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Le BiELLE RECENSIONI
Pacifico: "Dolci frutti tropicali"

Gradevole, educato e un po' leggero. Gazzosa o champagne?
di Moka

Il problema di fondo di Pacifico è un certo qual tono soporifero di fondo. Un malinteso sentimento di sudemericanità all’italiana che fa sì che la cantilena delle canzoni si sussegua con pochissime variazioni armoniche all’interno dello stesso brano e perfino tra un brano e l’altro che, a gioco lungo, diventano indistinguibili.

Ma, tutto sommato, è un peccato, perché il prode Gino De Crescenzo, ormai in tempi lontani membro dei Rosso Maltese di belle speranze, compone canzoni delicate sì e di trama tenue pure, ma ariose, con suoni molto gradevoli e approccio gentile.

Fatte le debite proporzioni è una sorta di Fabio Concato di questi tempi nostri avventurati. Non c’è dubbio, ad esempio che la singola canzone (una qualsiasi) valga più della somma dell’insieme, perché sul gioco lungo di un intero album (52’53”) l’attenzione viene inesorabilmente a calare. Verrebbe da dire che trattasi di un buon prodotto radiofonico, se non fosse che la qualità qui dispiegata sia nettamente superiore a qualsiasi analoga proposta radiofonica.

Musica d’autore? Mah ... sì ... boh? In parte senz’altro sì, perché è evidente il tentativo di scappare dalle trappole del facile consumo e cercare di avanzare una propria proposta personale con qualche caratteristica in grado di permanere nella memoria collettiva. Peraltro la levatura dei testi è prettamente canzonettara. Nulla di male in ciò, senonché è la classica caratteristica del pop, ossia musica nata per essere popolare e per non perseguire legami alcuni con la poesia.

Le rime sono semplici (“E’ un bosco odoroso / e fangoso / e misterioso”) e le immagini riportate sono quelle di un qualunque vissuto quotidiano. Ma tutto quanto proposto con una grazia e una delicatezza che, se non te lo fanno amare a tempo pieno, ti spingono comunque a rispettare la proposta. Un soprassalto di interesse c'è con l'arrivo degli ospiti: Petra Magoni rivitalizza da par suo "Caffè", mentre Samuele Bersani fornisce una voce intrigante in "Da qui", che, magari non sono i pezzi migliori dell'album, ma senz'altro tra i più gradevoli.

L'elenco degli ospiti di riguardo comprende anche Roy Paci, ininfluente al flicorno in "L'altalena" ed Edoardo De Angelis, invece influente al violino in "Da qui". Infine ricordiamo che copertina e booklet si valgono della penna di Tanino Liberatore, il fumettaro inventore di Rank Xerox, cheperò qui pare giocare a "schiuma frenata". Idee poche e immagini di copertina tutto sommato un po' qualunque, con la solia bellona sotto a palma (e nemmeno tanto intrigante). Un Liberatore che ha disegnato con la zampa sinistra, perché altrimenti è un grande. Insomma disco piacevole e concatiano. Se vi è sufficiente compratelo.

Da segnalare che, contemporaneamente a "Dolci frutti tropicali" esce "Grazie" di Gianna Nannini (ottimo disco!). Due delle canzoni hanno il testo scritto da Pacifico. Sui testi per la Nannini, Pacifico ha lavorato con più impegno che sui suoi. Non saranno colpi di genio, ma sono bei testi per canzoni. Ha fatto il contrario di De Gregori quando ha rifilato le sue "sole" a De André ("Volume VIII") e contemporaneamente ha inciso "Rimmel". Complimenti a Pacifico per la professionalità, ma poteva anche curare un po' di più i propri testi!

Pacifico
"Dolci frutti tropicali"

RadioFandango / Nunflower- 2006
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 02-02-2006

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