| La
signora canta il blues!
di Giorgio Maimone
Abbiamo
esaurito gli aggettivi per Nada. Passeremo agli avverbi: certamente,
sicuramente, incontestabilmente è un personaggio con cui
fare i conti. In un Paese meno distratto dell’Italia Nada
sarebbe già venerata, le ragazze giovani correrebbero a fare
cover delle sue canzoni e la Hall of Fame le dovrebbe riservare
un posto in bella evidenza. Invece molti si ricordano ancora di
Nada come della ragazzina del Festival di Sanremo e di “Ma
che freddo fa”. Son passati quasi 40 anni da allora! Nada
ha più di 50 anni e colpisce semmai come negli ultimi tempi
le maggiori emozioni al femminile le abbiamo avute dalla neocinquantenne
Gianna Nannini, dalla 59enne Marisa Sannia e dalla 52enne Nada,
tutte autrici delle loro canzoni. Ma splendida 50enne, non autrice,
è anche Fiorella Mannoia.
Come
se fosse necessario accumulare un po’ di anni in cascina prima
di riuscire a farne materiale autorale. Contraddicendo quasi uno
stilema consolidato che fa sì che da noi, superati i 50 anni,
gli uomini sembrano non avere più nulla da esprimere se non
ripetere se stessi (qualche eccezione esiste), mentre le donne sembrano
invece fiorire a una nuova vena creativa. Nada comunque in questo
“Canzoncine” (grande il titolo che smitizza e contemporaneamente
ci porta a chiederci se sia vero: Jannacci e Bennato le chiamavano
“canzonette”, ma canzoncine è più affettuoso,
persino infantile) passa in rassegna i suoi ultimi tre album, scegliendo
fior da fiore solo le canzoni da lei scritte in solitudine, con
l’aiuto di tre importanti arrangiatori come Mauro
Pagani (“Dove sei sei – 1999),
Mesolella e Minieri degli Avion Travel (“L’amore
è fortissimo, il corpo no” – 2001) e
John Parish (“Tutto l’amore
che manca” – 2003).
Pur
essendo state scritte nell’arco di sette anni, le canzoni
in questione mantengono un’unità di fondo impressionante,
che le trasforma in un unico corpus d’opera. Da “L’amore
è fortissimo, il corpo no” fino a “Grazie”,
da “La musica antica” a “Curata
& coccolata”, da “Scalza”
a “Questa donna” si dispiega
la narrazione della vita di una donna e dei suoi strazi: d’amore
e di vita. Ci sono alcuni passaggi nelle canzoni di Nada che ti
lasciano abraso, con l’animo a nudo, pronto a chiederti “ma
è possibile? E forse anch’io? Ho mai fatto soffrire
così tanto una donna per amore?” Tanto da farle dire:
“grazie per avermi straziato il cuore” oppure
“ e “troverai in me qualcosa di te che ti farà
rabbrividire / le paure , il dolore l’amore il sentire cose
che si stratificano sulla pelle, lasciano segni che non si cancellano”
(“Ti troverò”) o ancora
“Troppe volte i miei vestiti / stesi sopra il pavimento
/ son serviti ad asciugare / questa lacrime d’amore / ma chissà
se amare come gli animali serve a lasciare le impronte”
(“Piangere o no”) . “Le
mie notti di schiuma, Marlene/ le mie pietre di luna, Marlene, i
miei baci così / Sono la tua Marlene / la vita è breve
/ lascia che sia l’amore a farti morire” ("Marlene").
Non è una raccolta di successi. Una raccolta Nada poteva
farla con ben altri brani, dall’inossidabile “Ma
che freddo fa”, ad “Amore
disperato” a “Ti stringerò”
o a quel “Il cuore è uno zingaro”
con cui pure un festival di Sanremo nella notte dei tempi l’aveva
vinto (1971) o alla “Fisarmonica di Stradella”
scritta da Paolo Conte appositamente per lei. Ma
Nada ci ha abituato ai salti mortali, a non potere usare per lei
le normali categorie interpretatorie: come vuoi interpretarla una
che vince il festival di Sanremo e poco dopo fa un intero disco
con Piero Ciampi e successivamente, per sconvolgerci
ancora una volta, un disco di hard-progressive rock con la Reale
Accademia di Musica, per poi arrivare a Paolo Conte e quindi
a una svolta elettronica, prima di riscoprire in proprio le atmosfere
cantautorali, arrivando proprio ai dischi da cui sono tratti i brani
di “Canzoncine”? Con il segno dell’inesausta curiosità.
O forse con il titolo di uno dei suoi dischi meno noti: “Noi
non cresceremo mai”.
“Canzoncine” quindi, nonostante il titolo giochi sull’understatement,
è un album fondamentale che ci regala un autrice al vertice
delle sue capacità, colta nel suo meglio, all’apice
di un periodo creativo che l’ha vista molto presente sul mercato
discografico negli ultimi anni (collaborazioni con Massimo
Zamboni e Cesare Basile che hanno lasciato
il segno), un album di studio, un live, un altro album condiviso
con Massimo Zamboni e infine canzoncine, tutto nel giro degli ultimi
tre anni!
“Marlene” e “La
musica antica” mi fanno solo rimpiangere di
non averle scoperte prima! Sto recuperando il tempo perso a furia
di ascolti feroci e continuativi e ogni volta scopro qualcosa in
più: una frase, un’esitazione, un incrinatura della
voce, un passaggio che mi ero perso. Materiale di studio dovrebbe
diventare!
“Curata & coccolata” (La
gallina) ricorda le migliori cose di Mina: “che vita da
cani / per noi pennuti nani”. Satira acida su un certo
modo di essere donna (“Così gallina / quasi oca
/ così poco intelligente”) appena mascherata da
metafora aviaria, con tanto di coccodé a ritmo blues. Pezzo
di bravura.
Restano ancora due considerazioni obbligatorie: l’inedito,
ossia “Scalza” che occhieggia
al mondo radiofonico, pur essendo un ottimo pezzo in stile Nada.
Ossia come far convivere la qualità con l’ascolto(“Non
ci si può far niente / non c’è bisogno di tante
cose / di tormenti, di distanze prepotenti / basta ridere a volte
/ ma non si fa”). E’ l’unico pezzo datato
2006. Ed è anche il tramite per parlare del video che ne
è stato tratto e che apre la facciata Dvd dell’album,
in un bel filmato diretto da Gianluca Sraffa. Al
prezzo di un cd infatti viene proposto anche un dvd con 5 pezzi,
di cui solo “Scalza” ripetuta.
Gli altri brani del dvd sono “Inganno”
(1999), “Mare di fiori” (2001
inedito, diretto da Matteo Basile), “ Gesù”
(2001, diretto da Francesco Citto Maselli) e “In
generale” (2002 inedito diretto da Alessandro
Fabrizi). Nota di merito particolare per “Mare
di fiori” che risolve un mio sogno d’infanzia:
vedere Nada nuda! Ma in generale tutto il dvd è interessante,
anche se meno del cd. Poi, scusate, ma per me la musica resta sempre
e ancora qualcosa da ascoltare e non da vedere. E in questo senso
“Le mie canzoncine” è un disco da non perdere
per nessun motivo al mondo, per accorgersi che le Janis Joplin o
le Billie Holliday le abbiamo anche qui da noi: sono nate a Gabbro
e sanno scrivere meravigliose poesie e canzoni di squisita fattura.
Nada: la signora canta il blues!
Nada
Le mie canzoncine - 1999/2006 (cd +dvd)
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aggiornamento: 16-07-2006 |