| Eterea
eleganza miscellata con muffa nobile. Cocktail intrigante
di Giorgio Maimone
Mea
culpa! Devo confessare che non ero sopravvissuto al primo ascolto
di "Come togheter" nella versione di Spinetti e Magoni.
La palpebra pesa, lo sbadiglio assordante, il rischio del ridicolo
dietro gli "shht-tu-da-dadu-dum" con cui la Magoni sostituiva
l'intera orchestrazione dei Beatles tranne il basso di McCartney
mi avevano spinto a tirare lungo sul prosieguo dei brani di questo
doppio cd. Un'ora e mezza di musica affidata solo a contrabbasso
e voce! Anche se il secondo cd ha un'ospite a brano. Insomma, il
primo è "musica nuda" e il secondo "in deshabillè".
Se poi consideriamo che lo stesso effetto noia me l'aveva causato
il primo volume, si può comprendere il gesto di riporre il
disco nel cestino delle inutilità.
Devo quindi ringraziare la Targa Tenco conquistata dal disco che
mi ha spinto a riprenderlo in mano, a schiacciare subito fast forward
per saltare "Come togheter",
messo incomprensibilmente come primo brano e ad affrontare l'ardua
materia. Spinetti e Magoni fanno musica col minimo indispensabile:
un organico che chiunque definirebbe insufficiente, in quanto mancano
i tradizionali strumenti "narrativi", come può
essere un piano, una tastiera o una chitarra. Caparbiamente il duo
ci fa capire però che esistono strade, nello stesso momento
in cui ammettono che "un piccolo aiuto dagli amici" a
volte è insostituibile. Sono due virtuosi, è inutile
girarci attorno. Spinetti ricava magie dal suo contrabbasso, facendolo
"parlare" ed agire da protagonista. E la voce della Magoni
è duttile e acrobatica quanto serve per garantire che l'attenzione
non scemi.
Ma fosse solo virtuosismo stancherebbe presto (e diciamolo comunque
subito, non è un disco per tutti. Il pericolo noia è
sempre in agguato). La scommessa vincente questa volta si gioca
sul repertorio che è quanto mai vario (da "Like
a virgin" di Madonna a Friedrich
Handel, da "Splendido splendente"
della Rettore a Leonard Bernstein),
ma che riesce con abile miscellanea, a cui non sono estranei anche
brani composti dalla stessa coppia afornire spunti di interesse,
s enon di stupore.
La
varietà dei climi sonori consente di passare sopra alla forzata
somiglianza armonica delle canzoni, il resto lo fanno i virtuosismi
dei due: da un leggero fischio a uno scat accennato, dallo schioccar
delle dita allo svisare sulle corde, ogni meccanismo è buono
per riempire gli inevitabili vuoti che, e qui sta la sorpresa, sono
molto meno del previsto, tanto che, a uno spettatore disattento
non capiterà subito di capirlo. "Splendido
splendente" ad esempio è retto tutto sull'archetto
che fruga il contrabbasso, costituendo anche la parte percussiva,
mentre Petra Magoni non ti molla un attimo, fino a salire sulla
luna con il suo più alto acuto. Subito dopo "Le
due corde vocali", scritta dai due, metta a prova
le qualità vocali di Ferruccio Spinetti, che se la cava bene
in questo duetto accennato con la partner, che, per mantenere la
superiorà vocale si doppia la voce. Divertissement, ma di
classe.
Repertorio, si diceva: "Non andare via"
di Gino Paoli/Jacques Brel, "Colour
cafè" di Serge Gainsburg,
l'evergreen "Over the rainbow",
la deliziosa "Il cammello e il dromedario"
di Virgilio Savona, già presentata dai due
sull'album omaggio a Savona curato dal Club Tenco, "Seguendo
Virgilio". E proprio nella presenza di quest'ultimo
si può trovare una chiave di lettura per i brani scritti
dai nostri due assieme. I rimandi al Quartetto Cetra,
come virtuosismo incrociato con divertimento possono benissimo starci,
oltre che ne "Le due corde vocali"
anche ne "Il cacio con le pere",
nella leggera e fresca "Dindiandi"
e nell'assoluto musicale "5+7".
Per chidere il primo disco restano la riuscita "Io
sono metà", scritta dai due assieme a
Pacifico, "Never can say goodbye"
dal repertorio di Gloria Gaynor, ma la canzone
è più antica. La brevissima "Sirene",
fatta in casa dal duo e "La vie en noir"
di Claude Nougaro. Le migliori? "Lascia
ch'io pianga" di Georg Friedrich Handel e "Coleur
cafè" di Gainsbourg.
Altro discorso per il secondo disco che, non lo posso negare, mi
piace di più. Il primo cd stupisce e, a volte, lascia ammirati.
Il secondo è musica! Non più nuda, ma musica vero.
Non piegata a esperimento e virtuosismo, pur riconoscendo ampiamente
i meriti dei due. Se poi aggiungiamo che gli ospiti si chiamano
Stefano Bollani in tre brani (meravigliosi), Fausto
Mesolella degli Avion Travel, Erik Truffaz,
astro nascente del jazz francese, Nico Gori del
Quintetto di Bollani, Mirko Guerrini già
con Ivano Fossati, Nicola Stilo che con gli altri
due completa il terzetto di ottime realtà del jazz italiano
e Monica Demuru, attrice e cantante, abbiamo un
quadro più preciso delle coordinate su cui si muove la produzione.
Gli ospiti non si imitano a comparsate: Bollani canta anche, sussurra
direi, formando un ottimo amalgama con Petra, Nicola Stilo offre
oltre a chitarra e flauto, la sua composizione "Anima
animale", uno dei picchi più alti del
disco e Monica Demuru scrive assieme a Spinetti e Magoni la sua
"Anninnia". Infine "Amore
arancione" è un inedito degli Avion Travel,
venuto tanto bene che ora gli stessi Avion stanno pensando di riperscarlo.
Tra i pezzi migliori del secondo cd (che è il migliore dei
due, devo ripeterlo) "Why Judy why"
con Stefano Bollani. "Modena Park"
con Mesolella, autore Ivan Graziani, la già
citata "Anima animale" di Nicola
Stilo e "Non arrossire" del
Gaber pre-teatrale, qui in una grandissima versione.
Certo, c'è tanto qui dentro, c'è da discriminare la
sostanza dall'apparenza, c'è soprattutto da ascoltare e lasciarsi
trascinare. E' un disco da pomeriggi di pioggia, è un disco
autunnale. E' un disco da meditazione, da ascoltare a pancia piena
e soddisfatta. Se avete fame di musica o fame di watt state alla
larga. E' scritto in punta di dita e suonato con enorme maestria,
anche se spesso da uno strumento solo. Non cercate le emozioni strappapelle:
non le può dare. Ma forse quella sottile malinconia che si
accompagna con i sottofondi, con i panorami sonori, con le gocce
di pioggia che tracciano sentieri sui vetri, la si può ritrovare
qui dentro. Tempo da camini accesi e maglioni di lana, ma di ottima
lana. E la legna profuma di ginepro. E la donna indossa con nonchalanche
un prezioso profumo. e l'uomo sorsegia nettari preziosi o fuma tabacco
di pregio. Un po' è una reclame del radical chic, una colonna
sonora da film di Woody Allen, ma fatta con garbo e capacità.
Petra
Magoni e Ferruccio Spinetti
"Musica Nuda 2"
Radio Fandango - 2006
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aggiornamento:29-09-2006 |