| Per
la pecunia e per i palastilisti. Non certo per il vaffanculo
di Leon
Ravasi
"In
direzione ostinata e contraria -2" è l'estratto del
"peggio" del suo repertorio. Se il primo volume, per quanto
pleonastico, aveva il vantaggio di riunire 54 canzoni con il meglio
del suo repertorio, questo secondo episodio non può che andare
a frugare negli episodi meno brillanti (53 canzoni). E quel che
è peggio è che ne lascia fuori ancora qualcuno!
De André ha scritto 126 canzoni, considerando i tre intermezzi
come pezzi separati o 124 se li si considera come parti di un solo
brano: ora 54+53 fanno 107. Ne mancano all'appello 19 che salgono
a 20, perché nel primo disco c'era anche "Cose
che dimentico" di Cristiano, in versione inedita
dal vivo.
Cosa manca? Il primo e il secondo intermezzo, Nuvole
barocche e Per i tuoi larghi occhi, Folaghe e Tema di Rimini
(solo musicali) e Verdi pascoli, dai fan
ritenuta, in una votazione sul web di qualche tempo fa, Fabrizio
vivente, la più brutta canzone di De André in assoluto
(e intimamente da molti assegnata al solo Bubola).
Se poi invece vogliamo metterci a considerare il singolo valore
dei brani è chiaro che sia qui che nel primo episodio della
serie troviamo una serie di capolavori. Tanto per non perdere tempo
mi limiterò ad elencarli: Cantico dei drogati,
Leggenda di Natale, Ballata degli impiccati, Canto del servo pastore,
Sinàn Capudàn Pascià, D’ä mê
riva, Jamin-à, Le nuvole, Ottocento, Dolcenera, Le acciughe
fanno il pallone, Â Cúmba, Disamistade, Un malato di
cuore, Un medico, Un matto, Canzone del padre, Nella mia ora di
libertà, Via della Povertà, Oceano, Le storie di ieri,
Avventura a Durango, Sally. Contati male fanno 23
capolavori. Ma il problema non sta qui.
Non sta neanche nella masterizzazione migliorativa, che toglie,
procedendo al contrario, i difetti del digitale per restituire il
calore dell'analogico, soprattutto nel cantato. Sta nel fatto che
di strenna continua a trattarsi, di un sistema per mungere soldi
all'infinito dalla macchina De André e fargli editare più
dischi da trapassato di quanti ne aveva prodotti in vita, dove era
sempre stato molto parsimonioso nel licenziare lavori suoi.
Se il primo "In direzione ostinata e contraria"
si giustificava col fatto che poteva essere una scelta, per quanto
ampia, del meglio di De André, anche secondo lui stesso(stando
alle dichiarazioni di Dori), il secondo cd della serie non si giustifica.
Cosa sarebbe? Il peggio secondo De André? E perché
lasciare fuori quella manciata di brani? Siamo sicuri che siano
peggio di Laudate Hominem o di Spiritual o di S'i fosse
foco, invece presenti in questa raccolta, ma francamente
brani non memorabili del canzoniere deandreiano. Mancano però
Caro Amore (per cui DeAndré non
aveva mia chiesto i diritti, visto che si tratta in realtà
del Concerto per Aranjuez di Rodrigo), Dolce Luna, Giovanna
d'Arco, Il Fannullone (peccato gravissimo!),
La bomba in testa, La morte, Marcia nuziale (altra
assenza esiziale), Morire per delle idee, Nancy, Sogno
numero 2, Un blasfemo e Un chimico (due errori da
matita blu!) e Via della Croce.
Come mai 20 esclusioni? Alcuni per problemi di diritti (forse),
altre perché brutte: ma Un Blasfemo, Un chimico e Il Fannullone?
Siamo sicuri che non meritassero proprio? Insomma, lasciatemelo
dire perché tanto l'avrete già capito benissimo: a
me queste operazioni sembrano delle schifezze! C'è tutta
l'opera di De André in commercio, uno che hasempre fatto
concept album, ma perché non dovremmo riascoltarli ora e
sempre esattamente come li ha scritti, pensati e cantati lui? Magari
rimasterizzati, perché la qualità di Tutti morimmo
a stento continua a fare schifo, ma tutti gli album per interi.
De André non si può fare a fette. Non può finire
in pillole. Non deve essere predigerito e messo nel tritacarne delle
playlist. De André è come la Divina Commedia, come
l'opera omnia di Shakespeare: un tutt'uno. Astenersi praticoni e
perditempo! Sbam, la seduta è tolta!
Fabrizio
De André
"In direzione ostinata e contraria 2 "
Ricordi - 2006
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aggiornamento: 02-01-2007 |