Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Smoke: "Smoke"

Più vero del vero. Iperrealismo giamaicano
di Giorgio Maimone

Alessandro Soresini, batteria, voci, Gianluca Pelosi, basso, e Marco Zaghi, sax, flauti. Cosa c'è di strano? Che sono nomi italiani. L'altra cosa strana è che questi nomi sono l'unica cosa "italiana" che potrete trovare nell'album. Gli Smoke hanno debuttato con un album di un professionismo assoluto, registrato parte in Giamaica, parte in Italia, con liriche in inglese e un suono che sembra più originariamente reggae che non un disco di Bob Marley. Non è una critica, è un complimento!
Il progetto Smoke nasce nel 2004 dall’unione di diversi musicisti con diverse esperienze alle spalle (i Reggae National Tickets, i Franziska, Neffa). Diverse anche le collaborazioni di cui si infiocchetta questo disco: Zoe Mazah, nella bella “Ciao Amore”, Stena (ex cantante dei Reggae National Tickets) in “Angel”, Raymond Wright (già conosciuto in Italia per la sua esperienza con i Realize) in “Jah Love” e Blessed Stephens in “Dem a Chat” e “Rock with me”.

La permanenza in Giamaica, le conoscenze, l’ascolto, la riproduzione del suono hanno permesso a questo album di essere il miglior prodotto reggae uscito in Italia in questo anno. Il reggae degli Smoke, sapientemente mescolato con sonorità R’n’B , è descrivibile con un solo aggettivo: coinvolgente. E professionale. Se vogliamo, la principale differenza tra chi, in Italia, fa del reggae "comunque vada" e un disco come questo, la differenza sta proprio lì. Nella professionalità. Non c'è una sola singola nota in Smoke che cada a casaccio, che non abbia una sua intima ragione di esistere e di stare esattamente dove sta.

Non è reggae alla "sanfasò", è reggae vero, come lo fanno in Giamaica. E' un prodotto assolutamente di scala internazionale che ha poco da spartire con le produzioni abborracciate che si fanno in Italia. Sinceramente, senza saperne niente del disco, provassimo a farlo ascoltare a 100 conoscitori di musica giamaicana, solo pochi saprebbero coglierne la differenza. Ma non è solo questo: il valore aggiunto di Smoke è che è un ottimo disco "giamaicano"!

Si potrebbe discutere semmai dell'opportunità di recensire questo disco su Bielle. Canzone d'autore? Mah ... i testi sono in inglese e comunque parlano tranquillamente d'amore, la musica non è solo derivativa: è giamaicana tout court, di agganci con le radici non ce ne sono, di innovazioni particolari nemmeno, rietture culturali del fenomeno non è il caso di parlarne. Solo musica, bella musica e belle canzoni. Anche qui il criterio di inclusione è sulla qualità: "Smoke" è il migliori disco di reggae fatto in Italia, forse il migliore di sempre e per questo vale la pena di dare un ascolto non distratto al gruppo che lo ha prodotto.


Dal punto di vista musicale il disco accosta tematiche pop a brani che sembrano tratti dalla tradizione reggae ragamuffin, a sprazzi di rhythm and blues, con qualche breve escursione quasi funky. Il tutto sotto il cielo della piacevolezza come cifra stilistica condivisa e suonato e interpretato con una convizione che fa agio su ogni possibile critica di merito. Insomma, il rggae può non piacere, e allora tenetevi alla larga da questo disco. Oppure può piacere: in questo caso "Smoke", il disco, ma anche il gruppo, potrebbe essere esattamente quello di cui avete bisogno.

Smoke
"25-60-38 - Breve saggio sulla canzone italiana"
Upr Folkrock/Edel - 2006
In tutti i negozi di dischi

Ascolti collegati

Ultimo aggiornamento: 15-08-2006

 
HOME