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Le BiELLE RECENSIONI
Folkabbestia: "25-60-38"

Piccoli capolavori dimenticati (e qualche cazzata). Ci si diverte
di Giorgio Maimone

La musica d’autore, apparentemente disdegna il disimpegno, ma in realtà non sono pochi i territori di confine e i punti di contatto. Prendiamo, ad esempio un piacevolissimo disco appena uscito: “25-60-38” dei Folkabbestia, ovvero i “Tre numeri al lotto”di Carosone. Il disco porta come sottotitolo “Breve saggio sulla canzone italiana”. In 14 episodi i Folkabbestia passano in rassegna non necessariamente il meglio della canzone d’autore italiana, ma compiono una panoramica a volo d‘uccello che passa per le vette di Fabrizio De André, Francesco Guccini o Domenico Modugno e per le valli di Gian Pieretti e Ricky Gianco, Bobby Solo e il Quartetto Cetra, per planare infine sulle colline di Jannacci, Rino Gaetano, Boris Vian, Battiato, Bennato e, per l’appunto Carosone.

Ma c’è un collante comune in queste canzoni: in misura maggiore o minore sono tutte canzoni divertenti e divertite (fa eccezione, ma è quella che conferma la regolaAmara terra mia, severa canzone sull’emigrazione della Sicilia scritta da Domenico Modugno con, ohibò, Enrica--nuda-su-playboy-Bonaccorti). Difficile scegliere la migliore tra un Avvelenata di Guccini, cantata in questa occasione dalle ‘Bbestie assieme a Franco Battiato o “Tre briganti e tre somari”, dove due briganti (o due somari) sono rappresentati da Caparezza e da Erriquez della Bandabardò (non è l’unico prestito della banda toscana: il maestro Finaz presiede all’intera operazione come produzione artistica, suonatore di chitarra e violoncello).

Oppure ancora la scatenata “Siesta” di Bobby Solo, ma scritta da Herbert Pagani e Anelli. Le canzoni, scelte come emblemi di un certo modo di fare musica italiana “verace”, sono completamente reinterpretate dai Folkabbestia che innestano il turbo e picchiano sul pedale dell’acceleratore, fornendo versioni accelerate di tutti i brani per un disco lungo, che dura 55’50”, ma che sembra finire in un amen.

Il criterio di scelta, ogni tanto, lascia spazio a qualche variazione sul tema, per la giustapposizione di Carosone a Jannacci o di Battiato ai Cetra o anche per il ricorso a "Serenata" di Amerigo Ciervo dei Musicalia, un brano che, pur risalendo al 1984, forse ingiustamente non gode della stessa fama degli altri. Tra le cover colpisce una "Uffa uffa" di Edoardo Bennato, dove, a sorpresa, le Bbestie alzano il piede dall'acceleratore per fornirci una versione rallentata che potrebbe anche convincere più dell'originale. Se non fosse che, in fin dei conti, con quegli originali siamo nati e cresciuti e, come sempre capita, non siamo del tutto pronti a sentircerli stravolgere. Ma questo è un problema nostro e non delle Bbestie che invece sono brave e inuitivamente in tema.

Funzionano bene "Ahi Maria" di Rino Gaetano, vicina all'originale, "Pietre" di Gian Pieretti-Gianco, non troppo stravolta, tutto sommato se la cava "Re Carlo (Ritorna dalla Battaglia di Poitiers)" proprio perché lontano dall'originale e da qualsiasi ricordo di Faber (col quale non si compete, si soccombe. Meglio quindi non copiarlo) e una improbabile "Voglio vederti danzare" di Battiato, sideralmente lontana, eppur così vicina.

A tutto l'insieme risulta un po’ estraneo “Il disertore”: in primo luogo perché è una canzone francese, in secondo perché non è divertente e in terzo perché non viene particolarmente bene alle ‘Bbestie, ma al di là di questa scelta che lascia qualche dubbio, tutto i resto del disco fila liscio come l’olio. Alla vostra preferenza scegliere il brano che vi piace di più. A loro merito (e del produttore Annibale Bartolozzi) avere scosso il velo di polvere da una serie di ottime canzoni.


I Folkabbestia, tanto per ripeterlo, sono Lorenzo Mannarini, chitarra e voce; Fabio Losito, violino; Francesco Fiore, basso e Nicola De Liso, batteria. Praticamente fissi in tutto il disco risultano però anche Simone Martorana (che ha pure partecipato agli arrangiamenti) alla chitarra, il già citato A.M.Finaz a chitarre, violoncello, tastiere e cori, Antongiulio Galeandro alla fisarmonica (tranne in quattro brani dove è stato sostituito da Pietro Santoro). Infine Massimo La Zazzera ha suonato la cornamusa ne "Il disertore" e Alessandro Guasconi il contrabbasso in "Uffa uffa". Annibale Bartolozzi, oltre a produrre il disco per la Upr-Peones, è anche responsabile dell'ideazione del progetto. Ultima nota di merito per i disegni interni al libretto che illustrano le canzoni e sono del batterista Nicola De Liso (che peraltro ha studiato, col suo studio grafico) anche la copertina e l'intero libretto.



Folkabbestia
"25-60-38 - Breve saggio sulla canzone italiana"
Upr Folkrock/Edel - 2006
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Ultimo aggiornamento: 06-08-2006

 
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