Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
L'Orchestra di Piazza Vittorio: "Sona"

Musica meticciata per un progetto senza confini
di Lucia Carenini

Per scrivere la recensione di “Sona”, potremmo copiare quella di OPV e riproporla in toto. E non prerché l’Orchestra abbia fatto un cd uguale al precedente, ma perché lo spirito che animava il precedente lavoro è ancora tutto lì.

Al “minestrone” di cui dicevamo due anni fa sono stati cambiati alcuni ingredienti, è stata variata qualche spezia, ma la ricetta tiene, così come tiene il progetto sulle facce e nelle parole dei suonatori.

Il sapore che ne esce ha una base di fondo e un canto mediorientale sulla quale si innestano gusti più occidentali sostenuti dagli archi e dale tastiere. Le percussioni fanno da collante e da ponte.

Un paio di pezzi sono tradizionali riarrangiati, gli altri sono opera dei componenti. Si parla di amore e di Guerra, di divino e di terreno, di principi di vita e di appartenenza , il tutto riportato nelle lingue originali e tradotto in italiano nel bel libretto che accompagna il Cd.

Se proprio vogliamo trovare una pecca, possiamo dire che "Sona" perde parte della carica innovativa del progetto iniziale e si avvita un po' su se stesso, alternando a brani compiuti e affascinanti, altri di fattura minore. Purtroppo non sempre la democrazia è il modo migliore per comporre un disco di belle canzoni ...

Ma al di là di questo l’idea dell’Orchestra rimane bella e importante, e loro, dal momento in cui salgono sul palco sono uno spettacolo, quasi la dimostrazione vivente che un mondo ideale, senza diversità, di razze, lingue, culture possa davvero esistere. Quando poi iniziano a suonare, la forza della musica si fa sentire e prende e trascina via mettendo in pratica e andando al di là di qualunque discorso retorico di quanto sia bella, buona e giusta questa operazione. La spiegazione è lì, in una musica che è contemporaneamente tradizione e futuro, che sa coinvolgere e catturare, che è viscerale e spirituale, che a tratti porta ad un ascolto attento e meditato e a tratti scatena la voglia di ballare.

Il punto, se mai, sta proprio nella discrepanza cd - concerto. Il dischetto di plastica è proprio troppo di plastica per rendere appieno l’anima di 15 musicisti, un direttore d’orchestra e un “bus driver” che in tre anni, innumerevoli prove, un tour di 130 date circa, è diventata davvero una grande famiglia aperta dove le culture, le esperienze, le tradizioni di ogni componente si sono mescolate, amalgamate, contaminate e sviluppate. Ognuno di loro crede nel progetto, e si vede. Eccome se si vede. Quindi una volta di più, ripetiamo che c’è un modo solo di capire appieno la loro musica: andare a vedere un loro concerto. Il cd compratelo lì, e portatevelo via come ricordo.

L'Orchestra di Piazza Vittorio
"Sona"

Radiofandango/Edel 07-04-2006
Nei negozi di dischi


Ascolti collegati

 

Ultimo aggiornamento: 05-06-2006

HOME