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Le BiELLE RECENSIONI
AAVV: "Seguendo Virgilio"

Omaggio a Virgilio Savona, un'ottima occasione. E un ottimo disco
di Giorgio Maimone

Ma che bel disco! Ecco uno delle rare volte che da una "compilation" (termine che detesto quasi quanto il contenuto di questi dischi, in genere assemblati a caso) esce un buon quadro del personaggio a cui è rivolto l'omaggio. Il Club Tenco, a onor del vero, non è nuovo a imprese positive di questo tipo. Vogliamo ricordare almeno l'omaggio a Endrigo, che ha in comune con questo disco anche il bel gusto di omaggiare personaggi ancora vivi, oppure "Il volo di Volodja", dedicato a Vladimir Vysotskij (ci sarebbe anche l'Omaggio a Pablo Milanes ma non l'ho mai trovato in giro e quindi mai ascoltato). "Seguendo Virgilio" è un omaggio a Virgilio Savona, anima del Quartetto Cetra, ma non solo. Musicista a tutto tondo che ha frequentato vari ambiti.

E diciamo subito che il pregio principale di "Seguendo Virgilio" sta proprio nel dare una panoramica vasta e sostanzialmente completa del lavoro di Savona: dai testi divertenti e dalle musiche swingate del Quartetto Cetra, fino al suo filone politico di inizio anni '70, dalle canzoni per bambini alle canzoni più classicamente leggere. Qui dentro c'è tutto e con abbondanza. Non solo, ma molte delle interpretazioni rendono grazie alla scrittura di Savona, riuscendo anche a rivitalizzare materiale che, nel caso più antico, ha superato il mezzo secolo di vita.

Purtuttavia, dall'alto dei suoi 52 anni, "Troppi affari cavaliere", forse per il tema, forse per gli agganci evidenti con l'odierna situazione politica, ma soprattutto per la splendida, divertita e divertente versione della Piccola Orchestra Avion Travel è uno dei punti più alti della raccolta. Proseguiamo per piacere decrescente: "E' lunga la strada" di Macina/Gang, con una prestazione maiuscola della voce di Gastone Pietrucci, assume proprio la cadenza e le forme di una canzone popolare di antica tradizione. Così come "Evviva lo scopone" che i Lou Dalfin traducono in occitanico da un brano del '71 con testo di Leo Chiosso, trasformandolo il un valzerone di campagna. Il filone della canzone per l'infanzia è rappresentato alla grande da un Carlo Fava in grande forma che offre piano e voce a "Le burle" ispirato a un testo di Gianni Rodari.

"Seguendo Virgilio" il libro


Ancora più interessante il trattamento che Caparezza fa di "Sciabola al fianco, pistola alla mano", canzone antimilitarista che arriva da quello strano prodotto discografico che era "Pianeta pericoloso", recitato da Corrado Pani e cantato da uno sconosciuto Odìs Levy che sconosciuto è destinato a restare. Caparezza è bravo e il brano brilla di luce propria. Purtroppo, in questo caso, non ho mai ascoltato il riferente originale e quindi non sono in grado di dire quanto lo rimaneggi Capossela. Resta il fatto che in questa versione il brano è molto interessante. Ancora dal versante politico di Savona, ma di un'epoca successiva (il '72, come "E' lunga la strada", rispetto al '69 del brano di Caparezza) arriva la canzone scelta da Alessio Lega: un brano cupo e minaccioso, pare riferentesi a documenti originali storicamente esistenti. "Il testamento del Parroco Meslier", truce ma bello, truce e bello come usava spesso in quegli anni, coronato dalla frase "ma se vi unirete / potrete fermarli / usando budella di prete / per impiccarli". Al fianco di Alessio i soliti Mariposa(ora Mokaciclope) e, presumibilmente, ma non è indicata sul disco, Isa ai cori.

Ancora tra i brani meritevoli di ricordo stanno "Il cammello e il dromedario" di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, pezzo divertente, ma non per bambini (o forse sì?) del repertorio Cetra del 1962. Canzoncina, di sicuro, ma molto simpatica. Applausi convinti ai due interpreti. Leggermente meno riuscita le "Sette piccole streghe", ossia le note, nell'interpretazione delle Balentes e di Samuele Bersani, ma penso che la maggior responsabilità sia della scarsa consistenza del brano (del 1964). Divertente ma nulla più. Ultima canzone riuscita e con qualche motivo di interesse è "La vocazione" di Stefano Vergani e dell'Orchestrina Pontiroli, tratta da un'antologia poetica scritta e cantata da Michele Straniero, per cui Savona ha solo scritto il testo. E' un brano del 1988, quindi il più recente contenuto in "Seguendo Virgilio". Vergani ha un po' il vizio di uniformare tutto quello che canta al suo stile, però il brano regge.

In mezzo a tutto questo giulebbe di brani riusciti e dal piacevole o piacevolissimo ascolto, ci sono invece tre brani che non restano all'altezza delle versioni originali, anche perché alle prese, tutti e tre con il raffronto con interpreti più dotati di loro. Petra Montecorvino ce la mette tutta, ma ruggire sulle vellutate note di "E' scesa malinconica la sera" (ossia "I ricordi della sera") non è il miglior modo per far dimenticare Mina! Anche perché la miglior caratteristica di questa canzone, inebriata di puro stile longue, è il vago stato di noia sospesa che prelude allo svolgimento del brano. Scompare nel raffronto anche Roberto Vecchioni che se la deve vedere con Giorgio Gaber e con la sua versione di "Dove andate" da una poesia di Quinto Orazio Flacco contro la guerra. Vale lo stesso discorso fatto per Petra: non è l'esecuzione a non funzionare, ma il raffronto col passato.

Per l'ultimo brano invece non funziona proprio niente: Leonardo Manera prende una divertensissima canzone del Quartetto Cetra del 1964 che è "Però mi vuole bene" e ne dà una versione totalmente insipida e scipita che, a chi non ha a mente la versione carica di ironia di Lucia Mannucci e le sceneggiate che il Quartetto costruiva attorno, risulterà abbastanza incomprensibile. Si dirà: a Manera non è un cantante, è un comico. Appunto: è come comico che non fa ridere. Come cantante è inutile. L'unica canzone da saltare dell'intero disco.

AAVV - Club Tenco
"Seguendo Virgilio"

Ala Bianca - 2005
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 13-03-2006

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