| Nelle
orecchie le musiche di altre terre e altri mari
di Luca Vitali
Terzo
album per i salentini Crifiu. La strada da seguire è sempre
quella, “La Strada Del Sogno”, come intitolava il primo
disco (2001): il sogno di riuscire a mescolare suoni, ritmi, dialetti
della propria terra, con quelli degli altri popoli che si affacciano
sul Mediterraneo; in più con un’apertura verso l’elettronica
e la programmazione (se ne occupa Alessandro De Paoli, anche al
tin whistle, al flauto e alla ciaramella) per dare un ché
di contemporaneo alle musiche e ai testi di Luigi De Paoli (chitarrista
e mandolinista) e al tradizionale del Salento Sutta 7 Cieli.
“Tra Terra E Mare” giunge a tre anni
di distanza da “Di Periferia…” ed
è il risultato di tante conoscenze avvenute lungo i tanti
chilometri percorsi per portare le proprie canzoni sui palchi di
tutta Italia, ma non solo, palchi divisi spesso con una miriade
di altre band, in un continuo scambio di idee ed emozioni.
Era così inevitabile che le collaborazioni si spostassero
dalle assi di un palco alle mura di una sala di registrazione: a
dare il loro contributo a “Tra Terra E Mare” abbiamo
membri di Modena City Ramblers, Folkabbestia, Mascamirì
e The Gang.
La voce di Andrea Pasca si confronta con quella
di Marino Severini in "Onda d'ombra"
(introdotta da Cosimo Giagnotti) e "Di pane di
vino", "La vita".
Le chitarre elettriche di Sandro Severini, Francesco “Fry”
Moneti e Alessio Amato danno più vigore alla stessa
"Onda d’ombra", a "Sutta
7 cieli", a "Vorrei vorrei"
e "Nu’ mm’ha’ dire"
(dove compare, come in "Trans-World Express",
la tromba di Simone Stefanizzi), mentre in "Come
sarà?" c’è il violino di
Fabio Lo Sito; la base ritmica è formata
da Ivan Schito alla batteria e Giovanni
Amato al basso (anche cori e tromba), la fisarmonica è
nelle mani di Gianni De Donno.
A completare il tutto, sparsi qua e là, frammenti di Pippi
De Curse e Pier Paolo Pasolini. Una citazione a parte merita "Cecilia",
ispirata all’omonimo canto tradizionale.
Folk-Core? Sicuramente gli ingredienti musicali di “Tra Terra
E Mare” provengono dal sud dell’Italia, dai Balcani,
dall’area Maghrebina; i Crifiu li mischiano con entusiasmo
e creatività e poi li fanno ripartire dalla loro Terra, spinti
dal Vento, sull’Acqua del Mediterraneo: è il sacro
Fuoco della musica.
Crifiu
"Tra terra e mare"
Ethnoworld/Venus - 2006
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aggiornamento: 06-08-2005 |