| Un
sacco di considerazioni positive, qualcuna meno e un libretto da
"bonus"
di Moka
E'
questa una recensione bipartita: ci sono un sacco di pregi in questo
album e c'è anche qualche piccolo difetto, ma il difetto
non riguarda l'album, riguarda la Bandabardò in genere e
soprattutto il repertorio degli anni passati, un repertorio che
procede ad alti e bassi e che rende l'ascolto continuativo di questi
due dischi leggermente pesante. La scarsa duttilità della
voce di Erriquez, soprattutto sulle note alte, conferma la sensazione
di pesantezza. Ma nessuno può costringervi ad ascoltare queste
due ore di musica tutte di fila e, tolto questo, i pregi superano
nettamente i difetti. La Bandabardò infatti è sempre
più brava come questo lavoro conferma.
E' un disco generoso: doppio ma dal prezzo contenuto e
dalla durata inconsueta. Sono 35 canzoni suddivise su due dischi
e in quattro momenti differenti: quattro inediti, 12 canzoni tratte
da tutti i dischi ufficiali del gruppo, 8 brani da un concerto acustico
al Forum Village di Roma e 9 registrati live. Per un totale di 2
ora e 20' di musica. Ce n'è di che saziarsi! Se poi aggiungiamo
che tra gli inediti uno è nientepopodimenochè "Bobo
Merenda" di Enzo Jannacci abbiamo di che sfregarci
gli occhi e salivare ripetutamente. Non è un caso che un
disco così sia salito al primo posto tra gli indipendenti
in Hit Parade e all'ottavo posto in assoluto. Una delle poche, pochissime
volte in cui si conciliano vendite e qualità.
Il primo cd
è il più interessante, perchè parte con i quattro
inediti: "Un uomo in mare",
"Filastrocca", "Fuori
orario" e soprattutto la già citata cover,
scatenata e saltellante, pur nella sua sostanziale fedeltà
all'originale di "Bobo Merenda".
Enzo Jannacci è una presenza che ritorna
pochi brani dopo come citazione con "Sempre allegri"
che cita la frase "E sempre allegri bisogna stare / che
il nostro piangere fa male al re / famale al ricco e al cardinale
/ diventan tristi se noi piangiam", tratta di peso da
"Ho visto un re" di Jannacci-Fo. E ci piace registrare
anche l'attenzione che la nuova musica italiana riserva finalmente
al grande Enzo, visto che a inizio estate i Folkabbestia
lo hanno omaggiato di una bella versione di "Giovanni
telegrafista".
Tra gli inediti
"Un uomo in mare" ha un buon
andamento melodico, con qualche spunto anche nuovo rispetto alla
storia della Bandabardò, mentre "Filastrocca"
e "Fuori orario" erano già
dei classici del gruppo prima ancora di essere stati scritti. Molto
carina "Fuori orario", ma non stupisce proprio mai. E'
esattamente quello che ti aspetteresti da Erriquez, Finaz, Nuto,
Orla, Don bachi e Cantax (+ Ramon). In un ascolto "mascherato"
tra 100 gruppi analoghi, questa non la potresti mai mancare. Però
non necessariamente deve essere un difetto. Anzi, può suonare
anche come conferma di una bene delineata forma artistica. A prova
di imitazione.
Seguono le
canzoni tratte da tutti gli album di studio del gruppo e qui non
c'è da avere sorprese. Sono classici come "UbriacoCantaAmore"
(con Stefano Bollani), a "Fortuna"
o "1, 2, 3 ... Stella!". Ma
anche il secondo cd presenta due tempi: nel primo ci sono 8 brani
presi da un concero acustico registrato al Forum Village di Roma.
Le successive 9 canzoni vengono da altre registrazioni live. Più
interessante le prime, arrangiate dal Maestro Orio Odori
della Banda Improvvisa. La canzone "Ho la testa"
vede la partecipazione della stessa Banda Improvvisa.
"Uomini celesti" è invece
la riproposizione di una cover da Mogol-Battisti.
Il resto sono i classici della banda: da "Beppeanna" a
"W Fernandez", da "20 bottiglie di vino" a "Vento
in faccia", che è anche il titolo della biografia della
banda, scritta da Massimo Cotto. C'è tutto e c'è anche
di più. Album generoso, dicevamo, che generoso resta fino
in fondo.
Vale infatti un "bonus" il libretto che propone, oltre
a tutti i testi delle canzoni, gli accordi delle
stesse. Non solo la base dei fedelissimi della Bandabardò
sarà felice, ma così si dimostra soprattutto di aver
capito che il pubblico che compra i dischi è più disposto
a comprarli quando i libretti offrono materiale che non trovi altrove.
Sinceramente, perché comprare il cd (bellissimo) "Calypsos"
di De Gregori, quando l'unica cosa che ne ricavi sono quattro scarne
note di copertina e null'altro? Quando poi, in un modo o nell'altro,
nella rete, dagli amici, nelle edizioni pirata, nie concerti dal
vivo, le canzoni le trovi lo stesso? E chi invece non correrebbe
a comprare il cd del Deg se, oltre ai testi, trovasse all'interno
gli accordi delle canzoni? La Bandabardò potrebbe aver segnato
una strada. Vediamo chi sarà altrettanto bravo da seguirli.
Bandabardò
"Fuori orario" 2 cd
On the road music factory - 2006
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aggiornamento: 08-10-2006 |