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Le BiELLE RECENSIONI
Claudio Gabelloni : "Come una cometa
catturata dal tempo"

Né facile, né divertente. Ma importante
di Lucia Carenini

Non è un disco facile e non è nemmeno divertente. Però è un disco importante. Sono undici poesie anarchiche che diventano canzoni. Poesie notissime - come Addio Lugano bella - e poesie meno note, ma non per questo meno significative. Sicuramente canzoni "dalla parte del torto" che, anche se a tratti possono peccare di ingenuità nei testi - cosa peraltro riconducibile o al contesto storico nel quale sono stati scritti o alla stessa struttura delle ballate da cantastorie - costituiscono un importante documento su fatti e personaggi "scomodi" che rischiano di essere dimenticati.

Si inizia così con Addio Lugano Bella, la più famosa, insieme a Stornelli d'esilio, fra le poesie di Pietro Gori. Egli la scrisse nel luglio del 1895 in Svizzera, dov'era dovuto riparare dopo l'omicidio del presidente francese Sadi Carnot, ucciso da Sante Caserio con l'accusa di essere il mandante "spirituale" del delitto, in quanto amico e difensore del Caserio. Costretto all'emigrazione, si trasferì a Lugano e, sfuggito a un misterioso attentato (gennaio 1895), venne espulso dalla Svizzera stessa insieme con altri dodici esuli. Fu allora che scrisse le parole del suo canto, una sorta di manifesto dell’Anarchia.

Si parla poi di diversità, di emarginazione, di soprusi della cosiddetta “società civile” verso l’individuo. Incontriamo così alcuni personaggi altri, dal Sudicio di Ugo Zambelli - un essere così ai margini che nemmeno la morte lo vuole - oppure il Matto del parco di Giovanni Marini, lo scrittore e poeta anarchico condannato a 9 anni di reclusione perché era accusato di aver reagito a un assalto fascista, disarmando un missino del proprio coltello e ferendolo a morte durante la colluttazione. Il fatto era avvenuto nel luglio 1972 a Salerno, in un clima di forte tensione creato nella città da numerose azioni squadriste. Marini, prima dell'arresto, era impegnato in una controinchiesta su un anomalo incidente stradale che nel 1970 aveva provocato la morte di cinque anarchici calabresi, nei pressi di Roma, dove si stavano recando per consegnare alcuni documenti, mai ritrovati, sulle stragi che iniziavano a insanguinare l'Italia.

E ancora vengono ricordati alcuni fatti storici, tra i quali la vicenda di Gino Lucetti - lo scalpellino protagonista del fallito attentato a Mussolini dell'11 settembre 1926 - lo stesso regime mussoliniano e quello franchista.

A seguire, personaggi come Gogliardo Fiaschi, forse il più grande rappresentante carrarese degli anarchici e dell'Anarchia. A volte raccontati, a volte narratori in prima persona, i poeti anarchici - carraresi e non- prendono voce grazie al lavoro di Claudio Gabelloni per raccontare in queste undici poesie-canzoni la vita quotidiana e la storia viste dalla loro prospettiva.

Il lato musicale dell'operazione è piuttosto semplice: chitarre, qualche programmazione, alcuni cori, una fisarmonica, quella di Davide Giromini e, in Spagna 1936-96 la tromba di Francesco d'Angelo. Ma il clima è quello giusto per un'operazione come questa.

A corredo delle poesie, sul libretto accluso al cd, alcuni cenni biografici a riguardo dei personaggi trattati.


Claudio Gabelloni
"Come una Cometa catturata dal tempo"

A cura del Circolo Culturale Anarchico
Il Baffardello, Carrara - 2004
Liberamente scaricabile su Bielle

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Ultimo aggiornamento: 19-02-2006

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