The Beatles - Love/AAVV - Butchering the Beatles

After being asked by the remaining Beatles, Ringo and Paul, along with Yoko Ono Lennon and Olivia Harrison, to make experimental mixes from their master tapes for a collaboration with Cirque du Soleil, Sir George Martin, The Beatles legendary producer, and his son Giles Martin have been working with the entire archive of Beatles recordings to create LOVE. The result is an unprecedented approach to the music. Using the master tapes at Abbey Road Studios, Sir George and Giles have created a unique soundscape. The release of this album, which is also featured in the Cirque du Soleil/Beatles collaborative production of the same name at The Mirage in Las Vegas, has been much anticipated.
"This album puts the Beatles back together again, because suddendly there's John and George with me and Ringo," said Paul McCartney. "It's kind of magical."
"George and Giles did such a great job combining these tracks. It's really powerful for me and I even heard things I'd forgotten we'd recorded." commented Ringo Starr
The Beatles LOVE site


Born from a personal friendship and mutual admiration between the late George Harrison and Cirque founder Guy Laliberté, LOVE brings the magic of Cirque du Soleil together with the spirit and passion behind the most beloved rock group of all time to create a vivid, intimate and powerful entertainment experience.
LOVE evokes the exuberant and irreverent spirit of The Beatles, as interpreted through the youthful, urban energy of a cast of 60 international artists. Using the master tapes at Abbey Road studios, Sir George Martin and Giles Martin have created a unique soundscape of The Beatles music for LOVE. The custom-built theatre at The Mirage features 360° seating, panoramic video projections and surround sound which will envelop the audience, who will experience The Beatles music like never before...
Cirque du Soleil

Nato come colonna sonora dello spettacolo Love del Cirque du Soleil in scena a Las Vegas, il progetto portato avanti da George Martin e dal figlio in collaborazione con i Beatles superstiti presto ha assunto una forma autonoma. Attingendo a piene mani dall’archivio di Abbey Road, Sir Martin si è lanciato nell’affascinante sfida di reinventare – grazie alla tecnologia del formato audio 5.1 – la musica dei Beatles, assecondando quello che potremmo definire “un gusto musicale contemporaneo”. Quasi che i Beatles avessero bisogno di un lifting per non perdere la loro inossidabile attualità! “I Fab4 così non li avete mai sentiti!” cerca di tranquillizzare qualcuno alla vista di molte fronti corrucciate. L’ascolto delle ventisei tracce audio (che diventano ben 52 con i vari intermezzi sul DVD) non lascia certo indifferenti, ma a tratti suscita reazioni altalenanti: Strawberry Fields Forever comincia con il demo originario di Lennon e sa sorprendere, mentre la chiassosa e contemporanea Tomorrow Never Knows perde tutto il suo futuribile sound casserole a vantaggio di potenti ma fredde note cristalline. Un’esperienza da provare, meglio ancora se coadiuvati da un impianto stereo professionale. I Beatles fino a oggi erano alla portata di tutti. Domani sarà ancora così?.
Matteo Ceschi - M&D

Sir George Martin, il leggendario produttore del gruppo, e suo figlio Giles, hanno rilavorato tutto il materiale dei Beatles: il risultato - dicono - è un approccio senza precedenti alla musica, usando i master originali conservati agli Abbey Road Studios della Emi. L'iniziativa è partita dopo la richiesta da parte di Ringo e Paul, insieme con Yoko Ono, la vedova di John Lennon, e Olivia Trinidad Arias, la vedova di George Harrison, di sperimentare nuovi mix a partire dalle registrazioni originali per una collaborazione con il 'Cirque du soleil'. "La musica era per il solo spettacolo di Las Vegas - ha detto Sir George Martin - ma in realtà abbiamo creato un album dei Beatles. I Beatles erano sempre alla ricerca di altri modi per esprimere se stessi". .
La Repubblica.it

Usciti a cavallo tra il 2006 ed il 2007 due riusciti tributi alla band più importante della storia del rock. Uno è The beatles - "Love", raccolta di quei Beatles che praticamente hanno inventato tutto prima degli altri, dai testi all’interno della copertina degli album ai video al look da imitare, mentre compositivamente dagli inizi beat passarono a vere e proprie sperimentazioni che li portarono a mischiare musica classica a canzonette, folk e psichedelia, hard rock e soul.
George Martin - che ha rilavorato il materiale dei "fab four" era il produttore/arrangiatore che ad un certo punto prese per mano i quattro di Liverpool per condurli lungo sentieri di innovazione melodica avanti decenni rispetto all’epoca, un po’ come fece Phil Spector negli Stati Uniti con il suo “wall of sound” orchestrale che trasformo’ oscuri complessini di rhythm and blues in macchine da guerra e da classifica. Con lui venne realizzato “Sgt. Pepper’s lonely hearts club band”, tuttora considerato il più riuscito album della storia, ma anche tanti altri lavori dei Beatles, sempre un po’ sopra le righe, ma d’altronde nessuno si era mai spinto più in là nella musica commerciale.
“Love” è la colonna sonora dello show sui Fab Four realizzato dal Cirque du Soleil, appositamente commissionata a Martin che, avvalendosi del contributo del figlio Giles e con il consenso di McCartney e Starr, oltre che naturalmente delle vedove Joko Ono ed Olivia Harrison, ha revisionato montagne di materiale per tentare di proporci una versione “moderna” di cio’ che furono i Beatles.
Esperimento riuscitissimo, specialmente nel suo accentuare quel lato psichedelico e “flower power” di molte canzoni come ad esempio “Strawberry fields forever” scremata dall’arrangiamento d’archi originale o nel potenziare sempreverdi rock come “Drive my car”, arricchita in maniera formidabile
dall’ aggiunta dei fiati, quand’anche lasciando la canzone cosi’ com’era, semplicemente con un mixaggio che renda gli strumenti piu’ nitidi, come
in “Come together” o “Revolution”, inni lennoniani con distorsioni chitarristiche inusitate per l’ epoca.

Altrettanto godibile il tributo del mondo heavy metal al Mito Beatles “Butchering the beatles”, doppiamente tributo sin dal titolo e dalla copertina dato che “The butcher album” (album del macellaio) è una, oggi rara, raccolta dei nostri distribuita solo in U.S.A. in cui i 4 damerini erano fotografati tutti imbrattati di sangue in una macelleria.
“Macellando i Beatles”, questa la traduzione letterale della raccolta, presenta un bel po’ di classici doverosamente “metallizzati” a partire dall’ iniziale “Hey bulldog” in cui un truculento Alice Cooper, ben accompagnato alla chitarra dal grande Steve Vai, fa letteralmente a pezzi l’originale rendendolo una delle sue tante “horror songs”, a seguire Lemmy, Deus ex machina dei Motorhead, presta la sua abrasiva vocalità a “Back in the U.S.S.R.”, mentre Billy Gibbons degli ZZTOP estrae da “Revolution” il suo primigenio succo blues. “Hey Jude” poi presenta un’orgia di chitarre capitanata da George Lynch già axeman negli anni ottanta per i Dokken e gli striduli vocalizzi di Tim “Ripper” Owens noto per avere sostituito alle vocals per quasi un decennio nei Judas Priest il “metal god” Rob Halford.
Insomma ce n’è per tutti i gusti (metallici s’intende) ma il brano piu’riuscito è una formidabile versione di “Magical mistery tour” con Yngwie Malmsteen solito Speedy Gonzales della sei corde e Jeff Scott Soto particolarmente arrembante alla voce: difficile non muovere almeno il piedino, provare per credere! .
Alessandro Craxi