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Le BiELLE RECENSIONI
Francesco Magni: "Scigùla"

Un piccolo tesoro perduto
di Davide Nixon

Cinica, crudele, feroce: la musica. Quanti artisti o presunti tali, sono stati sedotti e abbandonati dalla Dea delle 7 note? Tanti. Di loro qualcuno rammenta una fugace apparizione lontana nel tempo e nella memoria, una canzonetta lasciata ai capricci dei ricordi. Così perdiamo diversi tesori perduti,autori di musica che è frutto di passione e onesto lavoro,piuttosto che calcolo produttivo e in balìa delle mode.

Questo è il caso di Francesco Magni, lo rammentate? Nel 1980 partecipò al Festival di Sanremo, quello condotto da Benigni, si posizionò ultimo con un bel brano: "Voglio l’erba voglio” .Il brano che parla di droga è un pezzo davvero notevole sia per l’interpretazione di Francesco che per il testo ironico. Tanto che vince il premio della critica . La sua carriera però era cominciata nei primi 70, grazie all’interessamento di Nanni Svampa il quale si occupa di fargli produrre un disco presso la Durium il disco: "Al dì di incoeu". Grazie a questo lavoro Francesco attira l’attenzione di Moni Ovadia il quale produce per l’Ariston due lavori: “Il paese dei bugiardi”,”Cocò”. Numerosi gli ospiti di spicco, basti citare Alberto Fortis e Antonella Ruggiero.

"Scigùla" è un buon ritorno, un lavoro di puro e delicato cantautorato ancorato alle tradizioni, ma con uno sguardo aperto sul futuro. Filastrocche, antiche usanze, riflessioni sul passato “dolce” e su un futuro incerto. Non manca lo sguardo afflitto e amaro come nel bellissimo brano: ”La mia terra”, dove si narra della devastazione ecologica e quindi anche morale delle nostre terre .Godibilissimo il duetto con Svampa:”El spirtell content”. Di scottante attualità il brano: ”Il paese dei bugiardi”. Un lavoro che sicuramente piacerà a chi ascolta musica cantautorale e agli amanti del folk per via della buona esecuzione tecnica,per gli arrangiamenti delicati e “pieni” allo stesso tempo.

Compito di un buon “critico” è quello di andare alla riscoperta di materiali perduti, artisti messi negli angoli più bui della scena musicale, scovare tesori perduti, perché quello che per negligenza, pigrizia, mentalità modaiola e capitalista nei confronti della musica, è andato perduto .Per questo quando mi sono imbattuto nel personaggio di Francesco,un musicista serio e credibile, uno di quelli che fan il loro mestiere con gioia di suonare per la gente senza finalità artistoidi e senza sputtanarsi vendendosi al mercato dei Numeri Uno, ho capito di aver tra le mani una notevole proposta.

Un disco più che gradevole e che in fin dei conti si possa pure affermare che la rinascita dell’interesse per il genere folk e dialettale riproposto da grandissimi artisti come Davide Van De Sfroos e Dario Canossi debba qualcosa pure a Magni .Quindi vi invito a scrivere al suo sito internet, www.francescomagni.it, scoprirete un grande artista e della buona musica: fatta di terra, acqua, aria, fuoco, musica popolare e per il popolo.


Francesco Magni
"Scigùla"

Brianze - 2006
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 23-03-2006

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