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Le BiELLE RECENSIONI
Petra Magoni/Ferruccio Spinetti: "Musica nuda 2"

Eterea eleganza miscellata con muffa nobile. Cocktail intrigante
di Giorgio Maimone

Mea culpa! Devo confessare che non ero sopravvissuto al primo ascolto di "Come togheter" nella versione di Spinetti e Magoni. La palpebra pesa, lo sbadiglio assordante, il rischio del ridicolo dietro gli "shht-tu-da-dadu-dum" con cui la Magoni sostituiva l'intera orchestrazione dei Beatles tranne il basso di McCartney mi avevano spinto a tirare lungo sul prosieguo dei brani di questo doppio cd. Un'ora e mezza di musica affidata solo a contrabbasso e voce! Anche se il secondo cd ha un'ospite a brano. Insomma, il primo è "musica nuda" e il secondo "in deshabillè". Se poi consideriamo che lo stesso effetto noia me l'aveva causato il primo volume, si può comprendere il gesto di riporre il disco nel cestino delle inutilità.

Devo quindi ringraziare la Targa Tenco conquistata dal disco che mi ha spinto a riprenderlo in mano, a schiacciare subito fast forward per saltare "Come togheter", messo incomprensibilmente come primo brano e ad affrontare l'ardua materia. Spinetti e Magoni fanno musica col minimo indispensabile: un organico che chiunque definirebbe insufficiente, in quanto mancano i tradizionali strumenti "narrativi", come può essere un piano, una tastiera o una chitarra. Caparbiamente il duo ci fa capire però che esistono strade, nello stesso momento in cui ammettono che "un piccolo aiuto dagli amici" a volte è insostituibile. Sono due virtuosi, è inutile girarci attorno. Spinetti ricava magie dal suo contrabbasso, facendolo "parlare" ed agire da protagonista. E la voce della Magoni è duttile e acrobatica quanto serve per garantire che l'attenzione non scemi.

Ma fosse solo virtuosismo stancherebbe presto (e diciamolo comunque subito, non è un disco per tutti. Il pericolo noia è sempre in agguato). La scommessa vincente questa volta si gioca sul repertorio che è quanto mai vario (da "Like a virgin" di Madonna a Friedrich Handel, da "Splendido splendente" della Rettore a Leonard Bernstein), ma che riesce con abile miscellanea, a cui non sono estranei anche brani composti dalla stessa coppia afornire spunti di interesse, s enon di stupore.

La varietà dei climi sonori consente di passare sopra alla forzata somiglianza armonica delle canzoni, il resto lo fanno i virtuosismi dei due: da un leggero fischio a uno scat accennato, dallo schioccar delle dita allo svisare sulle corde, ogni meccanismo è buono per riempire gli inevitabili vuoti che, e qui sta la sorpresa, sono molto meno del previsto, tanto che, a uno spettatore disattento non capiterà subito di capirlo. "Splendido splendente" ad esempio è retto tutto sull'archetto che fruga il contrabbasso, costituendo anche la parte percussiva, mentre Petra Magoni non ti molla un attimo, fino a salire sulla luna con il suo più alto acuto. Subito dopo "Le due corde vocali", scritta dai due, metta a prova le qualità vocali di Ferruccio Spinetti, che se la cava bene in questo duetto accennato con la partner, che, per mantenere la superiorà vocale si doppia la voce. Divertissement, ma di classe.

Repertorio, si diceva: "Non andare via" di Gino Paoli/Jacques Brel, "Colour cafè" di Serge Gainsburg, l'evergreen "Over the rainbow", la deliziosa "Il cammello e il dromedario" di Virgilio Savona, già presentata dai due sull'album omaggio a Savona curato dal Club Tenco, "Seguendo Virgilio". E proprio nella presenza di quest'ultimo si può trovare una chiave di lettura per i brani scritti dai nostri due assieme. I rimandi al Quartetto Cetra, come virtuosismo incrociato con divertimento possono benissimo starci, oltre che ne "Le due corde vocali" anche ne "Il cacio con le pere", nella leggera e fresca "Dindiandi" e nell'assoluto musicale "5+7". Per chidere il primo disco restano la riuscita "Io sono metà", scritta dai due assieme a Pacifico, "Never can say goodbye" dal repertorio di Gloria Gaynor, ma la canzone è più antica. La brevissima "Sirene", fatta in casa dal duo e "La vie en noir" di Claude Nougaro. Le migliori? "Lascia ch'io pianga" di Georg Friedrich Handel e "Coleur cafè" di Gainsbourg.

Altro discorso per il secondo disco che, non lo posso negare, mi piace di più. Il primo cd stupisce e, a volte, lascia ammirati. Il secondo è musica! Non più nuda, ma musica vero. Non piegata a esperimento e virtuosismo, pur riconoscendo ampiamente i meriti dei due. Se poi aggiungiamo che gli ospiti si chiamano Stefano Bollani in tre brani (meravigliosi), Fausto Mesolella degli Avion Travel, Erik Truffaz, astro nascente del jazz francese, Nico Gori del Quintetto di Bollani, Mirko Guerrini già con Ivano Fossati, Nicola Stilo che con gli altri due completa il terzetto di ottime realtà del jazz italiano e Monica Demuru, attrice e cantante, abbiamo un quadro più preciso delle coordinate su cui si muove la produzione.

Gli ospiti non si imitano a comparsate: Bollani canta anche, sussurra direi, formando un ottimo amalgama con Petra, Nicola Stilo offre oltre a chitarra e flauto, la sua composizione "Anima animale", uno dei picchi più alti del disco e Monica Demuru scrive assieme a Spinetti e Magoni la sua "Anninnia". Infine "Amore arancione" è un inedito degli Avion Travel, venuto tanto bene che ora gli stessi Avion stanno pensando di riperscarlo.

Tra i pezzi migliori del secondo cd (che è il migliore dei due, devo ripeterlo) "Why Judy why" con Stefano Bollani. "Modena Park" con Mesolella, autore Ivan Graziani, la già citata "Anima animale" di Nicola Stilo e "Non arrossire" del Gaber pre-teatrale, qui in una grandissima versione.

Certo, c'è tanto qui dentro, c'è da discriminare la sostanza dall'apparenza, c'è soprattutto da ascoltare e lasciarsi trascinare. E' un disco da pomeriggi di pioggia, è un disco autunnale. E' un disco da meditazione, da ascoltare a pancia piena e soddisfatta. Se avete fame di musica o fame di watt state alla larga. E' scritto in punta di dita e suonato con enorme maestria, anche se spesso da uno strumento solo. Non cercate le emozioni strappapelle: non le può dare. Ma forse quella sottile malinconia che si accompagna con i sottofondi, con i panorami sonori, con le gocce di pioggia che tracciano sentieri sui vetri, la si può ritrovare qui dentro. Tempo da camini accesi e maglioni di lana, ma di ottima lana. E la legna profuma di ginepro. E la donna indossa con nonchalanche un prezioso profumo. e l'uomo sorsegia nettari preziosi o fuma tabacco di pregio. Un po' è una reclame del radical chic, una colonna sonora da film di Woody Allen, ma fatta con garbo e capacità.


Petra Magoni e Ferruccio Spinetti
"Musica Nuda 2"
Radio Fandango - 2006
In tutti i negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento:29-09-2006

 
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