè, Fabrizio, se non ci fosse la tua voce, se non avessi nella gola le parole di Pierangelo, se non mi scorresse nel sangue l'amara rabbia di Piero, se le mie mani non cercassero nell'aria di seguire quelle di Ivan, se non venisse il sarcasmo di Rino, se non viaggiassi nel mondo di Demetrio, se non avessi la genuina amicizia di Augusto e il rimpianto sottile di Sergio, se non avessi visto il mio canto libero volare con Lucio, se non mi abbandonassi al rock'n'roll con Massimo... Bè,che sarebbe la mia vita?

11-01-2007
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