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Le BiELLE RECENSIONI
Mau Mau: "Dea"

Infantile. Può essere anche un complimento?
di Leon Ravasi

Infantile è il primo termine che mi viene in mente per definire questo disco dei Mau Mau. Infantili le trame, infantili le musiche, infantili soprattutto i testi. La seconda sensazione è che non necessariamente questo termine debba essere negativo. "Dea" è una raccolta di canzonette estive. E allora? Bisognerebbe abolire l'estate? O le canzonette? Oppure trovare una via di mezzo. Come per gli organismi geneticamente modificati scrivere sulla copertina "Attenzione: contiene canzonette. Chi non fosse interessato è pregato di tenersi alla larga".

E questo pone subito un secondo problema. Con quali categorie si recensisce un disco di questo genere' Per intenderci, se si usasse lo stesso metro con cui si ascolta un disco di Lolli o di Capossela o anche di Stefano Giaccone, per restare a Torino, i Mau Mau dovrebbero essere fatti a pezzi. Se si utilizzassero le categorie degli Arpioni o dello ska in genere, i Mau Mau ne uscirebbero ugualmente con qualche ammaccatura. Se li si raffrontasse ai Vallanzaska, i Mau Mau fanno meno ridere. O meglio, quando fanno ridere, non ne avrebbero l'intenzione.

E allora facciamo piazza pulita delle categorie e lasciamo correre il disco. I suoni sono levigati e belli, escono molto nitidi dai solchi, la produzione non è certo lo-fi (e d'altra parte dietro c'è una grande multinazionale) e se si ascoltano le parole come se fossero cantate in inglese, malgascio o ugro-finnico, senza andare a chiedersi che senso hanno frasi come "mia macchina mercedes /l'ho venduta a un uomo nero / che l'ha valutata bene /presa e messa sulla nave / l'ha spedita in Nigeria" il procedere del disco è fluido, quasio come se si trattasse di un unico lungo brano.

Certo che se una volta i Mau Mau avevano costituito un ensemble stimolante e innovativo, con quella sua aria da italian patchanka, questa sorta di Negresses vertes in salsa torinese, ora la proposta appare datata e derivativa. Ci resta un album leggermente schizofrenico, diviso in due, tra brani di piacevole ascolto come "Il treno del sole", "Souvenir de Tulum"
o la iniziale "Da qui ai Caraibi". In mezzo scherzi leggeri come "Cartoline", "Cannibal" o "Dea", molto meno interessanti. Poi c'è "La casa brucia" con la collabvorazion e di Don Rico e Terron Fabio dei Sud Sound System, che si lascia ascoltare con piacere, anche se sa molto di SSS.

Curiosamente l'insieme di suoni brasiliani (buona parte delle registrazioni sono state effettuate a San Paolo con l'ausilio della scuola percussionistica brasiliana Bagnuncaco) e di canto in italiano richiamano alla mente gli ultimi lavori di Jovanotti. Insomma, ma è possibile che i Caraibi siano così vicini a Torino e non ce ne siamo mai accorti? Qualcosa mi sfugge. Come questa continua voglia di essere in vacanza che pervade Luca Morino (soprattutto) e Fabio Barovero. Disco altalenante. Non convincente.




Mau Mau
"Dea"

Sony Bmg - 2006
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Ultimo aggiornamento: 19-05-2006

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