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Le BiELLE RECENSIONI
Ivan Cattaneo : "Luna presente"

Nostalgia e romanticismo post-moderno per un "giovane" di 50 anni
di Elisabetta Di Dio Russo

Credo di essere la persona più inadatta per scrivere un parere sull’ultimo album di Ivan Cattaneo, “Luna Presente”. Inadatta per la poca simpatia che nutro per la musica impastata con gli effetti elettronici e perché, il mio gusto musicale, mi spinge sempre verso artisti che amano la purezza dei suoni che fluiscono dagli strumenti musicali, senza l’artificialità dell’ausilio di un computer. Così come preferisco ascoltare l’esibizione di un artista dal vivo, durante un concerto, piuttosto che perdermi nella perfezione sofisticata di un cd, dove spesso, tutto l’incanto di una bella voce e, di una melodia, viene corretto con il maquillage elettronico.

“Luna presente” è un album che ha una doppia chiave di lettura: può essere considerato l’opera di un artista nostalgico dei suoni degli anni ’80, così come può essere “frainteso” dagli amanti della Canzone d’Autore, per la semplicità dei testi e dei messaggi contenuti nelle canzoni.

L’album, prodotto da Roberto Cacciapaglia (che vanta anche altre, diverse produzioni di artisti di rilievo, del panorama musicale italiano come Giuni Russo e Gianna Nannini) è uscito il 21 ottobre ed è stato presentato alla Fnac di Milano, qualche giorno dopo, sotto l’occhio benevolo del direttore editoriale di “Rockol”, Franco Zanetti che ha rimarcato l’esigenza di trasgredire alle leggi convenzionali che riguardano la Canzone d’Autore: “Il problema della Canzone d’Autore è che oggi vengono iscritti “d’ufficio” solo gli artisti che dichiarano di fare la Canzone d’Autore, meglio se fanno canzoni con un contenuto politico".

"In questo modo - ha proseguito Zanetti - succede che, a calcare i palchi interessanti, come ad esempio quello del Tenco, siano sempre gli stessi, mentre la medesima opportunità viene preclusa ad altri artisti e non perché non appartengano “legittimamente” all’ambito della Canzone d’Autore, ma perché, chi si prende la briga di decidere chi debba essere incluso, nella lista di chi fa questo genere musicale, propende sempre per gli stessi artisti. Così succede che la Targa Tenco venga vinto da Paolo Conte con “Elegia”, che è una bella canzone ma, che dimostra che si continuano a premiare sempre gli stessi. Ed io non posso credere che “Elegia” sia una canzone più bella di “Marmellata # 24” di Cesare Cremonini che invece non viene considerata “Canzone d’Autore”.”

Dopo tredici anni, Ivan Cattaneo, con questo nuovo disco, torna sulla scena discografica italiana.
Non per caso.
E nemmeno per gioco.

Conosciuto forse più per aver riportato al successo negli anni ’80 con gli album “Italian Graffiati” e “Bandiera gialla”, canzoni che avevano avuto il loro primo momento di gloria negli anni ’60 e per la fantasia trasgressiva dei suoi look stravaganti ,sempre un passo più avanti dei tempi, oggi l’artista lombardo cerca invece di riottenere la vecchia identità di “cantautore”, (quella con cui aveva, negli anni ’70, mosso i primi passi nel territorio musicale) con un romantico omaggio alla “Luna”, la stessa che ha sempre ispirato poeti, scrittori, pittori, musicisti ed autori di canzoni.

Dodici canzoni, dodici serenate elettroniche dedicate ai dodici mari che attraversano il paesaggio lunare, da un cantautore che non ama definirsi “tradizionale”. La parola “Luna” è volutamente presente nei testi di tutte le 12 tracce dell’album. Apprezzabile lo spirito giovane con cui è stato concepito il disco che sembra racchiudere, in ogni sua canzone, l’ottimismo e la voglia di vivere dell’autore.

La semplicità dei testi delle canzoni di Ivan Cattaneo contiene l’entusiasmo dell’adolescenza, l’ottimismo che manifesta quella acerba gioia di vivere così ben conservata dall’artista anche in età adulta. Forse “Luna presente” è un disco che farà arricciare il naso ad alcuni critici musicali e agli estimatori della Canzone d’Autore, ma intanto si lascia ascoltare.

Ivan Cattaneo non ha certamente la potenza espressiva o il carisma di un De André e nemmeno pretende di averne, poiché come lui stesso dice, si sente più vicino al modello del cantautore “anglosassone” che a quello delle varie scuole tradizionali genovesi o romane e per questo ama definirsi un “cantautore elettronico”. Dischi come quello di Ivan Cattaneo potrebbero anche essere un sintomo che lo stereotipo del cantautore” impegnato” e un po' “sfigato” stia “decadendo”.

”L’aria, immensa come voglia/ed io mi sento foglia/al vento della vita/volo quando è primavera/ come piuma attorno/ alla tua fresca storia”. Ma se la distanza tra questo testo e la Canzone d’Autore forse è immensa, la semplicità, contenuta in un bicchiere d’acqua fresca, certe volte, può nascondere un piacevole retrogusto di poesia.


Ivan Cattaneo
"Luna presente"

Recording Arts/Ducale - 2005
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 09-01-2006

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