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Le BiELLE RECENSIONI
Cecilia Chailly: "Alone"

Disco fatto in casa e con le cose di casa. La suggestione dei ricordi
di Giorgio Maimone

Che piacere, e delicatezza, che intimità! L'unico dubbio ascoltando "Alone" è che si rischi di essere troppo indiscreti.Perché Cecilia Chailly ti lascia entrare nelle camere del cuore. Ti ci porta dentro per mano anzi. A fari vedere le immagini del padre, a farci sentire il peso dell'illustre fratello, a farci sentire la sua voce infantile, registrata sempre dal padre anni fa, a mostrarci le sue foto, la sua anima così come il suo corpo. E tutto questo in un disco che si intitola "Alone" e che gioca magnificante col doppio senso di "da sola" (nell'accezione inglese), che ci sta perché tutto l'album è stato realizzato e suonato da Cecilia da sola, oppure di sfumatura aureolare della luce: l'alone della luna, ad esempio. E ci sta anche questo per definire un disco notturno e intimistico.

Gioco di parole per gioco di parole, se il primo disco solistico di Cecilia si intitolava "Anima", il secondo "Ama" e il terzo "Alone", i prossimi non potranno che chiamarsi "Aiola" "Agone" e "Adone", visto la predisposizione per i titoli in A, tendenzialmente di 5 lettere e con la seconda in scala ascendente.

Ma siamo ad "Alone" e siamo fuori dai giochi di parole. Restano allora 17 momenti musicali che si susseguono come in un sogno, in un'atmosfera onirica che ben si addice all'arpa e alla bellezza lunare di Cecilia. Non conterà molto sotto l'aspetto musicale, ma ascoltare un bel disco di una bella donna, non so esattamente perché, ma dona un piacere aggiunto. Discorso non critico, ma onesto. DI Cecilia Chailly subisco il fascino complessivo, quindi più facilmente le sue suggestioni musicali arrivano a segno.

Certo che di suggestioni "Alone" vive. Cecilia Chially suona Arpa acustica ed elettrificata, pianoforte, violino, percussioni etniche, flauti, ocarina, armonica a bocca. In un solo brano partecipa al piano Ludovico Einaudi, in "Living room", suonando il piano che era appartenuto al padre di Cecilia, Luciano. Dal diario di Luciano viene ripresa una bellissima frase, riportata sul booklet (elegantemente in due lingue, italiano e inglese): "Dicono che noi musicisti siamo fuori dal mondo, ma non è esatto: è il mondo che è fuori di noi". Gli inserti musicali e parlati della famiglia Chailly, ci informa ancora il libretto, sono registrazioni d'epoca effettuate in casa da Luciano, eccetto la frase tratta dalla Cantata di Bach in "C'è una valle" che Luciano ha letto nella sua ultima conferenza pubblica.

Le suggestioni continuano nei titoli, poesia poggiata sulla sponda eterea della musica: "Il tempo", "C'è una valle", "L'attesa", "Solamente tu", "Lucciole". "Tsunami", "La tenerezza dei ricordi", "L'addio", "I miss you". Le registrazioni sono state fatte tutte nelle case di Milano e della Val di Ledro ("la mia amata valle"). E infine la dedica: "A te caro papà dedico Alone; ascoltalo dalla tua stella". Luciano Chailly è morto il 24 dicembre del 2002. Ci sono voluti quasi quattro anni a Cecilia per elaborarne il lutto e risolverlo in forma artistica. Ma il risultato non lascia dubbi. "C'è un valle" è il miglior ricordo che un padre potrebbe volere da una figlia. Toccante.

Il problema di album come questi potrebbe essere la mancanza di varietà, ma, sotto un'altra lettura, il vantaggio di un disco come questo potrebbe essere anche la sua unitarietà. Alcuni bravi sono brevi spunti che non superano i due minuti, altri si spingono oltre i sei, per un totale, molto diseguale di un'ora tonda di musica. Ma torniamo al concetto di indiscreto. Perché questa è la sensazione più forte. Noi spiamo Cecilia, appesa a un batticuore, ma lei si lascia spiare, vuole essere spiata. Quasi una pulsione a rovesciare l'interno verso il fuori. E la sensazione diventa ancora più forte se si visita il sito (www.ceciliachailly.com) dove è possibile vedere foto fatte da Cecilia e di Cecilia. Foto della casa, dei suoi viaggi, della Val di Ledro, di Milano, del suo cane, di tutto quello che di lei ci ha raccontato. Il suo libro, i suoi fumetti, i suoi quadri, il suo diario.

Esposizione impudica che un po' imbarazza. Un contatto con l'anima che, alla fine, ti lascia col suo alone.Oppure da solo?

Cecilia Chailly
"Alone"

Emi - 2006
Nei negozi di dischi


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Ultimo aggiornamento: 25-11-2006

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