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Cantautore. Ora dico fosse un poeta
di Antonio Piccolo

Vecchia ed annosa questione, noiosa quantomeno, inutile per di più. Però, mi gira di fermarmi un attimo, perché io – ebbene sì – sono uno di quelli che, a qualche cantautore, ogni tanto gli viene da dire: «accidenti, sei un poeta».

Le elettriche impazziscono, cantautori, critici e studiosi si mettono sugli attenti: e no, e no, attenzione, che poeta e poeta. Alla testa di tutti c’è Francesco De Gregori che, vuoi per il presunto ermetismo, vuoi per il presunto linguaggio criptico, vuoi quello che vuoi, se lo sente dire più spesso di tutti.

Gli è capitato ancora una volta il 26 ottobre scorso a Milano, in occasione di un’intervista realizzata dopo un concerto, poi trasmesso su AllMusic Tv il 6 novembre. Sollevata la questione, così ha risposto De Gregori, più o meno con il solito tono che usa quando gli tocca parlarne:

«Se io volessi fare il poeta, scriverei delle poesie. Sentirmi definire “poeta” per me non è assolutamente un complimento. Non è un elogio: "quanto sei bravo: sei un poeta" non ha senso. Il poeta fa un altro mestiere».


Infatti, il dizionario della lingua italiana, alla voce “poeta”, dà più o meno una definizione: chi scrive componimenti letterari in versi. Altre indicazioni riguardano più propriamente un altro termine, diverso, più generico e più estendibile: “poetico”. Quindi, il termine “poeta” dovrebbe avere ed ha un valore specificamente tecnico.

Quindi, De Gregori probabilmente ha ragione. Anzi, sicuramente ha ragione.
Ma dirò che trovo la discussione e l'obiezione di De Gregori non solo inutile, ma noiosamente accademica. Infatti, perché mai opporsi all'uso della parola "poeta" con un ragionamento di tipo filologico e storico, quando per molti altri termini non usiamo (e non usa!) la stessa logica?

Mi spiego. De Gregori non può essere definito mai e poi mai "poeta". Cantautore? Eh no, perché è vero che scrive testi e musiche e se la canta da sé, ma non lo fa anche Biagio Antonacci? Antonacci e De Gregori appartengono alla stessa famiglia? Per carità, certamente no...quindi bocciata pure questa.

Allora cos'è che propone lui? «Io sono un cantante», oppure «sono uno che scrive canzoni». Allora sai cosa verrebbe da dire, se si avesse voglia di tutto questo accademismo inferto a chi, in fondo, voleva solo fargli un complimento? Che "cantante" è pure Laura Pausini e a scrivere canzoni lo fa anche Gigi D'Alessio.

A questo punto, volevasi dimostrare, sono molto più onesti ed intellettualmente aperti studiosi e critici appassionati - a cui magari De Gregori per primi rivolge la sua (rispettosa) critica – che, in rassegne che definiscono di "canzone d'autore", inseriscono senza problemi tanto Gino Paoli, tanto Capossela, quanto Caparezza.

Ma come, che significa "canzone d'autore"? «Tutte le canzoni hanno un autore!», obiezione d'accademico. «Eccheppalle, allora ci fai, lasciami perdere», risponde il sincero appassionato.
È ovvio che se si dovesse titolare una piazza a De Gregori nessuno scriverebbe mai "piazza De Gregori, poeta". Oppure, consultando un dizionario di canzone italiana, alla voce “De Gregori”, nessuno troverà mai menzionato il termine. Ma cosa dovrei fare, se vedo De Gregori per la strada? Urlare: «De Gregori, sei uno che scrive canzoni!!!». No, accidenti, gli urlo: «De Gregori, sei un poeta!».

Discutendo di questo con un mio amico, ha immaginato la scena:
Un ammiratore si avvicina a De Gregori.
«Francesco, quei versi che hai scritto mi hanno emozionato profondamente: sei davvero un cantante».


La questione è che io non voglio urlargli la definizione di quello che fa («Fellini, sei un regggistaaa!!!»), ma gli voglio fare un complimento! Chi troverebbe davvero strano definire “poeta” il Pasolini regista, oppure dare del “poeta” a Roberto Benigni?

Quando De Gregori dice che a dirgli "poeta" non gli si fa un complimento, fa dell'intellettualismo bolso - abilmente mascherato da anti-intellettualismo bolso. E lo dico con tutta l'ammirazione e l’amore ben noti che ho non solo per il De Gregori artista, ma pure per il De Gregori personaggio.
Invece, gli si sta facendo proprio un complimento, e uno ha tutto il sacrosanto diritto di offendersi a sentire che gli si risponda così antipaticamente.

Bisognerebbe capire che qualcuno, "poeta", spesso non lo dice neanche a chi scrive poesie!.

10-01-2006
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